di giuliomozzi
Non mi ricordo nulla di ciò che ho letto nei Selezione dal Reader’s Digest di mia zia Nora. Ne aveva a dozzine, raccolti in un armadietto d’angolo della stanza dove mi mettevano a dormire quando, d’estate, i miei ci mandavano a passare un paio di settimane a San Daniele del Friuli. A quel che mi dicono, passavo le giornate a leggerli e rileggerli.
6 ottobre 2012 alle 10:25
Mozzi, scopro che abbiamo la stessa formazione.
Solo che io mi sono fermata lì (non a San Daniele).
6 ottobre 2012 alle 11:34
Ah, San Daniele! Oh, il prosciutto dolce…
Ci son passata anni fa di ritorno da Innsbruck.
Ho letto diversi racconti ed estratti della Selezione dal Reader’s Digest. Ho ancora quei libri. Anche a me piacevano. Ma non ero proprio piccola…
Destino di uno scrittore.
6 ottobre 2012 alle 14:55
Azz! Questo me l’ero davvero dimenticato. Selezione arrivava anche a casa mia, come ci arrivasse non me lo ricordo. E poi ero tormentato da una domanda. Cos’era il Reader’s Digest di cui la rivistina era una selezione? Mistero. Una volta mi sarebbe piaciuto leggere tutto il Reader’s Digest e non solo quella cacchio di selezione.
6 ottobre 2012 alle 16:54
Era abbonato mio nonno. Intorno ai dieci anni leggevo con piacere gli estratti dei romanzi, ma non ricordo neppure un titolo. C’erano anche le citazioni, un paio per pagina, in basso mi sembra. Pillole di saggezza, USA generis.
Ricordo questa: “Non sposate mai un uomo bravo nel riparare le cose: non avrete mai nulla di nuovo”. Mi tornò in mente appena sposata.
Mio marito è bravissimo, e io mi affeziono alle cose
6 ottobre 2012 alle 18:09
Ma come, Giulio! “Una persona che non dimenticherò mai”, “Sono il cuore (il fegato, il rene…) di Gianni”… I romanzi condensati…
6 ottobre 2012 alle 18:49
La cosa curiosa è che digest significa selezione dunque la Selezione del Reader’s Digest è la selezione di una selezione.
6 ottobre 2012 alle 22:48
Giulio, non parli quasi mai del fotoromanzo “Ricordami per sempre”. Dove è possibile trovare materiale? Quel lavoro avrà un seguito?
6 ottobre 2012 alle 23:45
Ma guarda il ricordo di Giulio diventa il ricordo di tanti. Reader’s Digest lo leggevo anch’io, forse li prendevo in biblio, no nel paesello non c’era ancora, non ricordo come arrivavano in casa. ‘Una persona che non dimenticherò mai’, ovvero, la pubblicità della dimenticanza.
7 ottobre 2012 alle 02:46
se può consolare io non mi ricordo quando ho fatto il caffè la prima volta autosufficientemente..
7 ottobre 2012 alle 06:44
Nessun bisogno di consolazione, Dinamo.
Sabrina: il romanzo è cosa fatta e finita. Forse ne parlerà a breve il settimanale “Panorama” (mi ha scritto un giornalista, stanno preparando un servizio sui fotoromanzi). Informazioni sul fotoromanzo si trovano qui.
7 ottobre 2012 alle 09:28
Ma come, non hai letto “Tutta la verità su Lee Harvey Oswald’, le citazioni citabili, la storia di come è nata la chiusura di velcro che lì chiamavano a lappola. Certe immersioni di modernità formativa che forse non c’ è neanche da sorprendersi che uno poi rimuova tutto.
7 ottobre 2012 alle 12:05
Grazie, Giulio.
7 ottobre 2012 alle 14:09
Ma si può sapere quanti abbonati aveva Selezione…? Anche a casa mia erano abbonati. leggevo solo l’ultima pagina, c’erano le barzellette (ricordo bene?). Però una volta arrivò un libro in regalo. Una dei romanzi pubblicati all’interno era Tifone di Joseph Conrad. Ecco, quello lo lessi tutto.
7 ottobre 2012 alle 14:09
Io, come marisasalabelle, ricordo quella serie di articoli in cui gli c’era ogni volta un organo interno che parlava in prima persona: “Sono il cuore di Gianni”; “Sono il polmone di Gianni”. Qualche volta era Gianna, per ragioni comprensibili.
In particolare non ho mai dimenticato “Sono la vescica di Gianni”: la vescica svelava tutti i suoi misteri e spiegava i meccanismi fisiologici attraverso cui ogni tanto segnalava di essere troppo piena e induceva il suo proprietario ad andare al gabinetto.
Il pezzo terminava con la vescica che si congedava dai lettori e diceva “su, Gianni, è ora di andare”.
7 ottobre 2012 alle 14:10
E’ vero, Massimo C., anche le barzellette! Erano le sole a competere con quella della Settimana Enigmistica.
7 ottobre 2012 alle 14:16
…certo che la memoria ne fa di scherzi strani. In questo momento sono a casa dei miei e dopo aver scritto il post di cui sopra sono andato a cercare il libro. L’ho trovato. Non è per niente vero che Tifone era pubblicato in quel volume. In quel volume lessi “Il dio dagli occhi verdi” di François Ponthier (ce l’ho qui sulla scrivania, non posso sbagliare…). Tifone l’ho letto in un’altra occasione (ma non ricordo quale, forse lo presi in biblioteca…). Ora sarebbe carino sapere perché la memoria mi ha fatto questo scambio…mah.
7 ottobre 2012 alle 14:17
(ah le barzellette c’erano davvero, allora…ben).
7 ottobre 2012 alle 15:56
Dopo essermi informata su cos’era “Selezione dal Reader’s Digest” posso dire no, a casa mia non è mai entrata una selezione del genere, nemmeno al tempo dei miei fratelli più grandi di dieci anni. A casa mia c’era la Gazzetta di Mantova e Tv sorrisi e canzoni. Però leggendo su Wiki, credo proprio che avessimo invece l’Atlante del Mondo, ma non ricordo bene, devo chiedere a mia madre.
7 ottobre 2012 alle 17:31
A Giulio
‘A vita è bella, sì, è stato un dono,
un dono che ti ha fatto la natura.
Ma quanno po’ ‘sta vita è ‘na sciagura,
vuie mm’ ‘o chiammate dono chisto cca’?
E nun parlo pe’ me ca, stuorto o muorto,
riesco a mm’abbusca’ ‘na mille lire.
Tengo ‘a salute e, non faccio per dire,
songo uno ‘e chille ca se fire ‘e fa’.
Ma quante n’aggio visto ‘e disgraziate:
cecate, ciunche, scieme, sordomute.
Gente ca nun ha visto e maie avuto
‘nu poco ‘e bbene ‘a chesta umanità.
Guerre, miseria, famma, malatie,
crestiane addeventate pelle e ossa,
e tanta gioventù c’ ‘o culo ‘a fossa.
Chisto nun è ‘nu dono, è ‘nfamità.
(Totò, Antonio de Curtis)