di giuliomozzi
Quando, diciannove anni fa, fu pubblicato il mio primo libretto, i racconti di Questo è il giardino, un amico mi raccontò di averlo visto, in una libreria vicina alle sedi delle facoltà scientifiche della mia città, nello scaffale di giardinaggio. Trovai la cosa divertente.
Non solo divertente, ma anche interessante, trovo il fatto che le edizioni digitali del mio secondo e terzo libro di racconti, recentemente ripubblicate da Laurana, siano state catalogate da Bookrepublic rispettivamente:
- La felicità terrena, nelle categorie “Saggistica, autoaiuto, psicologia”,
- Il male naturale, nelle categorie “Saggistica, Filosofia, Testi e filosofi”.
Ne deduco che, per il senso comune, la filosofia si occupa delle sfighe in generale (e del male in particolare), mentre la psicologia ha per fine, se non per oggetto, la nostra felicità. Ciò potrebbe spiegare – ipotizzo – il pressoché generale discredito nel quale la filosofia è da tempo caduta, nonché l’attrazione quasi magica che molti provano per qualunque cosa il cui nome cominci per “psi-” (o finisca per “-terapia”).
Ciò detto, lo scopo del post era segnalare che queste edizioni digitali esistono, e che in particolare La felicità terrena è in offerta a un prezzo vergognosamente basso fino a domenica (esclusa? inclusa? A dire il vero non lo so) (Inclusa, mi dicono dalla regia). Il titolo del post è un amo per attirare l’attenzione, le riproduzioni dal catalogo di Bookrepublic servono a dire chiaro e tondo che qui di vendita si tratta, e la riflessione sui titoli e il senso comune è ciò di cui, eventualmente, si potrebbe discutere qui in calce.


20 luglio 2012 alle 09:57
e grazie all’offerta a prezzo vergognosamente basso oggi scopro l’esistenza di Giulio Mozzi. Finora sono contenta però ne riparlerò dopo la lettura. Ciao
20 luglio 2012 alle 09:58
Teologia no?
20 luglio 2012 alle 10:06
Caro Giulio,
qui il problema non è del titolo (che, immagino, sia sempre frutto di scelte ben ponderate: stilistiche, estetiche, commerciali – vedi amo per attirare l’attenzione, come recita il tuo post).
Il problema è di chi, superficialmente o per mancanza di tempo, dispone negli scaffali delle librerie i testi, ignorandone il contenuto.
Il danno ricade di conseguenza anche sui lettori, che rischiano di non trovare ciò che cercano o si imbattono in libri che non dovrebbero stare dove stanno.
In quest’ultimo caso, però, il danno potrebbe trasformarsi in opportunità.
20 luglio 2012 alle 10:18
Morale: a tutti noi mortali, il male naturale ci costa più della felicità terrena.
20 luglio 2012 alle 10:39
C’è chi dice che si debba scrivere per il pubblico, chi per gli editori, chi ancora per gli altri scrittori e i critici, io credo che si debba principalmente scrivere per i librai…
20 luglio 2012 alle 11:05
credo che tutto sia figlio dei tempi in cui viviamo. ogni cosa deve essere etichettata, così è più rassicurante. chi poi ha questo potere, e manda tutto a sfacelo, questo è un discorso a parte che meriterebbe un approfondimento. il punto è: con la filosofia non fai profitto, con la psicologia, si. ecco spiegato perchè la felicità terrena ha questo prezzo indegno. c’è molta concorrenza. il mercato ci vuole felici…..
20 luglio 2012 alle 11:18
ciao Giulio
stiamo naturalmente sistemando la cosa, regalo di una piccola confusione in sede di catalogazione Bisac (ma se vuoi oltre che “letteratura contemporanea” lasciamo anche qualche scaffale sbagliato
L’offerta è estesa a tutto il weekend, fino a domenica inclusa. Grazie!
20 luglio 2012 alle 11:47
Io in quinta elementare avevo iniziato a leggere Zazie nel metrò perché in biblioteca era stato messo tra i libri per bambini. Dopo qualche pagina mi sono reso conto che il linguaggio non era adatto a me (ero un bambino piuttosto serio). Tra le parole sospette, ricordo in particolare “fottiballe”.
20 luglio 2012 alle 12:32
Matteo, guarda che io trovo davvero la cosa interessante. Con una categorizzazione così, il peggio che possa capitarmi è trovare qualche lettore imprevedibile… (come suggerisce qui sopra anche Moira).
(Nota per chi ci legge: Matteobra è Matteo Brambilla di Bookrepublic, una delle creature più gentili che io conosca).
20 luglio 2012 alle 12:40
Paolo, “La felicità terrena” ha – per qualche giorno – un prezzo molto basso semplicemente perché gli interessati (l’editore, la piattaforma, l’autore) si sono messi d’accordo di fare una promozione così. La promozione è stata fatta sulla “Felicità” e non sul “Male” perché la “Felicità” è comunque un libro che ha alle spalle un passato commerciale più importante (seimila copie vendute nell’edizione Einaudi, non so quante in una edizione come allegato a un quotidiano, finalista allo Strega ecc.).
20 luglio 2012 alle 12:43
Marisa: per la Teologia c’è già il 10 buoni motivi per essere cattolici.
20 luglio 2012 alle 14:05
a quando la versione per Kindle?
20 luglio 2012 alle 14:10
E’ interessante la quantificazione del prezzo al pubblico: suppongo che 5.99 euro sia l’optimum che avete trovato per dividere equamente gli eventuali utili (fra autore, editore e piattaforma). E’ comunque alto. Da quel che vedo soprattutto in ambito anglofono, il prezzo di prodotti letterari “di qualita’” sta fra 2.99 e 3.79 euro, cioe’ tra 4 e 5 dollari, cioe’ tra 2.49 e 2.99 sterline. In bocca al lupo!
20 luglio 2012 alle 14:21
A giorni, Lorenzo. Credo.
20 luglio 2012 alle 14:27
I prezzi si abbasseranno, Giuseppe, quando il volume d’affari aumenterà. Oggi, in Italia, il libro digitale è ancora un prodotto di supernicchia. Basta vendere qualche decina di copie per posizionarsi in alto nelle classifiche.
In “ambito anglofono”, dove la platea di pubblico è molto, molto più ampia, e dove il libro digitale è stato messo sul mercato con quasi due anni di anticipo sull’Italia, i prezzi sono ovviamente più bassi.
20 luglio 2012 alle 21:23
A me l’ebook non piace. Non solo l’ebook in sé. Non mi piace tutta questa storia che riguarda il tentativo programmato di estromissione e di scempio della cultura, e il sorgere di una “nuova editoria”.
Fatti non fummo.
Le recenti pubblicazioni sembrano esche. Parere personale. Vedremo come finirà.
20 luglio 2012 alle 21:52
Adoro gli ebook, ma questi due libri li custodisco entrambi nella prima edizione cartacea, stupendi
20 luglio 2012 alle 22:14
questo è il giardino è uno dei miei libri preferiti (non so se glielo avevo mai detto). grazie per averlo scritto (questo di sicuro non glielo avevo mai detto).
21 luglio 2012 alle 00:54
io dico solo che – numeri alla mano – con l’ebook l’autore rischia di guadagnare ancora meno di quello che guadagna adesso. diminuiranno gli anticipi ecc…
perderanno anche le case editrici. e non è vero che un ebook o un epub costano meno in termini di produzione perché non è prevista la carta o la distribuzione tradizionale… a parte che la distribuzione resta secondo altri paramentri, ma l’ebook e l’epub per es prevedono per ogni edizione competenze e prestazioni specifiche, diverse rispetto al cartaceo. e le competenze costano.
i prezzi crolleranno, ha ragione Mozzi, e gli editori che faranno?… forse la baracca reggerà se i lettori aumenteranno nel numero (e mi sembra difficile) o se aumenterà (e questo perché no?) il numero di libri (digitali) che si vendono (ma gli investimenti sarebbero cmq più alti e meno redditizii di ora).
sennò l’autore se lo prepara a casa da solo, l’ebook, e se ha il pubblico affezionato aggira il filtro editoriale… è la figura dello
scrittore-panettiere. una cosa anche carina.
io invece ho deciso quest’anno di arrangiarmi così, un po’ reazionariamente (mi scuso con giulio per l’autopubblicità, ma colla crisi ci si arrangia come si può):
http://ilpontelunare.blogspot.it/2012/07/ok-il-prezzo-e-giusto.html
prevedo che nei prossimi dieci anni ne “scenderanno in campo” parecchi…
21 luglio 2012 alle 09:33
Ma l’epub cosa sarebbe? Un posto virtuale dove virtualmente ti servono birra e patatine fritte virtuali, fai conversazione virtuale con gente virtuale e le cameriere ci stanno sempre, ma solo virtualmente?
21 luglio 2012 alle 09:48
No, Gian Marco. Son le “caramelle” che ci stanno sempre.
21 luglio 2012 alle 11:36
@Giulio
Se provate a realizzare un e-book per dispositivi Apple (iPhone/iPad), avrete un’esposizione a livello mondiale che immagino potrebbe garantirvi piu’ di “qualche decina di copie”. Io ho venduto quel numero solo negli Stati Uniti negli ultimi tre mesi con le mie poesie e con le mie traduzioni, autorealizzate in formato scritto / audio e solo in italiano. Saluti. Giuseppe
http://itunes.apple.com/it/app/translations/id499090484?mt=8
21 luglio 2012 alle 18:22
Signor Giuseppe, ma lei sta parlando di un audio libro, che è un’altra tipologia di prodotto…
21 luglio 2012 alle 23:40
http://www.writersdream.org/forum/topic/11939-pubblicare-su-itunes/page__hl__itunes
Qui c’è l’esperienza di Stefano Lanciotti (credo scriva fantasy) con itunes. Sembra fruttuosa…
22 luglio 2012 alle 10:48
Giuseppe, le edizioni digitali di questi miei libri sono state lavorate da Bookrepublic; sono in questo momento disponibili solo in Bookrepublic; nei prossimi giorni, man mano che verranno aggiornati i cataloghi, saranno disponibili in tutti i principali negozi virtuali.