Per quelli che sono curiosi dei numeri

di

Chi volesse farsi una vaga idea di quanto viene letto vibrisse può dare un’occhiata a queste due tabelle qui. Ricordando che 100 visite non significa 100 visitatori: se non sbaglio, un visitatore viene conteggiato due volte (o tre, quattro…) se visita vibrisse due volte (o tre, quattro…), nell’arco della giornata, passando per due (o tre, quattro…) IP diversi). Inoltre non credo che queste statistiche conteggino chi legge vibrisse come abbonato ai feed integrali (416), chi riceve i post interi via posta elettronica (551) e chi lo legge – non so come si faccia, ma pare si possa fare – via Facebook (1.516). A meno che, poi, queste persone non accedano direttamente a vibrisse per commentare, cercare altri articoli eccetera. Se ho scritto bestialità, abbiate la gentilezza di avvisarmi. gm

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13 Risposte a “Per quelli che sono curiosi dei numeri”

  1. cartaresistente Dice:

    Anch’io non sono un esperto ma i numeri delle tabelle, almeno per le statistiche si wordpress, dovrebbero essere le pagine viste, indipendentemente dal numero di visitatori. Un visitatore può leggere il singolo post, o consultare molte pagine del blog.
    Comunque sia, bei numeri.

  2. Carlo Capone Dice:

    Non riesco a capire il significato della colonna ‘comprende tutto’, da un calcolo all’impronta sembrerebbe che indichi la media annuale calcolata sulle medie giornaliere di ogni mese. Se è così, e considerando che l’IP del visitatore non cambia, a meno che non si colleghi da altro pc o effettui un innocente trucetto per mascherarsi in caso di controllo, questa media delle medie sembra la più attendibile, anche se il dato è falsato dai cosiddetti reload, cioè gli aggiornamente effettuati dal medesimo visitatore che ha lasciato finestra aperte e rientra dopo qualche ora o alcuni minuti.
    Tenendo in considerazione questa media annuale (e qui andrebbe verificato se si tratta di media aritmetica o ponderata) il trend rialzista, a partire dal 2009, risulta evidente; nella misura di circa il 40%.

    Spero di essere stato utile.

  3. sergiogarufi Dice:

    complimenti, una crescita costante e un grande balzo quest’ultimo mese, sfondando quota 2000. tenendo conto che i blog sono stati molto ridimensionati dall’avvento dei social network direi che c’è da esserne soddisfatti. io ho numeri molto più modesti per la mia bancarella webbica, ma un giorno raggiunsi 2400 contatti grazie a vittore carpaccio, il pittore del quattrocento. successe che al quiz del milionario chiesero una cosa su carpaccio (una bizzarria del suo modo di firmare i quadri) e in rete io ero l’unico ad averne parlato, di modo che tutti coloro che si collegarono vennero da me. cmq a parte quella fiammata la mia media attuale credo che sia di un centinaio di visitatori al giorno e va bene così.

  4. Greco Sabrina Dice:

    …Che siano i muscoli del capitano?

  5. Dinamo Seligneri Dice:

    Tutto nella norma.
    I blog aumentano la tiratura delle visite e dei lettori, ma perdono in termini di discussioni. Si parla spesso della morte dei blog, ma non credo sia corretto metterla a questa maniera. Il blog se viene letto non è diagnosticabile come morto, ma morto o moribondo (poco ci manca) è il campo delle discussioni, il commentario che se non a numeri è sicuramente sceso in valore qualitativo. Sarà colpa dei “mi piace” di feisbuk, sarà colpa che i blogger sono ripetitivi dei loro enunciati, sarà colpa della pigrizia dei commentatori, sarà che negli ultimi anni si è ispessita una tendenza autoritaria e censoria da parte dei tenutari dei siti…
    Comunque, io la penso che se si fanno e scrivono buone cose, la gente viene in bottega, gironzola, si interessa, “compra”:), ecc… altrimenti non la vedi più, e tanti saluti…

  6. enrico Dice:

    Mi chiedevo Dinamo se – a parer tuo – si posso dare una parvenza di oggettività alla tua affermazione che “se non a numeri (il blog) è sicuramente sceso in valore qualitativo”. Riformulo la domanda: quali sono secondo te i segnali “concreti” di un “crollo qualitativo” della blogosfera. O ancora: su queli basi appoggi la tua affermazione di “degenerazione”?

  7. di questi tempi Dice:

    i 10 motivi per cui i numeri di Vibrisse sono degli ottimi numeri:

    1_sono un riconoscimento alla qualità del prodotto offerto

    2_indicano che la specie lettori/scrittori non è ancora in pericolo di estinzione

    3_confermano Vibrisse come punto di riferimento per chi desidera frequentare corsi di scrittura

    4_sostengono il valore di Vibrisse nel fornire notizie e punti di vista sul mondo letterario

    5_danno misura dell’appetibilità di Vibrisse da parte degli editori

    6_dimostrano che le buone idee (il ricordo d’infanzia) sono virali e fanno aumentare le visite

    7_stabiliscono Vibrisse come esempio di buon content marketing

    8_motivano ancora più persone a frequentare tutte le tratte ferroviarie citate dall’autore nella speranza di incontrarlo (l’autore) e di finire in uno dei suoi racconti

    9_instillano il legittimo dubbio che Mozzi sia il consulente SEO di Trenitalia

    10_suggeriscono all’autore (se già non lo fa) un nuovo settore dove esprime le sue competenze

  8. Dinamo Seligneri Dice:

    @Enrico

    Poco tempo fa uscì un’intervista su Repubblica dove l’editore Dalai raccontava che ai tempi della sua attività in Einaudi c’era ancora chi anche dopo tutti gli errori che aveva fatto cercava di compiacere Giulio Einaudi, magari portandogli dei tabulati colle cifre del venduto gonfiate…
    Ora, a meno che a noi blogger qualche capoccione analistico stia giocando uno scherzetto simile, il volume delle visite è in aumento. Forse anche quello dei visitatori. D’altronde le stime portate da GM sono coerenti con questo trend.

    Sul fatto del commentario, bè, vai a farti un giro in NI e magari scorrendo colla memoria, o se non seguivi prima NI scorri col mouse, vedrai che oggi i commenti sono in via di estinzione, o sono tuttavia infinitamente in minoranza rispetto a prima.. mesi fa alcuni post di NI toccavano anche i trecento commenti, oggi molti post sono allo zero spaccato. Se la gente non commenta proprio, a rigor di logica, come fanno ad essere interessanti le discussioni? Ma, al di là di questo dato, il traffico di commenti è davvero sceso ed è sceso di parecchie parecchie unità, oppure le discussioni si configurano su un terreno tennistico cioè botta e risposta tra autore e lettore, anche a turno, accompagnato dal silenzio religioso degli altri. Ora questo tipo di colloquio, semi-privato, va pure bene e può produrre anche delle belle discussioni (anche se di norma è a corredo del post, con diagnosi benigna e apprezzativa), ma è limitante rispetto alle potenzialità del mezzo: il ping-pong tra autore e lettore singolo/i è solitamente (ripeto: solitamente) una fase introduttiva e propedeutica all’abbrivio di un ragionamento collettivo o per lo meno più esteso, a più voci e spunti.
    Quello che salta all’occhio è nemmeno più se c’è qualità nel dibattito o se c’è cotiche, quanto piuttosto se esiste ancora un dibattito, bello o brutto che sia.

    LPLC non credo sia mai arrivato a tutti i commenti di NI, ma è venuto all’aria in un momento che la blogosfera stava già collassando da quel fianco… c’è comunque da loro un certa attività del commentario che, nonostante la moderazione preventiva dei commenti, produce ancora delle buone discussioni, delle discussioni intelligenti dove il thread è interessante come o addirittura più interessante del post che l’ha originato, o dove ad ogni modo l’apporto dei visitatori è importante per aprire nuovi spiragli al topic fissato dall’autore del post.
    Insomma non è ai livelli di partecipazione e frequenza del vecchio NI ma si sono susseguiti commentari con post, interpreti-lettori e idee di buon valore negli scorsi mesi.

    Ho parlato di NI e LPLC perché sono i siti che conosco di più e rappresentano a detta di molti i più autorevoli lit-blog italiani tra quelli a commento aperto.

    Io per come la vedo io non me la bevo più di tanto: i lettori sono diminuiti. E la colpa credo sia degli autori stessi dei blog. E in seconda analisi di feisbuc e di questo e di quell’altro…

  9. Barbara Buoso Dice:

    Io dirò una cosa banale, lo so, portate pazienza. Giulio ascolta le persone, magari per finta (ma questo, l’ascoltato, non lo sa.. e magari, pure se lo sa non gli importa).. e questa è una cosa davvero rara e preziosa. (Escludendo l’ascolto a pagamento). Non lo conosco bene ma penso sia una brava persona, anche.

  10. pic Dice:

    Io sono riuscito a piazzare due o tre commenti su LPELS e poi mi hanno chiuso fuori. Loro sono asserragliati e gli tocca farsi i commenti da soli, oltre che il bucato e il rammendo.
    E così ho ripiegato qui, dove mi trovo molto bene.

  11. monica Dice:

    che cos’è LPLC? e LEPLS?

  12. alexpardi Dice:

    @Dinamo

    Non frequento molti blog, tanto da ignorare anch’io cosa si nasconde dietro gli acronimi LPELS e LEPLS. Però posso dire che in passato ho fatto qualche tentativo di seguire Nazione Indiana, e ho sempre desistito non per il contenuto dei post, spesso ottimi, ma per i commenti. Entro il decimo la percentuale di interventi che si limitava all’insulto ignorando il tema in discussione o utilizzandolo strumentalmente si faceva (per me) insostenibile. Dato che su Giap, l’altro blog che attualmente seguo oltre a Vibrisse, le discussioni fluviali non mancano, azzardo l’ipotesi che una parte dei lettori si sia stufata di quella versione estremamente colta ma altrettanto irritante di rissa televisiva.

  13. Carlo Capone Dice:

    Nazione Indiana l’ho cancellata perfino dai Preferiti.
    Qui mi trovo a mio agio.

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