Non mi ricordo, 3

di

di giuliomozzi

Non mi ricordo la Giorgettina, che era amica di mia madre quando abitavamo a Sottomarina (e dunque avevo meno di otto anni).

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18 Risposte a “Non mi ricordo, 3”

  1. icalamari Dice:

    Che caso: è seduta qui accanto a me a sentire il concerto. Dice che nemmeno lei ti si ricorda così bene ma che ti saluta tanto. :-D

  2. Luan Dice:

    Io non ricordo di aver mai letto un ‘non ricordo’ più melenso di questo.

  3. maria teresa Dice:

    embè Mozzi ? :-)

  4. enrico ernst Dice:

    dài che la ricordi… perché se dici che non la ricordi, vuol dire che la ricordi eccome… ma una vocina dentro di te dice: no no no… e chissà poi perché… dài Giulio, “scrittura zen” e raccontaci qualcosa della Giorgettina, non farti pregare eh…

  5. Maria Sardella Dice:

    Non mi ricordo chi mi avesse detto che il signore di fronte era “f…”, ma lo sguardo di mio padre nel sentirselo chiedere da una bambina di quattro o cinque anni, ignara del significato, sì che lo ricordo. E anche il suo rifiuto di rispondermi.

  6. diait Dice:

    ah, è scrittura zen. Bello. Un buon esercizio potrebbe essere quello di prendere i Non ricordo di Mozzi, e zennizzarli ancora di più. Max 6 parole (come nel famoso concorso per il racconto più breve… “Vendesi scarpette neonato mai usate”)

    Questo qui è bello difficile, bisogna farci stare un sacco di informazioni: giorgettina, amica di mamma, sottomarina, otto anni….

  7. Gloria Gerecht Dice:

    …ma che mi sbottonava i pantaloncini lo ricordo bene.

  8. enrico Dice:

    eccolo lì il coté erotico, mi chiedevo quanto ci avrebbe messo a emergere una siffatta fantasia…

  9. enrico Dice:

    @ Diait. Mi sa che non c’intendiamo su che cos’è scrittura zen… dal saggio tradotto in italiano di Goldberg, “Scrivere Zen”, è una sorta di scrittura automatica senza freni, mai staccare la penna dal foglio, o le dita dalla tastiera, per un tempo dato… quindi sai tutt’altro che… sintetica… piuttosto: fluviale e sconsiderata…

  10. loganiLogani Dice:

    Più che altro l’”incipit” di Mozzi mi sembra un haiku.
    Non ricordo di esser nato. Ora lo so.

  11. diait Dice:

    ah, non è che non ci intendiamo. E’ che non avevo la minima idea di cosa fosse. Pensavo qualcosa di essenziale, come il giardino zen che ho visto una volta – una saccocciata di sabbia, ‘na pietra e un rastrello.

  12. Gloria Gerecht Dice:

    @Enrico. Dai! L’amica della mamma è un classico!

  13. enrico Dice:

    @ Gloria. Verissimo! Un classicone! Mi sa che la commedia all’italiana ha sondato in lungo e in largo…
    @ Diait. Fantastica suggestione! scrivere come un giardino Zen! Scrivere con il rastrellino! ecco:c’è dunque Zen e Zen…

  14. ornellainincognita Dice:

    Ricordo ben poche cose al di sotto degli 8 anni…nonostante la psicoanalisi

  15. Giuseppe Dice:

    Giulio, il fosforo è importante. Ma non ricordo perché.

  16. mimmo Dice:

    Lasciate in pace la parola zen, per favore, che se ne abusa troppo spesso e quasi sempre fuori contesto.

  17. Dinamo Seligneri Dice:

    Finché c’è la scrittura, uno può far finta di ricordarsi tutto, perfino quello che si ricorda veramente.

  18. giordano boscolo Dice:

    Me par che la gabia verto un’ostaria a Brondoeo

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