di giuliomozzi
Nel giro di pochi giorni (ho cominciato a parlare della cosa il 12 luglio) sono arrivati 107 ricordi d’infanzia (alle 19.18 di oggi 17 luglio 2012). Non so se sono tanti o pochi, né m’importa. Per partecipare c’è tempo fino alla fine di settembre.
Grazie.
Molte amiche e molti amici (e molte sconosciute e molti sconosciuti) hanno parlato della cosa nei loro blog e nei social media: per tutti ringrazio Helena Rudolph, che credo sia stata la prima.
Cinque o sei persone si sono offerte per “dare una mano”, qualora servisse. Ringrazio e dico: un po’ di pazienza. Al momento non ho proprio idea se a settembre mi ritroverò con centinaia o con migliaia di ricordi; né se troverò un editore disponibile e interessato; né, qualora lo trovi, che idea abbia di questo libro (perché questo è il tipico libro che si co-progetta con l’editore; se l’editore è simpatico).
Rispondo qui ad alcune domande che mi sono state poste da più di una persona:
- sì, la lunghezza indicata per i testi è puramente indicativa;
- no, per piacere, cercate di mandarmi uno e un solo ricordo;
- sì, tutte le lingue vanno bene, purché siano tra quelle comunemente note o venga fornita una traduzione;
- no, l’età non è rilevante: un ricordo d’infanzia d’un decenne non mi sembra una stramberia;
- no, non ho ancora un’idea precisa di come organizzerò il materiale: perché il modo di organizzare verrà fuori dal materiale (spero).
18 luglio 2012 alle 10:08
Pensando al tuo nuovo progetto sui ricordi mi è tornato alla mente il bellissimo (per me) libro (Quello che ho da dirvi) che, ormai qualche anno fa, facesti con Caliceti.
emanuele
18 luglio 2012 alle 13:25
Eh, a me piace ritagliare e incollare.
18 luglio 2012 alle 13:44
Mio padre, quando ero piccina, diceva sempre: “E’ importante: “Non ite mittere margaritas ante porcos”. Ma non è questo, Giulio, il ricordo che ti manderò.:-)
18 luglio 2012 alle 13:52
ma sai. giulio, che anch’io ho recuperato sto gusto di tagliare e incollare, grazie alla mia figlioletta: prendiamo un giornale e lo… trasformiamo in uno sfracello di ritagli! Ma sai che gusto! mi guardo per esempio le fotine con le facce con un’attenzione tutta nuova…
18 luglio 2012 alle 14:47
Enrico, la scena che ha descritto mi ha fatto una bellissima impressione, leggendola ho provato una sensazione di tenerezza, pace, comunione. Grazie
22 luglio 2012 alle 16:23
Grazie a lei, giordano, leggo in ritardo questo suo commento, e devo dirle che lo “stare” con un bambino, bambina, ha – in certi momenti – un tono di… completezza e gioia… e se posso aggiungere: si capisce che i piccoli (fno ad una certa età) vivono in una temporalità così incredibilmente presente (senza passato o futuro) che è perfettamente comprensibile perché loro – più tardi – non ne serberanno ricordo (un attimo nuovamente presente scaccerà un attimo un tempo presente)… come se il ricordo arrivasse solo dopo: in un tempo già “diviso”, già da noi “diviso”…
22 luglio 2012 alle 16:30
commento in attesa di moderazione? Come mai, Giulio? Non mi era mai successo… c’è un problema che mi riguarda? Grazie!
30 luglio 2012 alle 07:42
Immagino l’insieme dei ricordi come un caleidoscopio luminoso fatto di cristalli che si avvicinano e si allontanano formando immagini cangianti…