di giuliomozzi
Stazione ferroviaria di San Donà di Piave. Ci sono quattro persone in coda allo sportello. Vado all’emettitrice automatica di biglietti. Provo a farmi il biglietto. La macchina s’incanta. Aspetto. Non si sblocca. Vado a mettermi in coda allo sportello. Tengo d’occhio l’emettitrice. Dopo dieci minuti di coda (un paio di viaggiatori devono affrontare viaggi complessi, con moto al seguito e quant’altro), l’emettitrice è ancora incantata. Altre tre o quattro persone hanno tentato senza successo di farla funzionare.
Arriva il mio turno.
“L’emettitrice automatica è guasta”, dico all’impiegata.
“Io no”, dice l’impiegata. “Dove deve andare?”.

23 agosto 2012 alle 10:34
Mi ha sempre affascinato l’utilizzo del termine “incantato” per dire inceppato. Non so se linguisticamente è un regionalismo (“el se gà incantà” in veneziano) ma mi colpisce che vengano attribuiti comportamenti antropomorfi ad una macchina. Come fosse soggetta a stupore, sortilegio, estasi. Chissà cosa l’avrà incantata? Il tuo aspetto? La tua destinazione? Oppure, quale sortilegio l’avrà incantata?
E poi che dire della ironica risposta dell’impiegata?
Incantevole!
23 agosto 2012 alle 12:43
L’incanto del nord est. Novità zona san Donà?
23 agosto 2012 alle 14:05
Paolo, il Sabatini-Coletti dà per “incantarsi”, come senso figurato: “di un meccanismo, bloccarsi, incepparsi” (vedi).
23 agosto 2012 alle 15:18
Sì, Giulio, prima di postare il commento sono andato anch’io a consultare significato ed etimo della parola incantata. Non c’era alcun intento di segnalarne un uso improprio da parte tua.
Ero solo rimasto affascinato dalle suggestioni che la parola mi aveva trasmesso. Ho un intenso ricordo d’infanzia (!) di una ballerina che girava al suono di un carillon sulla toilette della camera dei miei genitori. Il carillon ogni tanto s’incantava.
Io stavo lì, incantato, a guardarla girare.
23 agosto 2012 alle 16:29
Conosco quell’incantevole impiegata… E’ davvero efficiente e simpatica! Credo che fosse questo il tenore della sua risposta.
Ancora a San Donà di Piave? Non credo sia stato un viaggio di piacere o un giro turistico delle rotonde fiorite (ma senza l’ombra di un albero, visto che ormai sono stati quasi tutti sterminati).
23 agosto 2012 alle 17:03
Eh, ma qui l’uso figurato delle parole si spreca. Alberi sterminati nel senso di eliminati (non senza misura). Il Sabatini-Coletti dà:
Annientamento, strage: sterminio di una popolazione
Estendere il significato agli alberi (piuttosto che abbattuti, eliminati, estirpati, sradicati) segnala una sensibilità molto accesa nei confronti del paesaggio bucolico; percepire gli alberi come individui.
23 agosto 2012 alle 21:07
Oppure segnala la volontà di una sindaca, che è anche presidente sin provincia, e che perciò porta a casa due stipendi, di rispettare il verde soltanto in riferimento alla camicie.
24 agosto 2012 alle 15:50
Entrambe le cose, direi. Grazie Paolo e Cristiano!
3 settembre 2012 alle 16:10
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grazie…
4 settembre 2012 alle 11:25
Reblogged this on Io viaggio in treno… purtroppo and commented:
Storie di emettitrici guaste e di personale in funzione. Da Vibrisse
4 settembre 2012 alle 15:15
E meno male che qualcuno funziona!