
Penitenti crocifissi. Filippine.
Questa voce è stata pubblicata il 18 settembre 2012 alle 00:17 ed è archiviata in Crocifissioni. Segui i commenti a questo post con il feed RSS 2.0.
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18 settembre 2012 alle 10:56
UOMO DEL MIO TEMPO.
Sei ancora quello della pietra e della fionda,
uomo del mio tempo. Eri nella carlinga,
con le ali maligne, le meridiane di morte,
t’ho visto – dentro il carro di fuoco, alle forche,
alle ruote di tortura. T’ho visto: eri tu,
con la tua scienza esatta persuasa allo sterminio,
senza amore, senza Cristo. Hai ucciso ancora,
come sempre, come uccisero i padri, come uccisero
gli animali che ti videro per la prima volta.
E questo sangue odora come nel giorno
Quando il fratello disse all’altro fratello:
«Andiamo ai campi». E quell’eco fredda, tenace,
è giunta fino a te, dentro la tua giornata.
Dimenticate, o figli, le nuvole di sangue
Salite dalla terra, dimenticate i padri:
le loro tombe affondano nella cenere,
gli uccelli neri, il vento, coprono il loro cuore.
Salvatore Quasimodo
18 settembre 2012 alle 17:51
Queste rappresentazioni popolari ( non occorre andare alle Filippine poichè anche da noi esistevano i flagellanti in certune processioni dell’italia del sud) non hanno nulla a che fare con la fede e la Croce.
19 settembre 2012 alle 19:23
come no?