[...] Prove di scrittura collettiva. Lo scrittore Giulio Mozzi annuncia su vibrisse.wordpress.com che ha voglia di fare un libro. C’è già il titolo, Il ricordo d’infanzia: non la sua, però, ma quella di chi decide di partecipare con la propria personale rimembranza. Basta inviargli una mail e seguire qualche piccola regola: non più di dieci righe, tempo presente, brevi indicazioni di luogo e tempo iniziali, scrittura semplice e “il più possibile priva di effetti”. L’idea è quella di rendere leggibili i contributi come se fossero quelli di una sola persona. Ultimo termine per partecipare, fine settembre. Nessun limite, né di lingua né di età. Fin qui, sono già arrivati oltre cento “mi ricordo”.
Questo trafiletto è apparso oggi 22 luglio nel quotidiano La Repubblica. Ringrazio Loredana Lipperini. In questo preciso momento – 22 luglio, ore 15.08 – i ricordi raccolti sono 205.
Etichette: Loredana Lipperini
22 luglio 2012 alle 15:12
arriva…arriva…
22 luglio 2012 alle 20:39
l’iniziativa mi piace moltissimo
tuttavia ho difficoltà a partecipare per via del contenuto dei miei ricordi un po’ troppo non convenzionale.
Se ricordo qualcosa di condivisibile invierò volentieri.
A presto
22 luglio 2012 alle 21:59
contenuto non convenzionale? ci sono ricordi con contenuto… convenzionale? e poi: lo fai, doctorfaust, per suscitere legittima curiosità? Convenzionale curiosità?
22 luglio 2012 alle 22:15
con lieve malessere constato di essere ancora “moderato”… lungi da me la personalizzazione, e non voglio farla diventare una ossessione: torno però a chiedere come mai accade; è una regola nuova e vale per tutti? è un problema informatico? è… altro? (poi non disturbo più)
23 luglio 2012 alle 11:14
Enrico, se ti firmi con un’email diversa da quella che hai sempre usato, finisci in moderazione finché non arrivo io ad approvare manualmente.. Tutto qui.
23 luglio 2012 alle 11:32
Grazie della risposta Giulio. Devo aver fatto un guaio io, modificando inavvertitamente la dicitura della mia email, me ne accorgo ora… devo dirti che, non sapendo che cos’era successo, ho “tastato con mano” tutta l’importanza che “Vibrisse” ha per me e per la mia formazione, e la mia storia intellettuale più recente: il progetto “Il ricordo di infanzia” si inserisce nel contesto di una avventura creativa “in fieri” che mi sembra una grandissima, una enorme fortuna…
23 luglio 2012 alle 17:18
…mi trovo con mia madre a Bobrinez, in visita alla famiglia Z, dove c’è una bambina di due o tre anni. Io sono lo sposo, la bambina la sposa. I bambini giocano in una stanza dal pavimento colorato; la bambina scompare; il piccino resta stupito e pietrificato accanto a un cassettone. Entrano mia madre e la nostra ospite. Mia madre guarda il bambino, poi la pozzanghera accanto a lui e quindi di nuovo il bambino, scuote la testa in tono di rimprovero e dice: “non ti vergogni?” Il bambino guarda la madre, poi se stesso e la pozzanghera, come se la cosa non lo riguardasse.
…e compilarlo anche inframmezzando ricordi illustri? questo dall’edizione oscar mondadori (1976) dell’autobiografia di Trotzkij (pg46).
23 luglio 2012 alle 17:20
Quello potrebbe essere un altro libro, Dario.
24 luglio 2012 alle 00:27
Enrico: no, si tratta di una tua libera interpretazione.
25 luglio 2012 alle 00:15
doctorfaust: le mie erano domande, più che interpretazioni… ovverosia: mi interessava davvero capire che cosa intendi per “non convenzionali”, forse volevo anche – con curiosità “spiccola” se vuoi – spillarti qualche racconto… ma ecco si direbbe: “non convenzionale” = qualcosa difficile da raccontare (libera interpretazione)… perdona, non insisto… grazie
26 luglio 2012 alle 18:05
l’unica cosa che posso dirti è che non tutti amano raccontarsi.
A presto
27 luglio 2012 alle 18:20
sacrosanto faust! e d’altronde il mondo di Faust (questo studente scontento di tutti i suoi studi) non è forse davanti a lui piuttosto che dietro a lui? con simpatia, enrico