<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" xmlns:geo="http://www.w3.org/2003/01/geo/wgs84_pos#" xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/"
		>
<channel>
	<title>Commenti a: Il ricordo d&#8217;infanzia: 401, la danza, gli editori &#8211; e un appello ai teatranti</title>
	<atom:link href="http://vibrisse.wordpress.com/2012/08/02/il-ricordo-dinfanzia-la-danza-gli-editori-e-un-appello-ai-teatranti/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://vibrisse.wordpress.com/2012/08/02/il-ricordo-dinfanzia-la-danza-gli-editori-e-un-appello-ai-teatranti/</link>
	<description>di letture e scritture a cura di giulio mozzi</description>
	<lastBuildDate>Thu, 23 May 2013 13:50:52 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.com/</generator>
	<item>
		<title>Di: Giulio Mozzi</title>
		<link>http://vibrisse.wordpress.com/2012/08/02/il-ricordo-dinfanzia-la-danza-gli-editori-e-un-appello-ai-teatranti/#comment-17723</link>
		<dc:creator><![CDATA[Giulio Mozzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Aug 2012 04:08:47 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://vibrisse.wordpress.com/?p=15124#comment-17723</guid>
		<description><![CDATA[Federico, scrivi:

&lt;blockquote&gt;A mio avviso l’interesse della tua idea viene proprio dalla pluralità delle voci e dei loro stili.&lt;/blockquote&gt;

No, Federico: fai prima a scrivere che la mia idea non ti sembra interessante. Perché la mia idea, come ho scritto &lt;a href=&quot;http://vibrisse.wordpress.com/2012/07/12/il-ricordo-dinfanzia-un-libro-da-fare/&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;fin dall&#039;inizio&lt;/a&gt;, va proprio nella direzione opposta:

&lt;blockquote&gt;Vorrei che questi cento, mille, duemila ricordi d’infanzia fossero scritti tutti nello stesso modo:
– brevemente, da una sola riga a non più di una decina,
– al tempo presente (presente storico),
– con all’inizio brevi indicazioni di luogo («Sottomarina», «Casa della nonna» ecc.) e di tempo (sia oggettive, come «Settembre 1963», sia soggettive, come «Primo anno di scuola materna», ecc.),
– con una scrittura semplice semplice, il più possibile priva di effetti («Sottomarina. Faccio la prima elementare. Un compagno di classe mi sfida ad arrampicarmi su un muretto. Ci provo. Cado sulla schiena. Mi manca il fiato. Quando riesco a rialzarmi, il compagno di classe è scappato»),
– come se, insomma, questi ricordi d’infanzia fossero (fossero leggibili come) i ricordi di una sola persona dall’infanzia enorme, smisurata, infinita.&lt;/blockquote&gt;

Puoi dire che la mia idea non ti sembra interessante; puoi dire che secondo te è un errore immaginare tutti i ricordi &quot;scritti tutti nello stesso modo&quot;; ma non puoi dire che la mia idea ti sembra interessante &quot;proprio per la pluralità delle voci e dei loro stili&quot;. Perché quella non è la mia idea, ma l&#039;esatto contrario.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Federico, scrivi:</p>
<blockquote><p>A mio avviso l’interesse della tua idea viene proprio dalla pluralità delle voci e dei loro stili.</p></blockquote>
<p>No, Federico: fai prima a scrivere che la mia idea non ti sembra interessante. Perché la mia idea, come ho scritto <a href="http://vibrisse.wordpress.com/2012/07/12/il-ricordo-dinfanzia-un-libro-da-fare/" rel="nofollow">fin dall&#8217;inizio</a>, va proprio nella direzione opposta:</p>
<blockquote><p>Vorrei che questi cento, mille, duemila ricordi d’infanzia fossero scritti tutti nello stesso modo:<br />
– brevemente, da una sola riga a non più di una decina,<br />
– al tempo presente (presente storico),<br />
– con all’inizio brevi indicazioni di luogo («Sottomarina», «Casa della nonna» ecc.) e di tempo (sia oggettive, come «Settembre 1963», sia soggettive, come «Primo anno di scuola materna», ecc.),<br />
– con una scrittura semplice semplice, il più possibile priva di effetti («Sottomarina. Faccio la prima elementare. Un compagno di classe mi sfida ad arrampicarmi su un muretto. Ci provo. Cado sulla schiena. Mi manca il fiato. Quando riesco a rialzarmi, il compagno di classe è scappato»),<br />
– come se, insomma, questi ricordi d’infanzia fossero (fossero leggibili come) i ricordi di una sola persona dall’infanzia enorme, smisurata, infinita.</p></blockquote>
<p>Puoi dire che la mia idea non ti sembra interessante; puoi dire che secondo te è un errore immaginare tutti i ricordi &#8220;scritti tutti nello stesso modo&#8221;; ma non puoi dire che la mia idea ti sembra interessante &#8220;proprio per la pluralità delle voci e dei loro stili&#8221;. Perché quella non è la mia idea, ma l&#8217;esatto contrario.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Federico De Leonardis</title>
		<link>http://vibrisse.wordpress.com/2012/08/02/il-ricordo-dinfanzia-la-danza-gli-editori-e-un-appello-ai-teatranti/#comment-17722</link>
		<dc:creator><![CDATA[Federico De Leonardis]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Aug 2012 20:48:06 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://vibrisse.wordpress.com/?p=15124#comment-17722</guid>
		<description><![CDATA[Questa mia è una replica alla risposta tua al mio precedente commento sulle proposte che ho visto in questa rubrica circa l&#039;estensione della tua idea puramente letteraria al teatro e all&#039;illustrazione.
Proprio non ci siamo capiti: dicevo che non mi piace l&#039;idea di assistere alla recitazione da parte di un attore di tutti i testi che tu raccogli e selezioni e &quot;per assurdo&quot; (perché impossibile da realizzarsi) avevo ipotizzato una recitazione infantile o degli stessi estensori dei testi. Quanto a un libro illustrato, ma forse ho capito male, dicevo che ci voleva un grande artista o meglio più grandi artisti per realizzarlo, cosa francamente impossibile.
Quanto ai confini, concordo pienamente, meno però sull&#039;unità della &quot;voce&quot;, che inevitabilmente ne sortirebbe se tu correggi troppo i testi che ti arrivano: una correzione forse, in certi casi, è necessaria, ma minore possibile: A mio avviso l&#039;interesse della tua idea viene proprio dalla pluralità delle voci e dei loro stili. E&#039; tutto. Ripeto: buon lavoro]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Questa mia è una replica alla risposta tua al mio precedente commento sulle proposte che ho visto in questa rubrica circa l&#8217;estensione della tua idea puramente letteraria al teatro e all&#8217;illustrazione.<br />
Proprio non ci siamo capiti: dicevo che non mi piace l&#8217;idea di assistere alla recitazione da parte di un attore di tutti i testi che tu raccogli e selezioni e &#8220;per assurdo&#8221; (perché impossibile da realizzarsi) avevo ipotizzato una recitazione infantile o degli stessi estensori dei testi. Quanto a un libro illustrato, ma forse ho capito male, dicevo che ci voleva un grande artista o meglio più grandi artisti per realizzarlo, cosa francamente impossibile.<br />
Quanto ai confini, concordo pienamente, meno però sull&#8217;unità della &#8220;voce&#8221;, che inevitabilmente ne sortirebbe se tu correggi troppo i testi che ti arrivano: una correzione forse, in certi casi, è necessaria, ma minore possibile: A mio avviso l&#8217;interesse della tua idea viene proprio dalla pluralità delle voci e dei loro stili. E&#8217; tutto. Ripeto: buon lavoro</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: pic</title>
		<link>http://vibrisse.wordpress.com/2012/08/02/il-ricordo-dinfanzia-la-danza-gli-editori-e-un-appello-ai-teatranti/#comment-17710</link>
		<dc:creator><![CDATA[pic]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Aug 2012 13:43:11 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://vibrisse.wordpress.com/?p=15124#comment-17710</guid>
		<description><![CDATA[Non trascurerei la Radio perché è una bella cassa di risonanza per Il ricordo d&#039;infanzia Network. Una trasmissione di quindici minuti intitolata Il ricordo d&#039;Italia: 150 ricordi per 150 puntate e un ricordo per ogni puntata.
Ci vuole un&#039;intera squadra per stare dietro a tutto &#039;sto po&#039; po&#039; di lavoro.
Buon lavoro!]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non trascurerei la Radio perché è una bella cassa di risonanza per Il ricordo d&#8217;infanzia Network. Una trasmissione di quindici minuti intitolata Il ricordo d&#8217;Italia: 150 ricordi per 150 puntate e un ricordo per ogni puntata.<br />
Ci vuole un&#8217;intera squadra per stare dietro a tutto &#8216;sto po&#8217; po&#8217; di lavoro.<br />
Buon lavoro!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: luciasallustio</title>
		<link>http://vibrisse.wordpress.com/2012/08/02/il-ricordo-dinfanzia-la-danza-gli-editori-e-un-appello-ai-teatranti/#comment-17688</link>
		<dc:creator><![CDATA[luciasallustio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Aug 2012 13:34:04 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://vibrisse.wordpress.com/?p=15124#comment-17688</guid>
		<description><![CDATA[a me l&#039;iniziativa piace moltissimo. I libri collettivi sono sicuramente una grande storia e bravo a chi vorrà raccoglierla. Ho appena inviato il file del mio &quot;ricordo&quot;,  un&#039;immagine che da tempo mi girava in testa. Forse aveva bisogno di uscire per una boccata d&#039;aria con amici!]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>a me l&#8217;iniziativa piace moltissimo. I libri collettivi sono sicuramente una grande storia e bravo a chi vorrà raccoglierla. Ho appena inviato il file del mio &#8220;ricordo&#8221;,  un&#8217;immagine che da tempo mi girava in testa. Forse aveva bisogno di uscire per una boccata d&#8217;aria con amici!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: pic</title>
		<link>http://vibrisse.wordpress.com/2012/08/02/il-ricordo-dinfanzia-la-danza-gli-editori-e-un-appello-ai-teatranti/#comment-17685</link>
		<dc:creator><![CDATA[pic]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Aug 2012 11:15:50 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://vibrisse.wordpress.com/?p=15124#comment-17685</guid>
		<description><![CDATA[Bella idea! Il ricordo d&#039;infanzia una trasmissione quotidiana della durata di un 72simo di giorno, con interviste di strada alla persona qualunque. Provare con Satelite 2000.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bella idea! Il ricordo d&#8217;infanzia una trasmissione quotidiana della durata di un 72simo di giorno, con interviste di strada alla persona qualunque. Provare con Satelite 2000.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: manu</title>
		<link>http://vibrisse.wordpress.com/2012/08/02/il-ricordo-dinfanzia-la-danza-gli-editori-e-un-appello-ai-teatranti/#comment-17678</link>
		<dc:creator><![CDATA[manu]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Aug 2012 08:22:35 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://vibrisse.wordpress.com/?p=15124#comment-17678</guid>
		<description><![CDATA[altro che repliche su marte, ci sarà pure una rubrica televisiva! L&#039;ALMANACCO (del giorno dopo) DEL RICORDO D&#039;INFANZIA 

sigla di apertura: boh (su responsabilità di mozzi)

inizia con l&#039;indicazione dell&#039;ora in cui il sole sorgerà e tramonterà e l&#039;ora in cui la luna si leverà e calerà il giorno successivo alla messa in onda.
a seguire breve storia del ricordo del giorno con immagini tratte dall&#039;edizione illustrata.
successivamente &#039;domani avvenne&#039; con la messa in onda di uno spaccato dell&#039;opera teatrale dedicato al ricordo del giorno.
poi la rubrica nella rubrica, ovvero, &#039;conosciamo l&#039;italiano?&#039; (di marchiana memoria) in cui giuliomozzi cita a memoria il sabatini coletti su parole di volta in volta selezionate all&#039;interno del ricordo del giorno.
in chiusura a scelta:
* un consiglio su lettura o scrittura di giuliomozzi
* una citazione famosa
* un silenzio di un secondo il primo giorno, di due secondi il secondo giorno, e via così fino al 365quesimo giorno dell&#039;anno, con collage di immagini prodotte per &#039;il ricordo d&#039;infanzia&#039; che passano sullo schermo come in una rotativa e di giorno in giorno aumentano, di un secondo.

sigla di chiusura: brian eno (su responsabilità di mozzi)

la conduzione la farei fare a lucia annunziata]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>altro che repliche su marte, ci sarà pure una rubrica televisiva! L&#8217;ALMANACCO (del giorno dopo) DEL RICORDO D&#8217;INFANZIA </p>
<p>sigla di apertura: boh (su responsabilità di mozzi)</p>
<p>inizia con l&#8217;indicazione dell&#8217;ora in cui il sole sorgerà e tramonterà e l&#8217;ora in cui la luna si leverà e calerà il giorno successivo alla messa in onda.<br />
a seguire breve storia del ricordo del giorno con immagini tratte dall&#8217;edizione illustrata.<br />
successivamente &#8216;domani avvenne&#8217; con la messa in onda di uno spaccato dell&#8217;opera teatrale dedicato al ricordo del giorno.<br />
poi la rubrica nella rubrica, ovvero, &#8216;conosciamo l&#8217;italiano?&#8217; (di marchiana memoria) in cui giuliomozzi cita a memoria il sabatini coletti su parole di volta in volta selezionate all&#8217;interno del ricordo del giorno.<br />
in chiusura a scelta:<br />
* un consiglio su lettura o scrittura di giuliomozzi<br />
* una citazione famosa<br />
* un silenzio di un secondo il primo giorno, di due secondi il secondo giorno, e via così fino al 365quesimo giorno dell&#8217;anno, con collage di immagini prodotte per &#8216;il ricordo d&#8217;infanzia&#8217; che passano sullo schermo come in una rotativa e di giorno in giorno aumentano, di un secondo.</p>
<p>sigla di chiusura: brian eno (su responsabilità di mozzi)</p>
<p>la conduzione la farei fare a lucia annunziata</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: pic</title>
		<link>http://vibrisse.wordpress.com/2012/08/02/il-ricordo-dinfanzia-la-danza-gli-editori-e-un-appello-ai-teatranti/#comment-17673</link>
		<dc:creator><![CDATA[pic]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Aug 2012 19:52:50 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://vibrisse.wordpress.com/?p=15124#comment-17673</guid>
		<description><![CDATA[E&#039; ovvio. E&#039; bella anche l&#039;idea che Il ricordo d&#039;ifanzia diventi uno spettacolo itinerante che si ricostruisce di volta in volta, e dove magari gli spettatori portano a teatro il loro ricordo e su questi ricordi si costruisce lo spettacolo; questo Ricordo d&#039;infanzia però diventa sempre di più! Sono previste repliche su Marte?]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; ovvio. E&#8217; bella anche l&#8217;idea che Il ricordo d&#8217;ifanzia diventi uno spettacolo itinerante che si ricostruisce di volta in volta, e dove magari gli spettatori portano a teatro il loro ricordo e su questi ricordi si costruisce lo spettacolo; questo Ricordo d&#8217;infanzia però diventa sempre di più! Sono previste repliche su Marte?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Giulio Mozzi</title>
		<link>http://vibrisse.wordpress.com/2012/08/02/il-ricordo-dinfanzia-la-danza-gli-editori-e-un-appello-ai-teatranti/#comment-17671</link>
		<dc:creator><![CDATA[Giulio Mozzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Aug 2012 15:57:08 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://vibrisse.wordpress.com/?p=15124#comment-17671</guid>
		<description><![CDATA[Ndr, non ho dubbi che uno spettacolo da un&#039;ora o uno da mezz&#039;ora o uno da tre ore non possono essere scritti &quot;con le stesse modalità&quot;. Mi pare, come dire?, ovvio.

Uno spettacolo, per essere &quot;maneggevole e facile da portare in giro&quot; deve essere fatto in modo da poter essere realizzato anche in luoghi molto diversi; quindi non deve essere previsto per uno spazio definito o con caratteristiche particolari. Credo.

Scrivi:

&lt;blockquote&gt;per una compagnia di più persone è maneggevole quello che per una sola persona è improponibile.&lt;/blockquote&gt;

Ma c&#039;è una cosa che tende a essere piuttosto proporzionale al numero delle persone coinvolte (non solo sulla scena): il costo.

&lt;blockquote&gt;Il materiale narrativo di questi ricordi, così frammentato, mi sembra possa essere organizzato in tanti modi, l’importante è capire che tipo di spettacolo si ha in mente.&lt;/blockquote&gt;

E anche questo mi pare, ndr, splendidamente ovvio.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ndr, non ho dubbi che uno spettacolo da un&#8217;ora o uno da mezz&#8217;ora o uno da tre ore non possono essere scritti &#8220;con le stesse modalità&#8221;. Mi pare, come dire?, ovvio.</p>
<p>Uno spettacolo, per essere &#8220;maneggevole e facile da portare in giro&#8221; deve essere fatto in modo da poter essere realizzato anche in luoghi molto diversi; quindi non deve essere previsto per uno spazio definito o con caratteristiche particolari. Credo.</p>
<p>Scrivi:</p>
<blockquote><p>per una compagnia di più persone è maneggevole quello che per una sola persona è improponibile.</p></blockquote>
<p>Ma c&#8217;è una cosa che tende a essere piuttosto proporzionale al numero delle persone coinvolte (non solo sulla scena): il costo.</p>
<blockquote><p>Il materiale narrativo di questi ricordi, così frammentato, mi sembra possa essere organizzato in tanti modi, l’importante è capire che tipo di spettacolo si ha in mente.</p></blockquote>
<p>E anche questo mi pare, ndr, splendidamente ovvio.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: ndr</title>
		<link>http://vibrisse.wordpress.com/2012/08/02/il-ricordo-dinfanzia-la-danza-gli-editori-e-un-appello-ai-teatranti/#comment-17669</link>
		<dc:creator><![CDATA[ndr]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Aug 2012 13:08:29 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://vibrisse.wordpress.com/?p=15124#comment-17669</guid>
		<description><![CDATA[Sì, forse un po&#039; macchinosa per un luogo di teatro diciamo classico, ma per uno spazio piccolo non tanto. Avevo pensato ad uno spazio più piccolo per via del fatto che doveva essere maneggevole e facilmente portabile, e legando più ricordi insieme le estrazioni sarebbero comunque limitate (rimane comunque macchinoso? ok). Tutto ciò dipende anche dal numero di ricordi che si vogliono utilizzare, dal fatto se questi possano essere accorpati, dai luoghi in cui si vuole portare lo spettacolo, e cose simili. Dal luogo della rappresentazione dipendono vari fattori a mio avviso. Se si pensa ad un luogo teatrale con un palco sopraelevato e di fronte una platea, o se ad un altro in cui attori e spettatori siano sullo stesso piano, e così via, la rappresentazione può essere fatta in modo diverso.  Se si vuole uno spettacolo da un&#039;ora, o uno da mezz&#039;ora, o uno da tre ore (per dire, esagerando), non si potrà certo scriverlo con le stesse modalità, ma adattarlo. Ho visto spettacoli da una platea, ho camminato in mezzo a scenografie coi personaggi che interagivano con lo spettatore (ogni spettatore &quot;partiva&quot; ad intervalli di cinque minuti e si attraversavano più stanze), ho assistito ad un lavoro teatrale agito sotto un tavolo (4 o 5 spettatori per volta). Il materiale narrativo di questi ricordi, così frammentato, mi sembra possa essere organizzato in tanti modi, l&#039;importante è capire che tipo di spettacolo si ha in mente. Uno spettacolo &quot;maneggevole e facile da portare in giro&quot;... ma per una compagnia di più persone è maneggevole quello che per una sola persona è improponibile, magari. La materia di partenza mi sembra molto interessante, e son proprio curioso di vedere come sarà adattata.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sì, forse un po&#8217; macchinosa per un luogo di teatro diciamo classico, ma per uno spazio piccolo non tanto. Avevo pensato ad uno spazio più piccolo per via del fatto che doveva essere maneggevole e facilmente portabile, e legando più ricordi insieme le estrazioni sarebbero comunque limitate (rimane comunque macchinoso? ok). Tutto ciò dipende anche dal numero di ricordi che si vogliono utilizzare, dal fatto se questi possano essere accorpati, dai luoghi in cui si vuole portare lo spettacolo, e cose simili. Dal luogo della rappresentazione dipendono vari fattori a mio avviso. Se si pensa ad un luogo teatrale con un palco sopraelevato e di fronte una platea, o se ad un altro in cui attori e spettatori siano sullo stesso piano, e così via, la rappresentazione può essere fatta in modo diverso.  Se si vuole uno spettacolo da un&#8217;ora, o uno da mezz&#8217;ora, o uno da tre ore (per dire, esagerando), non si potrà certo scriverlo con le stesse modalità, ma adattarlo. Ho visto spettacoli da una platea, ho camminato in mezzo a scenografie coi personaggi che interagivano con lo spettatore (ogni spettatore &#8220;partiva&#8221; ad intervalli di cinque minuti e si attraversavano più stanze), ho assistito ad un lavoro teatrale agito sotto un tavolo (4 o 5 spettatori per volta). Il materiale narrativo di questi ricordi, così frammentato, mi sembra possa essere organizzato in tanti modi, l&#8217;importante è capire che tipo di spettacolo si ha in mente. Uno spettacolo &#8220;maneggevole e facile da portare in giro&#8221;&#8230; ma per una compagnia di più persone è maneggevole quello che per una sola persona è improponibile, magari. La materia di partenza mi sembra molto interessante, e son proprio curioso di vedere come sarà adattata.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Giulio Mozzi</title>
		<link>http://vibrisse.wordpress.com/2012/08/02/il-ricordo-dinfanzia-la-danza-gli-editori-e-un-appello-ai-teatranti/#comment-17666</link>
		<dc:creator><![CDATA[Giulio Mozzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Aug 2012 11:48:57 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://vibrisse.wordpress.com/?p=15124#comment-17666</guid>
		<description><![CDATA[Pic, scrivi: &quot;La tenuta va collaudata prima di posare i mattoni&quot;. Mi pare ovvio.

Scrivi anche: &quot;Penso che una volta che uno ha in mente cosa fare e come fare, al di là del grande lavoro di messa a punto di un progetto quello che segue è la lenta o veloce realizzazione&quot;. Analogamente, solo un istante prima di esser morto, il signor De La Palice era vivo. 

Ndr: scrivi: &quot;tra testo da mandare in stampa e testo per il teatro ci possono essere differenze&quot;. Mi pare ovvio.

La realizzazione che qui immagini, sinceramente, mi pare un po&#039; macchinosa. Mi par che se ne andrebbe più tempo a far girare il cappello, a estrarre bigliettini e a proclamar numeri, che ad ascoltare il racconto dei ricordi.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Pic, scrivi: &#8220;La tenuta va collaudata prima di posare i mattoni&#8221;. Mi pare ovvio.</p>
<p>Scrivi anche: &#8220;Penso che una volta che uno ha in mente cosa fare e come fare, al di là del grande lavoro di messa a punto di un progetto quello che segue è la lenta o veloce realizzazione&#8221;. Analogamente, solo un istante prima di esser morto, il signor De La Palice era vivo. </p>
<p>Ndr: scrivi: &#8220;tra testo da mandare in stampa e testo per il teatro ci possono essere differenze&#8221;. Mi pare ovvio.</p>
<p>La realizzazione che qui immagini, sinceramente, mi pare un po&#8217; macchinosa. Mi par che se ne andrebbe più tempo a far girare il cappello, a estrarre bigliettini e a proclamar numeri, che ad ascoltare il racconto dei ricordi.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
</rss>
