
La lettura, supplemento del Corriere della sera, domenica 30 settembre 2012
Il pdf delle due pagine.
Questa voce è stata pubblicata il 30 settembre 2012 alle 11:21 ed è archiviata in Il ricordo d'infanzia. Segui i commenti a questo post con il feed RSS 2.0.
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30 settembre 2012 alle 11:39
Preso. Due belle pagine verso la fine titolo il raccoglitore di ricordi ora leggo
30 settembre 2012 alle 11:42
Non vale. Io sono stata entro le dieci righe. Qui ce n’è dei molto più lunghi!
30 settembre 2012 alle 15:09
leggevo e pensavo: il bambino è lì, il bambino è intatto, il suo sguardo non è finito, non è passato, no, è lì, lì, lì
30 settembre 2012 alle 16:04
Mirella: io ho dato delle indicazioni, e poi ho accettato quel che è arrivato. Ho anche chiesto un ricordo solo, e tanti me ne hanno mandati due o tre.. O addirittura ottantuno!
30 settembre 2012 alle 18:47
posso lasciare qui il mio ricordo??
io ci provo…
Primavera del 1942 o 43, pomeriggio.Dormo sul lettone di mamma e papà.Entra mia madre e mi sveglia: vieni dobbiamo andare…..
Una scossa tremenda, tutto trema, mi alzo e scappo. Improvvisamente mi accorgo che mio padre non c’è; è in guerra…
30 settembre 2012 alle 19:00
Secondo me non è troppo producente promozionare un libro finché non è in libreria…
30 settembre 2012 alle 20:14
Sotto una bella illustrazione di Chiara Dattola, moglie di Roberto La Forgia. Lei illustratrice fumettante, lui fumettista illustrante. E’ bastato che si incontrassero, hanno capito subito che erano due metà di uno stesso aggeggio espressivo
30 settembre 2012 alle 20:28
“Secondo me non è troppo producente promozionare un libro finché non è in libreria…” [Lucio]
Non so se è producente o no, so che una volta De André a Faenza lasciò entrare un po’ di gente nella fase delle prove del concerto. Normalmente l’autorialità è blindata, quello può essere un modo di rompere la separazione. Può darsi che faccia bene a tutti – e di sicuro si addice a un libro collettivo.
30 settembre 2012 alle 22:50
Non riesco ad aprire il file pdf. Mi dice che è danneggiato e che non può essere riparato.
Quando hai tempo da perdere, Giulio, per cortesia, me lo mandi via email? Grazie. Mi piacerebbe leggerlo.
1 ottobre 2012 alle 06:04
Una bella vetrina per un progetto molto interessante.
1 ottobre 2012 alle 09:58
ottimo. Auguro un successone all’iniziativa.
Segnalo anche il progetto “Memoro”, di videoricordi. Iniziato da un gruppetto di ragazzi di Torino, molto in gamba, col nome di “Banca della memoria”. Ho anche collaborato con loro procacciando ricordi romani (di altri, non miei). Oggi il progetto si è allargato a mezzo mondo.
1 ottobre 2012 alle 09:58
http://www.memoro.org/
(avevo dimenticato il link)
1 ottobre 2012 alle 14:14
@barbieri. in effetti, se il libro è ancora alla ricerca di un editore, l’uscita di una selezione di testi su La Lettura del Corriere della Sera può agevolare il colpaccio, fermo restando che Giulio è già in contatto di suo con tutti gli editor di tutte le case editrici. va detto che agli editori non dispiace appoggiarsi su un minimo di risonanza pregressa (si veda la loro disponibilità verso le menate delle celebrities televisive) per cui anche questo doppio paginone fa senz’altro brodo.
1 ottobre 2012 alle 14:21
“Secondo me non è troppo producente promozionare un libro finché non è in libreria…”
Io sono convinta, Lucio, che se un autore sente la forza di pubblicizzare un libro in fieri, evidentemente è sicuro dell’impegno e della serietà messi per non deludere le aspettative, e del contenuto di bellezza e utilità del suo progetto.
1 ottobre 2012 alle 15:59
@sabrina. mi sembri alice nel paese delle strategie editoriali…
1 ottobre 2012 alle 16:53
Grazie del link @diait
1 ottobre 2012 alle 17:44
Lucio, scrivi.
Sì, è ancora alla ricerca di un editore. E’ scritto nell’articolo. Bastava leggere.
1 ottobre 2012 alle 20:07
Mi spiace deluderti, Lucio, ma Alice nel paese delle meraviglie non è favola che amo particolarmente. L’ho letta per la prima volta soltanto anni fa a mia nipote che s’inventò un mal di pancia per restare con me un’intera mattina. Piaccio molto ai bambini. Non mi piacciono tutte le favole ma adoro le strategie. Sono una cannonata, o, meglio, “un cannone nel cortile” in fatto di strategie quando mi interessa l’obiettivo (che non è mai mio soltanto). Non sottovalutarmi. A volte lo fanno e commettono errori… gravissimi.:-)
Inoltre ho uno straordinario intuito in fatto di psicologia, di schemi logici, di dinamiche comportamentali soprattutto. E non puoi immaginare quante risorse…
Quel che ho detto è vero. Ciao.
1 ottobre 2012 alle 20:45
@giulio. sì, certo, lo sapevo, di qui la mia prima considerazione, ma anche la seconda, venuta dopo averci riflettuto un attimo. sicuramente due paginone sul Corriere ti farebero più comodo con il libro già in libreria (l’attenzione degli interessati scema dopo pochi giorni da una segnalazione sui quotidiani, per lo meno così mi diceva la mitica Orietta di Einaudi Ragazzi negli anni Novanta, quando io mi arrabattavo a segnalare il mio primo libro a destra e a manca prima ancora che fosse stato distribuito nelle librerie).
1 ottobre 2012 alle 20:45
fareBBero
2 ottobre 2012 alle 00:10
Brava Sabrina l’ateniese. Anch’io detesto chi spara sentenze sulle persone partendo da quattro parole di una mail o di FB. E’ molto più vero un giudizio o solo una convinzione che ci si fa mettendo quattro piedi sotto un tavolo e due occhi in due occhi. Per ciò che riguarda il libro in fieri, c’é chi é sicuro di sè e chi tentenna. Io sono per avanzare.
2 ottobre 2012 alle 08:24
Sabrina l’Ateniese, però, dovrebbe saprere che “Alice nel paese nelle meraviglie” non è esattamente una “favola”.
2 ottobre 2012 alle 09:45
Lucio, ok il paginone è un colpaccio (colpettino) pubblicitario. Ma è solo quello?
Anni fa esistevano le riviste (Maltesenarrazioni, Fernandel – parlo di loro perché li ho conosciuti – ecc.). I numeri erano pubblicizzati prima di uscire, si creava un’aspettativa che permetteva di vendere magari rientrando nei costi.
Ma si creava anche una comunità intorno a questa cosa strana che è la letteratura.
Comunità e colpaccio sono due cose differenti. Sarebbe bello non riflettere solo sulla pubblicità, perché secondo me di quel legame umano, di comunicazione, scambio che nasceva intorno alle riviste, oppure a certi progetti (soprattutto di Mozzi), c’è ancora bisogno.
2 ottobre 2012 alle 11:46
La pubblicità non è affatto cosa brutta. Anzi. Se prodotti ed eventi non fossero pubblicizzati non ci sarebbe informazione (possibilità, acquistabilità, risorse) in merito.
In generale, il livello qualitativo della pubblicità odierna trovo sia volutamente bassissimo, omogeneizzante e fortemente condizionante.
Ci vorrebbe un’azione pubblicitaria ad effetto contro-pubblicità di riequilibrio e rettificazione di reali valori da tener presente.
Cos’è “Alice nel paese delle meraviglie”, con esattezza, Lucio?
2 ottobre 2012 alle 13:38
Qualcuno ha scritto che la pubblicità è una cosa brutta?
2 ottobre 2012 alle 13:51
@sabrina. novel?
http://en.wikipedia.org/wiki/Alice's_Adventures_in_Wonderland
2 ottobre 2012 alle 15:29
Lucio, scrivi:
Mi hanno proposto di fare queste due pagine adesso, e io ho trovata divertente la cosa. Quando poi ci sarà un editore – se ci sarà -, la promozione non sarà un problema mio.
Mi sembra inutile e bizzarro, Lucio, nel momento in cui mi è capitata una bella cosa, guastarmi la contentezza pensando che sarebbe stata più bella se fosse capitata in un altro momento.
2 ottobre 2012 alle 18:06
quest’uomo è saggio!
2 ottobre 2012 alle 18:51
Grazie, Lucio. Se lo dici tu…:-)
Mi rifiutai di imparare bene l’inglese dopo aver scritto “The cat intelligent” (avevo dieci anni, primo anno di lingua straniera, prime lezioni), ed essere stata presa in giro dalla mia insegnante madrelingua inglese che volle fare la spiritosa, non sapendo nulla, evidentemente, di pedagogia.
Eppure l’inglese è la lingua straniera che mi piace maggiormente (musicalità).
2 ottobre 2012 alle 18:58
Come direbbe uno dei miei autori preferiti, “Niente da ridere”. In realtà così mi espressi.
2 ottobre 2012 alle 19:32
@giulio. dimenticavo che sei tutto spirito e quasi niente materia:-)
2 ottobre 2012 alle 19:37
Ricordo, nel 2002-2003, di aver letto in Vibrisse un piccolo scritto composto da Giulio Mozzi intitolato “Intelligente”.