Il ricordo d’infanzia: 250

di

di giuliomozzi

I ricordi d’infanzia finora raccolti sono 250 (più esattamente: sono ricordi d’infanzia di 250 persone, perché alcune hanno voluto mandarne più d’uno).
Poiché, ovviamente, l’arrivo di tutto questo materiale richiede una veloce archiviazione; e poiché sempre più ricordi arrivano via passaparola, da persone che magari non hanno nemmeno visto l’invito originale, ripeto qui alcune indicazioni:

Volete partecipare a questo libro da fare? Se sì, vi chiedo di mandarvi il vostro ricordo d’infanzia. Scrivetelo in un documento e mandatemelo in allegato a un’email (giuliomozzi@gmail.com). Se volete aiutarmi della gestione del tutto, date al documento un nome del tipo: NomeCognome_Ricordodinfanzia.doc (o .rtf, .odt ecc.). Dentro il documento mettete il vostro nome, il vostro indirizzo elettronico, il vostro indirizzo di casa. Se volete restare anonimi, mettete solo il vostro indirizzo elettronico.

E, per maggiore chiarezza, raccomando due cose da non fare:
1. Non chiamate il vostro documento “ricordodinfanzia.doc”, ma nemmeno “quanderopiccolo.rtf” o “lamiabellissimainfanzia.odt”, eccetera. Chiamatelo “NomeCognome_Ricordodinfanzia.doc” (o .rtf, o .odt), eccetera.
2. Non mettete i vostri recapiti nell’email: metteteli dentro il documento.

Vedi l’esempio.

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37 Risposte a “Il ricordo d’infanzia: 250”

  1. anna maer Dice:

    …ma dovevi bastonare un povero cane per fare un esempio?…dai scherzo, an ma

  2. Giulio Mozzi Dice:

    E chi l’ha bastonato? Io non ho ricordi d’infanzia, Anna. Ho inventato.

  3. Greco Sabrina Dice:

    Lui, cara Anna, è nato Grande! :-)

  4. enrico Dice:

    bhe se l’invenzione è sintomo di un desiderio inconscio, o comunque di un “quadro di riferimento” inconscio… peggio che andar di notte… nel tuo profondo VOLEVI che fosse bastonato (da qualcun altro, poi!! dall’”adulto”! Il “secondo adulto”: vedi poi)… nel contesto “onirico” del ricordo inventato, poi, spiccano due importanti elementi di senso – la bici senza rotelle (autonomia conquistata, e sembrerebbe messa in pericolo dall’attacco del cane) e il monumento ai caduti (riferimento al “sostegno lontano” di generazioni passate, legame forte, emotivamente forte, con i propri morti). Per altro la difesa dal cane (nero: Ade, la Falciatrice, la Morte del sé indipendente e libero) arriva in due tempi, con due adulti, di segno diverso: il “Padre Buono” che tu investi (vedi oltre sul “senso di colpa”) e che tuttavia trattiene il cane dall’attaccarti, e il “Padre crudele” che in un eccesso di difesa della tua incolumità bastona l’animale (ipotizzo un tuo senso di colpa: non sei forse tu, la tua paura – di perdere l’autonomia, di morire – a “dare” il bastone nella mano del crudele padrone? E d’un tratto non è che quell’eccesso di difesa ti sembri eccessivo?)…

  5. anna maer Dice:

    non si capisce che avevo ‘intuito’ la finzione? aiuto come scrivo male, ciao Giulio

  6. gian marco griffi Dice:

    In effetti la ‘bacchettata’ scherzosa ha senso proprio in virtù del fatto che il ricordo in esempio non è reale bensì un’invenzione.
    Comunque il ricordo è realissimo, ma non è di Giulio Mozzi: è di Robert Plant, o di Jimmy Page.

  7. roberta reginato Dice:

    che dire, Giulio e gli animali… i tuoi ricordi e invenzioni d’infanzia galleggiano lì, dentro i vasi della Stanza degli Animali di tuo padre. Quando scrivi “la mia mente è una stanza imbiancata con una porta di legno da cui filtra la luce” mi sembra già di sfogliare questa raccolta di memorie collettive: tante porte da cui filtrano brevi fotogrammi luminosi. Una bella idea, davvero.

  8. Giulio Mozzi Dice:

    Anna, ma non si capisce che avevo intuito che avevi intuito? Ma qui siamo in pubblico, e – come puoi intuire – non potevo contare sull’intuizione di tutti.

  9. enrico Dice:

    in questo curioso gioco di specchi (un ricordo inventato, da Giulio, no reale, forse di Page o forse di Plant, dove qualcuno intuisce e qualcun intuisce che l’altro intuisce ma non riesce a far intendere che intuisce, e qualcun altro invece ipotizza…); in questo gioco di specchi, chi bastona il cane? Chi si sente minacciato dal cane?

  10. Greco Sabrina Dice:

    …In questo gioco di specchi, soprattutto, Enrico, …il cane chi è? :-)

  11. polimena Dice:

    Reblogged this on trecugggine and commented:
    Volete inviare i vostri ricordi d’infanzia allo scrittore Giulio Mozzi? Seguite queste indicazioni: scrivete il ricordo d’infanzia in un documento e mandatelo in allegato a un’email (giuliomozzi@gmail.com). Se volete aiutarmi della gestione del tutto, date al documento un nome del tipo: NomeCognome_Ricordodinfanzia.doc (o .rtf, .odt ecc.). Dentro il documento mettete il vostro nome, il vostro indirizzo elettronico, il vostro indirizzo di casa. Se volete restare anonimi, mettete solo il vostro indirizzo elettronico.

  12. Giulio Mozzi Dice:

    Basta cani!

  13. anna maer Dice:

    toc toc – avanti – dice qualcuno
    ‘sono l’intuito’
    ciao Giulio an ma

  14. Giulio Mozzi Dice:

    Perché l’intuito – da “intus ire” – è esattamente colui che entra…

  15. massimocassani Dice:

    Bau!

  16. enrico Dice:

    oh intuito sempre a far scherzetti, intuito, sempre a far scherzetti da cane! sempre a far scherzetti! Ma io anche ti rimando a casa tua sai, intuito, sempre a entrare sempre a entrare… va’ che ti isegno anche a uscire intuito… extuito… va’ che t’insegno anche a uscire come sei entrato eh. sempre scherzetti… “bau!”

  17. Greco Sabrina Dice:

    E se lo sa come uscire ma non vuole? Tu poi che fai? :-)

  18. Greco Sabrina Dice:

    No… dicevo… :-)

  19. samarcanda Dice:

    Inomma, lei scriverà un libro con scritti di altri????

    Racconti di 10 righe?
    Terrificante!

  20. Federico Platania Dice:

    Io invece stanotte ho pensato a un titolo per il libro sui ricordi d’infanzia:
    “Sono l’ultimo a crescere”

    p.s.: lo so, Giulio nel post iniziale ha detto che il titolo del libro è “Il ricordo d’infanzia” ma penso sia un titolo di lavorazione.

  21. manu Dice:

    requiem per un cane
    sangue di cane

    ma quale sarà, la caninità del cane?
    allora mi sovviene che nella lingua ebraica, la parola cane si dice ‘kelev’
    ma poichè la lingua ebraica è una lingua bizzarra (mozzi docet) kelev si può leggere anche ‘kol lev’ che significa ‘tutto cuore’
    dunque, la caninità del cane è il suo essere un ‘tutto cuore’?
    altrove, il poeta vincenzo costantino cinasky attribuisce al cane niente più che una ‘riconoscenza impiegatizia’

    così. perchè in questo periodo i miei pensieri sanno di cane (ooooooooot)

  22. enrico Dice:

    oh manu! dal cane al cuore! stessa iniziale stessa finale! ci avevo mai pensato io? Mai!

  23. enrico Dice:

    oh squisita saggezza della lingua!

  24. Giulio Mozzi Dice:

    No, Samarcanda: non “scriverò” ma “comporrò” un libro con testi scritti da molte persone. Testi che non saranno “racconti”.

    Federico: “Il ricordo d’infanzia” non è un “titolo di lavorazione”. E’, per me, il titolo iniziale e finale della cosa.

  25. manu Dice:

    oh, quanto e quale tono enfatizzante, di sorpresa, enrico :-)

  26. Greco Sabrina Dice:

    Io stamattina invece, Federico, ho pensato, sorridendo e divertendomi bonariamente, a chi conosce lo scrittore Giulio Mozzi che, leggendo in libreria il titolo “Sono l’ultimo a scendere”, avrà pensato “Ah, il capitano ha scritto un altro libro”, e a chi, non conoscendo Giulio Mozzi, avrà forse pensato “Ah… questo è lento… chissà quanto ci mette…”, e non avrà forse comperato il libro (gusti). :-)

  27. enrico Dice:

    Manu! mi candido per fondare un partito stilistico culturale nuovo… i neoenfatici! uso abnorme dei punti esclamativi! frasi tornite e perversamente sconnesse! emotività a grappoli a polloni! neoromanticismo tutto anema e core! entusiasmi puerili! neobarocco! espressività e non comunicazione! sincerità a tutti i costi! immagini cangianti! volevamo chiedere l’adesione a Mozzi, ma ci hanno spiegato… ci hanno fatto leggere le regole per scrivere i ricordi de “Il ricordo d’infanzia”… ci siamo rimasti di sale… comunque non ci fermiamo, non ci fermiamo qui! Vuoi manu partecipare anche tu? facciamo delle tessere…

  28. Paolo Dice:

    Ma come fai a ricondurre tutti i ricordidinfanzia a un unico personaggio se i diversi autori dei testi collocano il ricordo in anni diversi? Nel tuo esempio parli del 1967 che probabilmente è un anno della tua infanzia, ma non lo è per i nati negli anni cinquanta ne tantomeno per chi è nato negli anni settanta o ottanta. Il fatto che tu suggerisca di indicare anno e località del ricordo comporta seri problemi a ricondurre tutto a un unico personaggio. Che ne pensi?

  29. manu Dice:

    enrico! enrico. proposto a me sa di terapia :-) al terzo punto esclamativo dovrei procurarmi una flebo. senza contare che la parola ‘tessera’ mi fa venire in mente solo il mosaico. che fare…ecco! passo il tuo invito ad un mio conoscente. sono così abituata a chiamarlo ‘il superlativo’ che non ricordo nemmeno il suo nome. lui è perfetto. io al massimo rivedrò il mio ricordo d’infanzia in chiave esclamativa, così, come esercizio di stile alla queneau, ma in privato, per solidarietà al partito nascente.
    grazie enrico, ho fatto un salto sulla sedia a leggere il mio nome seguito da un punto esclamativo!
    ecco, ne ho messi tre. vado a stendermi.

  30. Giulio Mozzi Dice:

    Paolo, infatti non ho intenzione di “ricondurre tutti i ricordi d’infanzia a un unico personaggio”. Ho parlato della speranza di fare un libro composto in modo tale che

    …questi ricordi d’infanzia fossero (fossero leggibili come) i ricordi di una sola persona dall’infanzia enorme, smisurata, infinita.

    Niente più che una suggestione, insomma.

  31. Paolo Dice:

    Direi che il progetto è davvero suggestivo. Penso che fare il libro sarà molto impegnativo. Noi abbiamo già dato, ti abbiamo consegnato il nostro ricordo, a te il compito più gravoso… buon lavoro.

  32. Greco Sabrina Dice:

    Ciao Giulio, sono stata nella Sezione antica del tuo Museo. Bellissima idea le foto del tuo luogo d’infanzia.

    Sei stato a scuola pure tu!?

    (Nell’Album dei ritratti, stupenda la prima foto del ’92, somigli a Jim Morrison)

  33. samarcanda Dice:

    Comporre libri con testi di altri! o meglio ricordi di altri. Dunque l’unico impegno sarà organizzarli? e chi ci guadagna? lei o i ricordanti?
    Mi viene il sospetto che in mancanza di ispirazione propria, lei cerchi aiuto da altri. Ciò non è davvero cosa da scrittore.

  34. Greco Sabrina Dice:

    Samarcanda, ci provi lei.

  35. gian marco griffi Dice:

    Buondio Sabrina, l’accostamento Mozzi/Jim Morrison è un’immagine ai confini della realtà, da X Files; adesso me lo immagino fasciato in pantaloni di pelle aderenti mentre danza tra i navajo strafatto d’erba. People are strange.

  36. Giulio Mozzi Dice:

    Samarcanda, se tu avessi seguito i link che trovi nell’articolo, avresti trovato la risposta alle tue domande.

  37. Greco Sabrina Dice:

    Ma io adoro le immagini ai confini della realtà, Gian Marco. :-)
    Giulio Mozzi ha un bellissimo viso (gusti). In quella foto mi ricorda Jim Morrison… grandi Doors. Dirò tre Ave Maria.

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