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	<title>Commenti a: Il penultimo giorno per il ricordo d&#8217;infanzia</title>
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	<description>di letture e scritture a cura di giulio mozzi</description>
	<lastBuildDate>Sat, 18 May 2013 11:54:11 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Di: Giulio Mozzi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giulio Mozzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Sep 2012 04:14:30 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Grazie, Davide. Ho corretto.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie, Davide. Ho corretto.</p>
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		<title>Di: Greco Sabrina</title>
		<link>http://vibrisse.wordpress.com/2012/09/29/il-penultimo-giorno-per-il-ricordo-dinfanzia/#comment-19930</link>
		<dc:creator><![CDATA[Greco Sabrina]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Sep 2012 21:46:34 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[A quando il prossimo &quot;non mi ricordo&quot;? Mi piacciono tanto.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>A quando il prossimo &#8220;non mi ricordo&#8221;? Mi piacciono tanto.</p>
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		<title>Di: Elena</title>
		<link>http://vibrisse.wordpress.com/2012/09/29/il-penultimo-giorno-per-il-ricordo-dinfanzia/#comment-19924</link>
		<dc:creator><![CDATA[Elena]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Sep 2012 17:35:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[un piccolo dono per festeggiare il traguardo (da La lingua salvata, Elias Canetti):

Il mio più lontano ricordo è intinto di rosso. In braccio a una ragazza esco da una porta, davanti a me il pavimento è rosso e sulla sinistra scende una scala pure rossa. Di fronte a noi, sul nostro stesso piano, si apre una porta e ne esce un uomo sorridente che mi si fa incontro con aria gentile. Mi viene molto vicino, si ferma e mi dice: “ Mostrami la lingua!”. Io tiro fuori la lingua, lui affonda una mano in tasca, ne estrae un coltellino a serramanico, lo apre e con la lama mi sfiora la lingua. Dice: “Adesso gli tagliamo la lingua”. lo non oso ritirarla, l&#039;uomo si fa sempre più vicino, ora toccherà la lingua con la lama. All&#039;ultimo momento ritira la lama e dice: “Oggi no, domani”. Richiude il coltellino con un colpo secco e se lo ficca in tasca.
Ogni mattina usciamo dalla porta che dà sul rosso pianerottolo e subito compare l&#039;uomo sorridente che esce dall&#039;altra porta. So benissimo che cosa dirà e aspetto il suo ordine di mostrare la lingua. So che me la taglierà e il mio timore aumenta sempre più. Così comincia la giornata, e la cosa si ripete molte volte.
Me la tengo per me e solo molto tempo dopo interrogo mia madre. Da tutto quel rosso lei riconosce la pensione di Karlsbad dove aveva trascorso l&#039;estate del 1907 con mio padre e con me. Per il bambino di due anni si erano portati dalla Bulgaria una bambinaia che aveva a malapena quindici anni. La ragazza ha l&#039;abitudine di uscire con il bambino di prima mattina, parla soltanto bulgaro, eppure passeggia disinvolta nelle vie animate di Karlsbad, e ritorna sempre puntualmente con il piccino. Un giorno qualcuno la vede per strada con un giovanotto sconosciuto, lei non sa dire nulla di lui, spiega che l&#039;ha conosciuto per caso. Dopo alcune settimane salta fuori che il giovanotto abita proprio nella camera di fronte a noi, sul lato opposto del pianerottolo. Qualche volta, di notte, la ragazza s&#039;infila ratta nella sua stanza. I miei genitori, che si sentono responsabili per lei, la rimandano immediatamente in Bulgaria.
Entrambi, la ragazza e il giovanotto, avevano l&#039;abitudine di uscire il mattino molto presto, e devono essersi conosciuti in questo modo, cosi dev&#039;essere cominciata fra loro. La minaccia di quel coltellino è stata efficace, il bambino ha taciuto la cosa per dieci anni.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>un piccolo dono per festeggiare il traguardo (da La lingua salvata, Elias Canetti):</p>
<p>Il mio più lontano ricordo è intinto di rosso. In braccio a una ragazza esco da una porta, davanti a me il pavimento è rosso e sulla sinistra scende una scala pure rossa. Di fronte a noi, sul nostro stesso piano, si apre una porta e ne esce un uomo sorridente che mi si fa incontro con aria gentile. Mi viene molto vicino, si ferma e mi dice: “ Mostrami la lingua!”. Io tiro fuori la lingua, lui affonda una mano in tasca, ne estrae un coltellino a serramanico, lo apre e con la lama mi sfiora la lingua. Dice: “Adesso gli tagliamo la lingua”. lo non oso ritirarla, l&#8217;uomo si fa sempre più vicino, ora toccherà la lingua con la lama. All&#8217;ultimo momento ritira la lama e dice: “Oggi no, domani”. Richiude il coltellino con un colpo secco e se lo ficca in tasca.<br />
Ogni mattina usciamo dalla porta che dà sul rosso pianerottolo e subito compare l&#8217;uomo sorridente che esce dall&#8217;altra porta. So benissimo che cosa dirà e aspetto il suo ordine di mostrare la lingua. So che me la taglierà e il mio timore aumenta sempre più. Così comincia la giornata, e la cosa si ripete molte volte.<br />
Me la tengo per me e solo molto tempo dopo interrogo mia madre. Da tutto quel rosso lei riconosce la pensione di Karlsbad dove aveva trascorso l&#8217;estate del 1907 con mio padre e con me. Per il bambino di due anni si erano portati dalla Bulgaria una bambinaia che aveva a malapena quindici anni. La ragazza ha l&#8217;abitudine di uscire con il bambino di prima mattina, parla soltanto bulgaro, eppure passeggia disinvolta nelle vie animate di Karlsbad, e ritorna sempre puntualmente con il piccino. Un giorno qualcuno la vede per strada con un giovanotto sconosciuto, lei non sa dire nulla di lui, spiega che l&#8217;ha conosciuto per caso. Dopo alcune settimane salta fuori che il giovanotto abita proprio nella camera di fronte a noi, sul lato opposto del pianerottolo. Qualche volta, di notte, la ragazza s&#8217;infila ratta nella sua stanza. I miei genitori, che si sentono responsabili per lei, la rimandano immediatamente in Bulgaria.<br />
Entrambi, la ragazza e il giovanotto, avevano l&#8217;abitudine di uscire il mattino molto presto, e devono essersi conosciuti in questo modo, cosi dev&#8217;essere cominciata fra loro. La minaccia di quel coltellino è stata efficace, il bambino ha taciuto la cosa per dieci anni.</p>
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		<title>Di: davide</title>
		<link>http://vibrisse.wordpress.com/2012/09/29/il-penultimo-giorno-per-il-ricordo-dinfanzia/#comment-19910</link>
		<dc:creator><![CDATA[davide]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Sep 2012 11:13:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il secondo link (Per più notizie, vedi qui) non porta a un post, ma alla pagina di Edit del post - che quindi richiede la password. Presumo l&#039;intenzione fosse di inserire il link alla pagina del post.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il secondo link (Per più notizie, vedi qui) non porta a un post, ma alla pagina di Edit del post &#8211; che quindi richiede la password. Presumo l&#8217;intenzione fosse di inserire il link alla pagina del post.</p>
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		<title>Di: Greco Sabrina</title>
		<link>http://vibrisse.wordpress.com/2012/09/29/il-penultimo-giorno-per-il-ricordo-dinfanzia/#comment-19905</link>
		<dc:creator><![CDATA[Greco Sabrina]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Sep 2012 09:36:51 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://vibrisse.wordpress.com/?p=15573#comment-19905</guid>
		<description><![CDATA[Appena spedito. Capricci del sistema di posta elettronica permettendo, dovresti riceverlo. Ciao.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Appena spedito. Capricci del sistema di posta elettronica permettendo, dovresti riceverlo. Ciao.</p>
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