di giuliomozzi
Non mi ricordo quella volta che mio fratello riempì di Idrolitina e acqua una bottiglietta di Rekord B12. Lui voleva che il gas, espandendosi, facesse saltare il tappo. Invece la bottiglietta esplose. Una scheggia lo colpì su un sopracciglio. Io, mi dicono, ero accanto a lui. L’esperimento avveniva nell’acquaio della cucina. Ero troppo piccolo per guardarci dentro, e questo mi protesse.
26 settembre 2012 alle 08:34
MI ricordo di quando versai 10 buste di Idrolitina nella zuccheriera.
Avrò avuto 8-9 anni.
Al mattino la mia mamma preparò le solite 6 belle tazze di latte caldo e aggiunse, ad ogni tazza, 2 bei cucchiaioni di zucchero. Il latte prese vita, schiumò, superò i bordi delle tazze e si sparse sul tavolo. Quando la reazione chimica si esaurì, le scodelle erano vuote e il tavolo coperto da schiuma bianca. La sera, saltai la cena.
26 settembre 2012 alle 10:07
Io invece non mi ricordo quella volta che entrammo nel pollaio del Ferruccio e aprimmo tutte le stie e le galline cominciarono a correre all’impazzata e fu tutto molto rapido noi prendemmo ciascuno un bastone per spaventarle e ci riuscimmo, a spaventarle, perché una stramazzò di crepacuore e mio nonno dovette pagarla al Ferruccio, poi mi fece un culo nero.
26 settembre 2012 alle 12:11
Che cos’è l’idrolitina?
Gian Marco, io invece quando vado a trovare degli amici nel veneziano mi vien voglia di liberare i capponi.
26 settembre 2012 alle 12:40
Ma allora chiamala Frizzina!
Noi usavamo la Cristallina Ferrero. Che bel ricordo. A tavola era un rito per noi bambini. La polverina scendeva nell’acqua in un silenzio attentissimo, e le bollicine salivano come ogni volta. Allora si poteva iniziare a pranzare. Durò qualche anno.
In una bottiglia bianca in vetro doppio lavorato e il tappo con chiusura ermetica.
26 settembre 2012 alle 13:34
Chi non ha mai usato nel passato l’idrolitina, scagli la prima pietra.
Io invece non mi ricordo per quale motivo a sei /sette anni immersi il termometro per misurare la febbre nella pentola che bolliva, pronta a ricevere la pasta. Osservavo le palline di mercurio che galleggiavano e pensavo di aver fatto una grande scoperta. Volarono ceffoni senza neanche una spiegazione.
26 settembre 2012 alle 15:02
In effetti non mi ricordo neppure il nome del Ferruccio; suonava tipo Ferruccio, ma non era Ferruccio.
Dammi un po’ di vino con l’idrolitina.
26 settembre 2012 alle 16:37
Avevo 5 anni, con due amici, Claudio e Rossella, abbiamo rotto le uova di un’anatra che covava. Non mi ricordo il nome del propietario dell’anatra. Ma forse neanche gli amici si chiamavano Claudio e Rossella.
26 settembre 2012 alle 17:20
Diceva l’oste al vino: tu mi diventi vecchio! Ti voglio maritare con l’acqua del mio secchio. Rispose il vino all’oste: fa’ le pubblicazioni, sposo l’Idrolitina del cavalier Gazzoni.
26 settembre 2012 alle 17:49
Non mi ricordo quando mi scattarono la fotografia di classe della 3 elementare nel giardino della scuola Ippolito Nievo di Mantova. Mi hanno detto che non volevo farla e che il fotografo a un certo punto mi ha costretta a stare davanti a tutti gli altri. Per ripicca appaio con la bocca tirata e due pugni pronti a essere sganciati.
26 settembre 2012 alle 18:13
il rekordB12-molotov…geniale !
27 settembre 2012 alle 07:07
Marisabella mi ha preceduto, i versi scritti sulla scatola gialla dell’Idrolitina li ricordavo benissimo anche io. No, no, Greco Sabrina! Frizzina e Cristallina sono tutt’altra cosa! Solo l’Idrolitina aveva le due cartine divise: prima versavi la blu, salata e amara, poi la rossa che era tutto un frizzo. La mia grande passione era intingere la punta della lingua nella cartina rossa e farmi sfrigolare le papille gustative a mille. Se mia madre mi vedeva erano guai, era anche questo il bello.
27 settembre 2012 alle 10:39
Morena Silingardi, siamo lì.
Una volta provai a fare quel che dici, con pochissima polverina, ma la sensazione sulla lingua non mi piacque affatto. Questione di gusti.
La cosa importante è che mi sia tornato in mente un ricordo d’infanzia, son contenta così.
Una volta per Natale una ragazza che conobbi soltanto via internet mi spedì, insieme ad una “poesia”, una polverina scoppiettante all’arancia, con incartamento straniero assai strano.
Molto bello e diverso il ricordo idrolitinico di Giulio. Ciao.
27 settembre 2012 alle 20:02
Hai perfettamente ragione, Greco Sabrina, la cosa importante è il ricordo e il tuo, tanto tenero, mi ha evocato la stessa meraviglia che provavo io nel vedere salire le bollicine. La mia esclamazione era per rimarcare la supremazia dell’Idrolitina: in famiglia si sosteneva che nessun’altra polvere fosse così frizzante! Chissà, ora mi chiedo, se non fosse perché probabilmente meno costosa della Ferrero…
27 settembre 2012 alle 21:43
Non so. Credo che comperare l’Idrolitina o la Cristallina Ferrero più o meno siamo lì come costi…
Grazie a Dio i nostri genitori hanno pensato pure (e lo hanno potuto fare) alle bollicine per l’acqua dei loro bambini.
Ognuno di noi ha conferito una intoccabile importanza a determinate cose soltanto perchè fanno parte della propria sfera intima e affettiva, dell’infanzia in particolare.
Anzi, una volta ci si divertiva più facilmente. Adesso i bambini devono faticare per trovare qualcosa di veramente interessante.
Sarebbe bello trovarsi almeno tra le righe di una proposta di pensiero, sentirsi accomunati da ricordi che hanno lasciato traccia di quel lungo periodo in cui eravamo forse meno egoisti e più incantati, che, fortunatamente, qualcuno è riuscito a conservare e preservare.