di giuliomozzi
Chiamo il reparto.
“Buongiorno, sono Giulio Mozzi, chiamo a nome di *** che è stato ricoverato presso di voi nei giorni scorsi”
La segretaria: “***, sì, ho presente”.
“Ecco, *** avrebbe bisogno di una copia della lettera di dimissione”.
La segretaria: “L’ha perduta?”.
“No. L’ha consegnata al medico di base, che ora è in ferie. E gli servirebbe averla sottomano per via delle prescrizioni eccetera. Ne ha fatta fare una fotocopia, prima di darla al medico, ma il tabaccaio non si è accorto che il foglio era scritto dalle due parti: e così ha fotocopiato solo una facciata”.
“Insomma, *** ha mezza lettera”.
“Sì, è così”.
“Ma la prima mezza, o la seconda mezza?”.
“La prima mezza”.
“Quindi gli serve la seconda mezza”.
“Sì”.
“Bene, signor Mozzi, credo sia la prima volta che ci viene chiesto di fornire la copia di mezza lettera di dimissione”.
“In realtà, penso che a *** possa andar bene anche una copia della lettera intera”.
“Vediamo cosa si può fare. Passa lei a prenderla?”.
24 agosto 2012 alle 10:50
grande!
24 agosto 2012 alle 11:05
Ufficio complicazioni cose semplici. Tutto l’apparato burocratico pende da questo misteriosissimo eppur reale U.C.C.S.
24 agosto 2012 alle 11:09
Nessuna complicazione, mi pare. Solo un po’ di ironia verso il mio eccesso di spiegazioni.
24 agosto 2012 alle 11:14
Inevitabili esiti della spending review. Fotocopiare solo mezza lettera di dimissioni ti fa risparmiare in modo significativo.
24 agosto 2012 alle 13:15
Sì, a noi impiegati l’eccesso di spiegazioni suscita ironia, forse perché è significativo del candore di cui è ancora pervaso l’utente che ci troviamo di fronte. Più o meno come l’eccesso di motivazioni in letteratura.
25 agosto 2012 alle 20:23
assertiva e cordiale. che vuoi di più ?!
26 agosto 2012 alle 11:22
geniale il “vediamo cosa si puo’ fare”
26 agosto 2012 alle 12:16
MEZZA PER MOZZI!
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