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	<title>Commenti a: Che cosa facevi nel settembre del 2010?</title>
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	<description>di letture e scritture a cura di giulio mozzi</description>
	<lastBuildDate>Tue, 21 May 2013 17:10:34 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Di: Silvia</title>
		<link>http://vibrisse.wordpress.com/2012/08/07/che-cosa-facevi-nel-settembre-del-2010/#comment-18174</link>
		<dc:creator><![CDATA[Silvia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Aug 2012 17:12:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Salto di palo in frasca...
In quel Settembre ecco un esempio di fiducia.
A casa di un amico fu ospite, oltre a me, un gattino di tre mesi. Faceva parte di una colonia felina protetta in via di...sterilizzazione le femmine e castrazione i gatti. Così vuole la legge della colonia felina...
Però il cucciolo in questione poteva essere adottato, anzi lo era stato da una signora che non poteva passare a prenderlo fino al sabato, eravamo al giovedì. La casa dell&#039;amico è molto piccola, una cucina quadrata appena abitabile con una terrazza, quella abitabile.
La camera da letto, bagno e stop. Per non fare pasticci il venerdì il gattino fu tenuto fra le nostre braccia e la gabbia. Perché? Era ancora un po&#039; selvaggio e tendeva a buttarsi contro ogni cosa dura, le mura di casa, le porte, le ante dell&#039;armadio. E poi rintontito girava sulla coda e voleva, lui, rientrare in gabbia. Non mi piacque. Proprio no. Sentivo che non ero in grado di stare con lui, e il mio amico invece tendeva a tenerlo sempre in collo.
Ore 4 del mattino. Mi sveglio con un conosciuto attacco di frutta notturna, e vedo che micio micio (lo chiamavo così) era zuppo dell&#039;acqua della ciotola puntualmente rovesciata, con altre cose umide e... dunque cambio la specie di lettiera rimetto poca acqua e un po&#039; di croccantini. E ruoto verso il letto. 
Un minuto dopo sentiamo, nel frattempo anche il mio amico è stato costretto a svegliarsi, uno stoviglio e miaolii. Si alza, anzi lo precedo. Chiudo la porta della terrazza e inizio a cambiare nuovamente il tutto. Avevo visto micio schizzare fuori dalla gabbia e sbatacchiare contro la porta, la apro e lui sparisce, nel minuscolo luogo.
Cerca, chiama, cerchiamo, chiamiamo. Dico: Dio mio e ora, dov&#039;è  finito. Il primo pensiero terrorizzante è stato: la finestra della terrazza era aperta e lui si è catapultato di sotto. E veramente era volatilizzato. Un terrore ci scuote e il mio amico dopo un quarto d&#039;ora di &quot;cerca&quot;, serio mi fa:-ascolta sei sicura al mille per mille che hai chiuso la porta della terrazza prima di farlo uscire?
-Certo-rispondo-sicura al mille per mille.
-bene-dice lui- allora tu cercalo in casa io scendo in cortile....chi lo trova si chiama col cellulare!
...
il gatto fu trovato dietro al frigorifero nascosto, invisibile e silenzioso.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Salto di palo in frasca&#8230;<br />
In quel Settembre ecco un esempio di fiducia.<br />
A casa di un amico fu ospite, oltre a me, un gattino di tre mesi. Faceva parte di una colonia felina protetta in via di&#8230;sterilizzazione le femmine e castrazione i gatti. Così vuole la legge della colonia felina&#8230;<br />
Però il cucciolo in questione poteva essere adottato, anzi lo era stato da una signora che non poteva passare a prenderlo fino al sabato, eravamo al giovedì. La casa dell&#8217;amico è molto piccola, una cucina quadrata appena abitabile con una terrazza, quella abitabile.<br />
La camera da letto, bagno e stop. Per non fare pasticci il venerdì il gattino fu tenuto fra le nostre braccia e la gabbia. Perché? Era ancora un po&#8217; selvaggio e tendeva a buttarsi contro ogni cosa dura, le mura di casa, le porte, le ante dell&#8217;armadio. E poi rintontito girava sulla coda e voleva, lui, rientrare in gabbia. Non mi piacque. Proprio no. Sentivo che non ero in grado di stare con lui, e il mio amico invece tendeva a tenerlo sempre in collo.<br />
Ore 4 del mattino. Mi sveglio con un conosciuto attacco di frutta notturna, e vedo che micio micio (lo chiamavo così) era zuppo dell&#8217;acqua della ciotola puntualmente rovesciata, con altre cose umide e&#8230; dunque cambio la specie di lettiera rimetto poca acqua e un po&#8217; di croccantini. E ruoto verso il letto.<br />
Un minuto dopo sentiamo, nel frattempo anche il mio amico è stato costretto a svegliarsi, uno stoviglio e miaolii. Si alza, anzi lo precedo. Chiudo la porta della terrazza e inizio a cambiare nuovamente il tutto. Avevo visto micio schizzare fuori dalla gabbia e sbatacchiare contro la porta, la apro e lui sparisce, nel minuscolo luogo.<br />
Cerca, chiama, cerchiamo, chiamiamo. Dico: Dio mio e ora, dov&#8217;è  finito. Il primo pensiero terrorizzante è stato: la finestra della terrazza era aperta e lui si è catapultato di sotto. E veramente era volatilizzato. Un terrore ci scuote e il mio amico dopo un quarto d&#8217;ora di &#8220;cerca&#8221;, serio mi fa:-ascolta sei sicura al mille per mille che hai chiuso la porta della terrazza prima di farlo uscire?<br />
-Certo-rispondo-sicura al mille per mille.<br />
-bene-dice lui- allora tu cercalo in casa io scendo in cortile&#8230;.chi lo trova si chiama col cellulare!<br />
&#8230;<br />
il gatto fu trovato dietro al frigorifero nascosto, invisibile e silenzioso.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Pee Gee Daniel</title>
		<link>http://vibrisse.wordpress.com/2012/08/07/che-cosa-facevi-nel-settembre-del-2010/#comment-17838</link>
		<dc:creator><![CDATA[Pee Gee Daniel]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Aug 2012 14:47:09 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sì, se dpo&#039; t&#039; bèivi!]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sì, se dpo&#8217; t&#8217; bèivi!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
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		<title>Di: gian marco griffi</title>
		<link>http://vibrisse.wordpress.com/2012/08/07/che-cosa-facevi-nel-settembre-del-2010/#comment-17837</link>
		<dc:creator><![CDATA[gian marco griffi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Aug 2012 14:27:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ed eccomi trasformato in un seguace del Mozzianesimo. Questa mi mancava. 
Dalle mie parti, pee gee, si dice: ma va caghè ant&#039;al tani.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ed eccomi trasformato in un seguace del Mozzianesimo. Questa mi mancava.<br />
Dalle mie parti, pee gee, si dice: ma va caghè ant&#8217;al tani.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Pee Gee Daniel</title>
		<link>http://vibrisse.wordpress.com/2012/08/07/che-cosa-facevi-nel-settembre-del-2010/#comment-17836</link>
		<dc:creator><![CDATA[Pee Gee Daniel]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Aug 2012 13:58:38 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://vibrisse.wordpress.com/?p=15137#comment-17836</guid>
		<description><![CDATA[Per Manu: tutto risolto. Che ognuno faccia ciò che vuole, anche se a parer mio fare una festa al McD. una volta nella vita non ha mai traviato l&#039;infanzia di nessuno. Quello che mi ha toccato i nervi è stato pasare per un genitore che &#039;parcheggia il figlio&#039;. Finito. Pace. Buon feragosto anche a te, per l&#039;anno venuro ormai.
Per Giulio Mozzi: sc. me proprio di cacofonia si tratta. Suona male, appunto, per voltarla in italiano: &#039;latu sensu&#039; per tute le questioni tirate in ballo, e &#039;strictu sensu&#039; perchè la parola è proprio brutta in sè. Tu mi dirai: &quot;Per te, magari!&quot;. E in effetti un tuo seguace arriva a dire che è bellissima!!! (rob&#039; di màt, si dice dalle mie parti). Vorrà dire che alla nota divisa scolastica: &quot;De coloribus et gustibus non disputamdum est&quot; andrà aggiunto: &quot;de sonis&quot; o &quot;de vocibus&quot;.
Ma poi, per tagliare la proverbiale testa al proverbiale toro, per capire se sia giusto usare una parola al posto di un&#039;altra in maniera tanto gratuita, forse è meglio rifarsi a chi vede la propria vita coinvolto in certe definizioni e non ne fa una semplice disquisizione accademica. Come tu conosci dei ragazzini di colore che pretendono di essere chiamati &#039;negri&#039; (sono rari, credo. Un mio amico senegalese è giustamente pronto a spaccare la faccia di chi gli si rivolga in quel modo), magari ci sono dei parenti di persone affette da quella sindrome che potrebbero illuminarci. Genitori di bambini Down che conosco, mentre accettano di buon grado la definizione che ho appena usato, si sentono mortalmente feriti quando percepiscono chicchessia rivolgersi ai propri figli con &#039;mongoloide&#039;. Magari poi ce ne sono pure che adorano quel&#039;appellativo e chiamano i loro figli così anche in casa. Un sondaggio alla mano al momento non ce l&#039;ho. Mi attengo semplicemente al buon senso..]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Per Manu: tutto risolto. Che ognuno faccia ciò che vuole, anche se a parer mio fare una festa al McD. una volta nella vita non ha mai traviato l&#8217;infanzia di nessuno. Quello che mi ha toccato i nervi è stato pasare per un genitore che &#8216;parcheggia il figlio&#8217;. Finito. Pace. Buon feragosto anche a te, per l&#8217;anno venuro ormai.<br />
Per Giulio Mozzi: sc. me proprio di cacofonia si tratta. Suona male, appunto, per voltarla in italiano: &#8216;latu sensu&#8217; per tute le questioni tirate in ballo, e &#8216;strictu sensu&#8217; perchè la parola è proprio brutta in sè. Tu mi dirai: &#8220;Per te, magari!&#8221;. E in effetti un tuo seguace arriva a dire che è bellissima!!! (rob&#8217; di màt, si dice dalle mie parti). Vorrà dire che alla nota divisa scolastica: &#8220;De coloribus et gustibus non disputamdum est&#8221; andrà aggiunto: &#8220;de sonis&#8221; o &#8220;de vocibus&#8221;.<br />
Ma poi, per tagliare la proverbiale testa al proverbiale toro, per capire se sia giusto usare una parola al posto di un&#8217;altra in maniera tanto gratuita, forse è meglio rifarsi a chi vede la propria vita coinvolto in certe definizioni e non ne fa una semplice disquisizione accademica. Come tu conosci dei ragazzini di colore che pretendono di essere chiamati &#8216;negri&#8217; (sono rari, credo. Un mio amico senegalese è giustamente pronto a spaccare la faccia di chi gli si rivolga in quel modo), magari ci sono dei parenti di persone affette da quella sindrome che potrebbero illuminarci. Genitori di bambini Down che conosco, mentre accettano di buon grado la definizione che ho appena usato, si sentono mortalmente feriti quando percepiscono chicchessia rivolgersi ai propri figli con &#8216;mongoloide&#8217;. Magari poi ce ne sono pure che adorano quel&#8217;appellativo e chiamano i loro figli così anche in casa. Un sondaggio alla mano al momento non ce l&#8217;ho. Mi attengo semplicemente al buon senso..</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Giulio Mozzi</title>
		<link>http://vibrisse.wordpress.com/2012/08/07/che-cosa-facevi-nel-settembre-del-2010/#comment-17823</link>
		<dc:creator><![CDATA[Giulio Mozzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Aug 2012 04:13:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Pee Gee, ora scrivi:

&lt;blockquote&gt;a parer mio una parola ‘suona male’ non per ragioni squisitamente estetiche. Non sempre perlomeno. No di certo in questo caso: ‘mongoloide’ suona male perchè, con una sensibilità diversa rispetto al passato, abbiamo (o dovremmo avere) la consapevolezza della storia spiacevole che tale termine porta con sè. &lt;/blockquote&gt;

Dunque non si tratta di &quot;cacofonia&quot;. Scusa eh, ma mi pare che salti da un argomento all&#039;altro.

&lt;blockquote&gt;Quanto alla sbrodolatura, vale l’accezione di ‘sovrappiù’, in quanto credo che nel raccontino si intendesse focalizzare l’attenzione del lettore sullo svolgimento dei fatti, ovvero sull’incontro tra il ragazzo e la ragazza davanti al Mac, più che impegnarne la mente su una terminologia fastidiosa che non può che distrarlo verso pensieri come quelli da me elaborati e qui sopra esternati:&lt;/blockquote&gt;

Il fatto che altri lettori non si siano &quot;distratti&quot; verso pensieri come i tuoi è la prova empirica che &lt;em&gt;non è vero&lt;/em&gt; che il lettore non possa che essere distratto verso quei pensieri ecc.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Pee Gee, ora scrivi:</p>
<blockquote><p>a parer mio una parola ‘suona male’ non per ragioni squisitamente estetiche. Non sempre perlomeno. No di certo in questo caso: ‘mongoloide’ suona male perchè, con una sensibilità diversa rispetto al passato, abbiamo (o dovremmo avere) la consapevolezza della storia spiacevole che tale termine porta con sè. </p></blockquote>
<p>Dunque non si tratta di &#8220;cacofonia&#8221;. Scusa eh, ma mi pare che salti da un argomento all&#8217;altro.</p>
<blockquote><p>Quanto alla sbrodolatura, vale l’accezione di ‘sovrappiù’, in quanto credo che nel raccontino si intendesse focalizzare l’attenzione del lettore sullo svolgimento dei fatti, ovvero sull’incontro tra il ragazzo e la ragazza davanti al Mac, più che impegnarne la mente su una terminologia fastidiosa che non può che distrarlo verso pensieri come quelli da me elaborati e qui sopra esternati:</p></blockquote>
<p>Il fatto che altri lettori non si siano &#8220;distratti&#8221; verso pensieri come i tuoi è la prova empirica che <em>non è vero</em> che il lettore non possa che essere distratto verso quei pensieri ecc.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Antonella</title>
		<link>http://vibrisse.wordpress.com/2012/08/07/che-cosa-facevi-nel-settembre-del-2010/#comment-17821</link>
		<dc:creator><![CDATA[Antonella]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Aug 2012 22:52:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Comunque... settembre 2010 è diviso in due, per me. Prima ero incinta. Poi ero mamma. 
Ero incinta e la mia bimba era con me mentre decoravo la sua cameretta con fiori e farfalle colorate. Poi ero mamma ma lei era in terapia intensiva a lottare e io non sapevo perché. I medici erano troppo impegnati con le molte urgenze per trovare il tempo per spiegarmi qualcosa. 
Finchè, dopo un giorno e mezzo, ho urlato. Devo aver spaventato a morte l&#039;infermiera, perché poco dopo avevo mia figlia in braccio, che non respirava ancora da sola, ma almeno era con me. 
E non mi importava più di che colore fosse la sua cameretta, né se ci fossero fiori o farfalle.
Tanto, ora, li strappa tutti e ride.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Comunque&#8230; settembre 2010 è diviso in due, per me. Prima ero incinta. Poi ero mamma.<br />
Ero incinta e la mia bimba era con me mentre decoravo la sua cameretta con fiori e farfalle colorate. Poi ero mamma ma lei era in terapia intensiva a lottare e io non sapevo perché. I medici erano troppo impegnati con le molte urgenze per trovare il tempo per spiegarmi qualcosa.<br />
Finchè, dopo un giorno e mezzo, ho urlato. Devo aver spaventato a morte l&#8217;infermiera, perché poco dopo avevo mia figlia in braccio, che non respirava ancora da sola, ma almeno era con me.<br />
E non mi importava più di che colore fosse la sua cameretta, né se ci fossero fiori o farfalle.<br />
Tanto, ora, li strappa tutti e ride.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: gian marco griffi</title>
		<link>http://vibrisse.wordpress.com/2012/08/07/che-cosa-facevi-nel-settembre-del-2010/#comment-17820</link>
		<dc:creator><![CDATA[gian marco griffi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Aug 2012 21:43:41 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://vibrisse.wordpress.com/?p=15137#comment-17820</guid>
		<description><![CDATA[Da piccolo ero un po&#039; cagionevole, comunque meglio un pic-nic a meno cinque che un compleanno da mcdonald, questo è pur vero, ne sarei rimasto traumatizzato. Meno male che abitavamo in una casa enorme, Monti non lo conosceva nessuno, la nostra splendida nazione accumulava debiti su debiti e noi ce ne fregavamo ed eravamo felici, avremmo potuto invitare a casa cinquantacinque miei amichetti per i miei compleanni, anche cinquantasei. Ciononostante i miei non hanno mai invitato nessuno, grazie a dio, perché le &quot;situazioni di gruppo&quot; mi procurano shock anafilattici; a volte in due si è già in troppi. (Minchia come sono apèrto al prossimo).]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Da piccolo ero un po&#8217; cagionevole, comunque meglio un pic-nic a meno cinque che un compleanno da mcdonald, questo è pur vero, ne sarei rimasto traumatizzato. Meno male che abitavamo in una casa enorme, Monti non lo conosceva nessuno, la nostra splendida nazione accumulava debiti su debiti e noi ce ne fregavamo ed eravamo felici, avremmo potuto invitare a casa cinquantacinque miei amichetti per i miei compleanni, anche cinquantasei. Ciononostante i miei non hanno mai invitato nessuno, grazie a dio, perché le &#8220;situazioni di gruppo&#8221; mi procurano shock anafilattici; a volte in due si è già in troppi. (Minchia come sono apèrto al prossimo).</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: manu</title>
		<link>http://vibrisse.wordpress.com/2012/08/07/che-cosa-facevi-nel-settembre-del-2010/#comment-17818</link>
		<dc:creator><![CDATA[manu]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Aug 2012 19:07:18 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://vibrisse.wordpress.com/?p=15137#comment-17818</guid>
		<description><![CDATA[gmg, tu mi fai sempre ridere, davvero! 
non mi sento nè più brava, nè più buona (rileggendo quello che ho scritto sento puzza di predica, cosa che mi piace poco e mi scuso con il destinatario) nè più pezzente :-) sono solo allergica a certe situazioni di gruppo

p.s. mai giocato all&#039;aperto d&#039;inverno? suvvia!]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>gmg, tu mi fai sempre ridere, davvero!<br />
non mi sento nè più brava, nè più buona (rileggendo quello che ho scritto sento puzza di predica, cosa che mi piace poco e mi scuso con il destinatario) nè più pezzente <img src='http://s0.wp.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />  sono solo allergica a certe situazioni di gruppo</p>
<p>p.s. mai giocato all&#8217;aperto d&#8217;inverno? suvvia!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: gian marco griffi</title>
		<link>http://vibrisse.wordpress.com/2012/08/07/che-cosa-facevi-nel-settembre-del-2010/#comment-17812</link>
		<dc:creator><![CDATA[gian marco griffi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Aug 2012 15:19:31 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://vibrisse.wordpress.com/?p=15137#comment-17812</guid>
		<description><![CDATA[Cos&#039;è, una gara a chi è (o è stato) più pezzente? 
Ps: &quot;Piuttosto li mollo in un campo e faccio il guardiano&quot;. Io sono nato il 16 dicembre, per fortuna mia madre non ha mai avuto una simile idea. 
Trovo che &quot;mongoloide&quot; sia una parola perfetta e bellissima.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cos&#8217;è, una gara a chi è (o è stato) più pezzente?<br />
Ps: &#8220;Piuttosto li mollo in un campo e faccio il guardiano&#8221;. Io sono nato il 16 dicembre, per fortuna mia madre non ha mai avuto una simile idea.<br />
Trovo che &#8220;mongoloide&#8221; sia una parola perfetta e bellissima.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: manu</title>
		<link>http://vibrisse.wordpress.com/2012/08/07/che-cosa-facevi-nel-settembre-del-2010/#comment-17811</link>
		<dc:creator><![CDATA[manu]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Aug 2012 15:09:38 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://vibrisse.wordpress.com/?p=15137#comment-17811</guid>
		<description><![CDATA[@pee gee daniel
pee gee, mi spiace, ma non ho parlato a vanvera nel mio intervento, e provo brevemente a spiegarti il perchè

manu sta per manuela. e si, sono pure genitore. e si, quando mio figlio era in età da feste di compleanno si abitava in un modesto appartamento (soggiorno, cucinino, camera matrimoniale, cameretta, bagno, stanzino per la caldaia, disimpegno tra la zona giorno e la zona notte di un metro quadro, tolti spigoli e rientranze).  

l&#039;età da feste di compleanno con l&#039;orda selvaggia di amici è durata per gli anni di asilo, di scuola elementare e pure di scuola media. E se le ricordano ancora, quelle feste, ora che hanno vent’anni. Si arrivava ad una quindicina di bambini e la sera tenevamo a cena (in piedi ovviamente) lo zoccolo duro dei genitori, quelli con cui si aveva il piacere di intrattenersi ancora.

i primi anni era totale devastazione, ma nel tempo si è riusciti a migliorare, lasciando sempre un momento per lo sfogo libero, ma riuscendo a pilotare la situazione verso altre direzioni senza che si capisse troppo (storie, giochi, altro). Unico imperativo rimaneva ‘un regalo fatto con le proprie mani’ per non pesare con l’invito su nessuno (arrivavano le cose più assurde, quello era l’aspetto che mi divertiva di più. E parentesi sulla parentesi, sai cosa hanno regalato gli amici a mio figlio quando ha compiuto 18 anni? Una macchina, dimensioni naturali, fatta da loro tutta in cartone, che in quattro di loro hanno trasportato mettendosela sulle spalle e andando a piedi lungo la circonvallazione fino al luogo dove c’era la festa. Dunque qualcosa è rimasto, nello spirito).
  
certo, c’era un sacco di lavoro da fare, quando arrivava sera avresti voluto scomparire, e qualcosa andava pure storto, ma rifarei tutto. Può essere che tu stia in un mini appartamento (camera bagno cucina) allora si, la cosa risulta impossibile, ma poi, sei sicuro che 130,00 euro siano pochi?

C’erano anche allora le feste nei contenitori animate o meno da altri, ma davvero, non ho mai capito questa cosa, piuttosto li mollo in un campo e faccio il guardiano. tutto qua.

Buon ferragosto. P.g.d. e scusa la lungaggine]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@pee gee daniel<br />
pee gee, mi spiace, ma non ho parlato a vanvera nel mio intervento, e provo brevemente a spiegarti il perchè</p>
<p>manu sta per manuela. e si, sono pure genitore. e si, quando mio figlio era in età da feste di compleanno si abitava in un modesto appartamento (soggiorno, cucinino, camera matrimoniale, cameretta, bagno, stanzino per la caldaia, disimpegno tra la zona giorno e la zona notte di un metro quadro, tolti spigoli e rientranze).  </p>
<p>l&#8217;età da feste di compleanno con l&#8217;orda selvaggia di amici è durata per gli anni di asilo, di scuola elementare e pure di scuola media. E se le ricordano ancora, quelle feste, ora che hanno vent’anni. Si arrivava ad una quindicina di bambini e la sera tenevamo a cena (in piedi ovviamente) lo zoccolo duro dei genitori, quelli con cui si aveva il piacere di intrattenersi ancora.</p>
<p>i primi anni era totale devastazione, ma nel tempo si è riusciti a migliorare, lasciando sempre un momento per lo sfogo libero, ma riuscendo a pilotare la situazione verso altre direzioni senza che si capisse troppo (storie, giochi, altro). Unico imperativo rimaneva ‘un regalo fatto con le proprie mani’ per non pesare con l’invito su nessuno (arrivavano le cose più assurde, quello era l’aspetto che mi divertiva di più. E parentesi sulla parentesi, sai cosa hanno regalato gli amici a mio figlio quando ha compiuto 18 anni? Una macchina, dimensioni naturali, fatta da loro tutta in cartone, che in quattro di loro hanno trasportato mettendosela sulle spalle e andando a piedi lungo la circonvallazione fino al luogo dove c’era la festa. Dunque qualcosa è rimasto, nello spirito).</p>
<p>certo, c’era un sacco di lavoro da fare, quando arrivava sera avresti voluto scomparire, e qualcosa andava pure storto, ma rifarei tutto. Può essere che tu stia in un mini appartamento (camera bagno cucina) allora si, la cosa risulta impossibile, ma poi, sei sicuro che 130,00 euro siano pochi?</p>
<p>C’erano anche allora le feste nei contenitori animate o meno da altri, ma davvero, non ho mai capito questa cosa, piuttosto li mollo in un campo e faccio il guardiano. tutto qua.</p>
<p>Buon ferragosto. P.g.d. e scusa la lungaggine</p>
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