di giuliomozzi
Non mi ricordo che fine abbiano fatto il coniglietto onto e la scimmietta che mangiava le polpette. Il coniglietto onto era un coniglietto onto, e suppongo che non servano altre spiegazioni (onto = unto, sporco). La scimmietta che mangiava le polpette era di latta (credo), e aveva una forchetta in mano e un piatto sulle ginocchia, e un meccanismo per cui il braccio si abbassava sul piatto che conteneva le polpette, le polpette si attaccavano alla forchetta (un piccolo elettromagnete?), il braccio si alzava fino alla bocca, le polpette si staccavano dalla forchetta, cadevano nella bocca, e dalla bocca direttamente nel vasino (ah! Feuerbach!) sul quale la scimmietta era seduta. Io però non me la ricordo, me l’hanno infinite volte raccontata.
3 ottobre 2012 alle 10:20
Giulio a quale età hai iniziato a leggere Feuerbach? Prestissimo?
3 ottobre 2012 alle 10:33
Nella mia stanza ho una scimmietta bellissima, che suona il tamburo. Ha un cappellino blu a punta. Serissima.
Funziona a corda. E’ nuova di zecca, come appena acquistata, pur risalendo all’infanzia. Soltanto la corda s’è come incantata, per cui va fatta girare manualmente.
Buzzati. Educativo.
3 ottobre 2012 alle 10:45
A tre anni, Enrico, come tutti.
3 ottobre 2012 alle 11:23
Ma non riesco a crederci. Anche i giocattoli. Ora vedo di rintracciarti qualche loro traccia. Chi può mai dire.
3 ottobre 2012 alle 12:08
Guarda qui.
3 ottobre 2012 alle 14:41
Il coniglio è ciò che mangia.
3 ottobre 2012 alle 14:50
Una bella iniziativa, non c’è che dire. Forse hai qualche chance di riconoscere Onto e/o la scimmietta tra quei ritratti.
3 ottobre 2012 alle 17:19
Quell’ “ah Feuerbach” mi ha fatto profondamente godere.
3 ottobre 2012 alle 19:38
Tante volte mi domando se i miei ricordi di bambina sono effettivi o frutto di racconti….. però sono davvero tanti!