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	<title>Commenti a: &#8220;Pigra giovinezza&#8221;, di Valter Binaghi / 3</title>
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	<description>di letture e scritture a cura di giulio mozzi</description>
	<lastBuildDate>Sat, 18 May 2013 11:54:11 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Di: LM</title>
		<link>http://vibrisse.wordpress.com/2012/06/25/pigra-giovinezza-di-valter-binaghi-3/#comment-19186</link>
		<dc:creator><![CDATA[LM]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Sep 2012 12:34:30 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Lo vedo solo ora, perché ci sono state le vacanze di mezzo. Capisco meglio perché nei nei miei confronti hai un atteggiamento apertamente  ostile, in  questi giorni... assai oltre il solito. Nulla di male, per carità, le tue  idee sulla letteratura - che traspaiono da quello che pubblichi e che sostieni pubblicamente -, ma ancora di più le tue idee sulla vita,  sono così distanti dalle mie che è quasi naturale il disprezzo (che tuttavia  non è reciproco, avendo io una mentalità illuminista, proprio quello che a te probabilmente disgusta). Però, che cosa intendi esattamente per insolenza? C&#039;è qualcosa di più insolente del trattamento Mozzi che mi hai riservato fin dai primi commenti che mi sono permesso di fare sul tuo blog? Cosa vuoi fare oltre,  una spedizione punitiva, denunciarmi all&#039;inquisizione, mettermi al rogo?]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Lo vedo solo ora, perché ci sono state le vacanze di mezzo. Capisco meglio perché nei nei miei confronti hai un atteggiamento apertamente  ostile, in  questi giorni&#8230; assai oltre il solito. Nulla di male, per carità, le tue  idee sulla letteratura &#8211; che traspaiono da quello che pubblichi e che sostieni pubblicamente -, ma ancora di più le tue idee sulla vita,  sono così distanti dalle mie che è quasi naturale il disprezzo (che tuttavia  non è reciproco, avendo io una mentalità illuminista, proprio quello che a te probabilmente disgusta). Però, che cosa intendi esattamente per insolenza? C&#8217;è qualcosa di più insolente del trattamento Mozzi che mi hai riservato fin dai primi commenti che mi sono permesso di fare sul tuo blog? Cosa vuoi fare oltre,  una spedizione punitiva, denunciarmi all&#8217;inquisizione, mettermi al rogo?</p>
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		<title>Di: Giulio Mozzi</title>
		<link>http://vibrisse.wordpress.com/2012/06/25/pigra-giovinezza-di-valter-binaghi-3/#comment-17835</link>
		<dc:creator><![CDATA[Giulio Mozzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Aug 2012 12:50:17 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&lt;blockquote&gt; Del resto hai diritto a sostenere che i romanzi che pubblichi tu sono dei buoni romanzi. Direi pure che ti fa onore. &lt;/blockquote&gt;

Non diciamo cazzate, per piacere. Credo di avere il diritto di pubblicare quei romanzi che mi sembrano buoni.

Peraltro, Larry, ogni tanto mi dispiace davvero di non aver il gusto dell&#039;insolenza. Non riesco a praticarla, e tantomeno a divertirmici.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p> Del resto hai diritto a sostenere che i romanzi che pubblichi tu sono dei buoni romanzi. Direi pure che ti fa onore. </p></blockquote>
<p>Non diciamo cazzate, per piacere. Credo di avere il diritto di pubblicare quei romanzi che mi sembrano buoni.</p>
<p>Peraltro, Larry, ogni tanto mi dispiace davvero di non aver il gusto dell&#8217;insolenza. Non riesco a praticarla, e tantomeno a divertirmici.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
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		<title>Di: LM</title>
		<link>http://vibrisse.wordpress.com/2012/06/25/pigra-giovinezza-di-valter-binaghi-3/#comment-17832</link>
		<dc:creator><![CDATA[LM]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Aug 2012 10:36:43 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://vibrisse.wordpress.com/?p=14932#comment-17832</guid>
		<description><![CDATA[Equivoco dopo equivoco... di Zola non me ne frega nulla, ancora meno delle teorie dei neosperimentali (escluso Giorgio Manganelli, che però è uno scrittore più che un teorico, anche quando teorizza...); avevo solo usato un passo che mi sembrava e mi sembra indicativo di una maniera di intendere il romanzo che non si è mai involuta. Del resto hai diritto a sostenere che i romanzi che pubblichi tu sono dei buoni romanzi. Direi pure che ti fa onore. Il fatto è che ti inchiodano le tue stesse affermazioni: ” dimenticano che lo specifico della narrazione è l’organizzazione della materia stessa ”.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Equivoco dopo equivoco&#8230; di Zola non me ne frega nulla, ancora meno delle teorie dei neosperimentali (escluso Giorgio Manganelli, che però è uno scrittore più che un teorico, anche quando teorizza&#8230;); avevo solo usato un passo che mi sembrava e mi sembra indicativo di una maniera di intendere il romanzo che non si è mai involuta. Del resto hai diritto a sostenere che i romanzi che pubblichi tu sono dei buoni romanzi. Direi pure che ti fa onore. Il fatto è che ti inchiodano le tue stesse affermazioni: ” dimenticano che lo specifico della narrazione è l’organizzazione della materia stessa ”.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Di: Giulio Mozzi</title>
		<link>http://vibrisse.wordpress.com/2012/06/25/pigra-giovinezza-di-valter-binaghi-3/#comment-17778</link>
		<dc:creator><![CDATA[Giulio Mozzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Aug 2012 15:11:38 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://vibrisse.wordpress.com/?p=14932#comment-17778</guid>
		<description><![CDATA[Ma: nei romanzi di Zola che conosco (ho letto &quot;L&#039;Assommoir&quot;, &quot;Nana&quot;, &quot;Le Bonheur des Dames&quot;, &quot;L&#039;oeuvre&quot;, &quot;La bête humaine&quot;) l&#039;organizzazione della materia narrativa non sia né innovativa né di per sé particolarmente interessante. Ciò non impedisce ai suoi romanzi di essere belli e interessanti. Peraltro, tirare dalla propria parte un nome autorevole (Zola) che non può rifiutarsi di essere tirato (in quanto è morto) è il più debole dei possibili usi del principio d&#039;autorità.

Le tue parole dalle quali ora riparti:

&lt;blockquote&gt;...ho letto che Binaghi dice che non ne può più dello sperimentalismo. Ognuno la pensa come vuole, ma perché chiama romanzo questo testo? Romanzo e sperimentalismo, in senso stretto, non sono la stessa cosa?&lt;/blockquote&gt;

nascevano da un equivoco (i due sensi, estranei l&#039;uno all&#039;altro, della parola &quot;sperimentalismo&quot;, da te riferita al &quot;romanzo sperimentale&quot; di Zola e da Binaghi riferita alle cosiddette &quot;neoavanguardie&quot; italiane degli anni Sessanta). Non vedo ragioni per riproporre l&#039;equivoco.

La tua ipotesi, che in questo romanzo Binaghi abbia “raccontato la propria vita con intenti artistici” è verificabile/falsificabile? 

Per parte mia, ripeto: se quello che vuoi dire è che “Pigra giovinezza” è un romanzo che non contiene novità formali, non stento a essere d’accordo. Ciò non gli impedisce di essere, secondo me, un buon romanzo.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ma: nei romanzi di Zola che conosco (ho letto &#8220;L&#8217;Assommoir&#8221;, &#8220;Nana&#8221;, &#8220;Le Bonheur des Dames&#8221;, &#8220;L&#8217;oeuvre&#8221;, &#8220;La bête humaine&#8221;) l&#8217;organizzazione della materia narrativa non sia né innovativa né di per sé particolarmente interessante. Ciò non impedisce ai suoi romanzi di essere belli e interessanti. Peraltro, tirare dalla propria parte un nome autorevole (Zola) che non può rifiutarsi di essere tirato (in quanto è morto) è il più debole dei possibili usi del principio d&#8217;autorità.</p>
<p>Le tue parole dalle quali ora riparti:</p>
<blockquote><p>&#8230;ho letto che Binaghi dice che non ne può più dello sperimentalismo. Ognuno la pensa come vuole, ma perché chiama romanzo questo testo? Romanzo e sperimentalismo, in senso stretto, non sono la stessa cosa?</p></blockquote>
<p>nascevano da un equivoco (i due sensi, estranei l&#8217;uno all&#8217;altro, della parola &#8220;sperimentalismo&#8221;, da te riferita al &#8220;romanzo sperimentale&#8221; di Zola e da Binaghi riferita alle cosiddette &#8220;neoavanguardie&#8221; italiane degli anni Sessanta). Non vedo ragioni per riproporre l&#8217;equivoco.</p>
<p>La tua ipotesi, che in questo romanzo Binaghi abbia “raccontato la propria vita con intenti artistici” è verificabile/falsificabile? </p>
<p>Per parte mia, ripeto: se quello che vuoi dire è che “Pigra giovinezza” è un romanzo che non contiene novità formali, non stento a essere d’accordo. Ciò non gli impedisce di essere, secondo me, un buon romanzo.</p>
]]></content:encoded>
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	<item>
		<title>Di: LM</title>
		<link>http://vibrisse.wordpress.com/2012/06/25/pigra-giovinezza-di-valter-binaghi-3/#comment-17770</link>
		<dc:creator><![CDATA[LM]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Aug 2012 12:21:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Può essere che fai troppe cose, Giulio, per questo perdi qualche volta  il filo. Ad ogni modo beato te: io non ci ho mai un cazzo da fare!  Larry Massino, in questa discussione in casa tua, ci è entrato così, con la massina educazione: 

LM Dice: 

25 giugno 2012 alle 21:23 
Nei commenti a uno dei precedenti capitoli ho letto che Binaghi dice che non ne può più dello sperimentalismo. Ognuno la pensa come vuole, ma perché chiama romanzo questo testo? Romanzo e sperimentalismo, in senso stretto, non sono la stessa cosa? Per me questo non è romanzo, è piuttosto un manufatto narrativo da collocarsi nel mercato dell’informazione, un reportage su rapporto padri figli adolescenti da pubblicare a puntate su Vanity Fair, o riviste simili, giustamente scritto con la lingua e il pensiero di un lettore frettoloso. Lo dico senza offesa (nemmeno per il lettore frettoloso), giusto per discutere su come viene concepito oggi il romanzo. 

Larry Massino

Poi:  &quot; dimenticano che lo specifico della narrazione è l’organizzazione della materia stessa &quot; lo scrivevi tu un anno fa, e il vecchio Zola sarebbe d&#039;accordissimo. Se la tua osservazione è  ancora valida,  deve valere per tutti gli oggetti  narrativi, non solo per quelli scritti da persone che ci sono antipatiche. Se vale per tutti, deve valere anche per il testo di Binaghi, che non ci sta affatto antipatico... Se vale anche per Binaghi, egli pure si è dimenticato che lo specifico della narrazione è l&#039;organizzazionbe della materia stessa.  Quindi, sempre secondo il tuo modo di vedere di un anno fa, che  condivido, il testo di Binaghi non può essere un buon romanzo. Giusto un buon reportage da pubblicare a puntate su Vanity Fair o simili, come appunto dicevo io all&#039;inizio...]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Può essere che fai troppe cose, Giulio, per questo perdi qualche volta  il filo. Ad ogni modo beato te: io non ci ho mai un cazzo da fare!  Larry Massino, in questa discussione in casa tua, ci è entrato così, con la massina educazione: </p>
<p>LM Dice: </p>
<p>25 giugno 2012 alle 21:23<br />
Nei commenti a uno dei precedenti capitoli ho letto che Binaghi dice che non ne può più dello sperimentalismo. Ognuno la pensa come vuole, ma perché chiama romanzo questo testo? Romanzo e sperimentalismo, in senso stretto, non sono la stessa cosa? Per me questo non è romanzo, è piuttosto un manufatto narrativo da collocarsi nel mercato dell’informazione, un reportage su rapporto padri figli adolescenti da pubblicare a puntate su Vanity Fair, o riviste simili, giustamente scritto con la lingua e il pensiero di un lettore frettoloso. Lo dico senza offesa (nemmeno per il lettore frettoloso), giusto per discutere su come viene concepito oggi il romanzo. </p>
<p>Larry Massino</p>
<p>Poi:  &#8221; dimenticano che lo specifico della narrazione è l’organizzazione della materia stessa &#8221; lo scrivevi tu un anno fa, e il vecchio Zola sarebbe d&#8217;accordissimo. Se la tua osservazione è  ancora valida,  deve valere per tutti gli oggetti  narrativi, non solo per quelli scritti da persone che ci sono antipatiche. Se vale per tutti, deve valere anche per il testo di Binaghi, che non ci sta affatto antipatico&#8230; Se vale anche per Binaghi, egli pure si è dimenticato che lo specifico della narrazione è l&#8217;organizzazionbe della materia stessa.  Quindi, sempre secondo il tuo modo di vedere di un anno fa, che  condivido, il testo di Binaghi non può essere un buon romanzo. Giusto un buon reportage da pubblicare a puntate su Vanity Fair o simili, come appunto dicevo io all&#8217;inizio&#8230;</p>
]]></content:encoded>
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	<item>
		<title>Di: Giulio Mozzi</title>
		<link>http://vibrisse.wordpress.com/2012/06/25/pigra-giovinezza-di-valter-binaghi-3/#comment-17719</link>
		<dc:creator><![CDATA[Giulio Mozzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Aug 2012 13:58:20 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&lt;blockquote&gt;Mozzi, a rispondere 2 settimane dopo mi sembra che giochi opaco. Non è da te&lt;/blockquote&gt;

Avevo solo perso il filo.

&lt;blockquote&gt;Io resto invece convinto che da quel concetto di romanzo sperimentale si sia andati molto avanti.&lt;/blockquote&gt;

Così avanti che credo non abbia più senso riferirsi a quel concetto lì. I fisici atomici non se ne fanno nulla dell&#039;atomismo di Lucrezio, per dire.

Quanto al romanzo di Valter Binaghi: in questa discussione io non ne ho proprio parlato. Quindi non vedo come potrei averlo difeso, e come potrei essermi contraddetto nel difenderlo. 

Che in questo romanzo Binaghi abbia &quot;raccontato la propria vita con intenti artistici&quot; è un&#039;ipotesi. Legittima, e da verificare. 

Se poi quello che vuoi dire è che &quot;Pigra giovinezza&quot; è un romanzo che non contiene novità formali, non stento a essere d&#039;accordo. Ciò non gli impedisce di essere, secondo me, un buon romanzo.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Mozzi, a rispondere 2 settimane dopo mi sembra che giochi opaco. Non è da te</p></blockquote>
<p>Avevo solo perso il filo.</p>
<blockquote><p>Io resto invece convinto che da quel concetto di romanzo sperimentale si sia andati molto avanti.</p></blockquote>
<p>Così avanti che credo non abbia più senso riferirsi a quel concetto lì. I fisici atomici non se ne fanno nulla dell&#8217;atomismo di Lucrezio, per dire.</p>
<p>Quanto al romanzo di Valter Binaghi: in questa discussione io non ne ho proprio parlato. Quindi non vedo come potrei averlo difeso, e come potrei essermi contraddetto nel difenderlo. </p>
<p>Che in questo romanzo Binaghi abbia &#8220;raccontato la propria vita con intenti artistici&#8221; è un&#8217;ipotesi. Legittima, e da verificare. </p>
<p>Se poi quello che vuoi dire è che &#8220;Pigra giovinezza&#8221; è un romanzo che non contiene novità formali, non stento a essere d&#8217;accordo. Ciò non gli impedisce di essere, secondo me, un buon romanzo.</p>
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		<title>Di: LM</title>
		<link>http://vibrisse.wordpress.com/2012/06/25/pigra-giovinezza-di-valter-binaghi-3/#comment-17717</link>
		<dc:creator><![CDATA[LM]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Aug 2012 09:51:05 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://vibrisse.wordpress.com/?p=14932#comment-17717</guid>
		<description><![CDATA[Mozzi, a rispondere 2 settimane dopo mi sembra che giochi opaco. Non è da te. Io resto invece convinto che da quel concetto di romanzo sperimentale si sia andati molto avanti. Ma non m&#039;impunto. Del resto  non mi va di discuterne in un blog, di queste robe noisose: dopo un po&#039; si diventa ridicoli, perché la rete non è tanto favorevole agli approfondimenti, in qualunque campo. Semmai ci si sfidi a scrivere ognuno un proprio articolo, sul tema, per poi  sottoporlo al sereno giudizio della comunità letteraria. 

Osservo anche che non mi hai risposto sul passo citato, che ben descrive, a mio avviso, i difetti del  lavoro di Valter Binaghi: “ lo specifico della narrazione è l’organizzazione della materia, non la materia stessa. L’errore più comune di chi si mette a raccontare la propria vita con intenti artistici (perché si può anche raccontarla con intenti non artistici: per testimoniare qualcosa, ad esempio, o per vantarsi, o per amore verso i propri nipoti) è proprio questo: cedere alla forza della materia, dimenticano che lo specifico della narrazione è l’organizzazione della materia stessa “. Penso che non mi hai risposto perché sai benissimo che è tuo, il passo citato,  che contraddice tutto quanto vai dicendo in questa discussione a favore di un romanzo che pare contenere  tutti in una volta  quelli che appena un anno fa consideravi difetti... http://www.coeconews.com/2011/09/14/show-don-t-tell-intervista-a-giulio-mozzi/

 Ad ogni modo buon ferragosto.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mozzi, a rispondere 2 settimane dopo mi sembra che giochi opaco. Non è da te. Io resto invece convinto che da quel concetto di romanzo sperimentale si sia andati molto avanti. Ma non m&#8217;impunto. Del resto  non mi va di discuterne in un blog, di queste robe noisose: dopo un po&#8217; si diventa ridicoli, perché la rete non è tanto favorevole agli approfondimenti, in qualunque campo. Semmai ci si sfidi a scrivere ognuno un proprio articolo, sul tema, per poi  sottoporlo al sereno giudizio della comunità letteraria. </p>
<p>Osservo anche che non mi hai risposto sul passo citato, che ben descrive, a mio avviso, i difetti del  lavoro di Valter Binaghi: “ lo specifico della narrazione è l’organizzazione della materia, non la materia stessa. L’errore più comune di chi si mette a raccontare la propria vita con intenti artistici (perché si può anche raccontarla con intenti non artistici: per testimoniare qualcosa, ad esempio, o per vantarsi, o per amore verso i propri nipoti) è proprio questo: cedere alla forza della materia, dimenticano che lo specifico della narrazione è l’organizzazione della materia stessa “. Penso che non mi hai risposto perché sai benissimo che è tuo, il passo citato,  che contraddice tutto quanto vai dicendo in questa discussione a favore di un romanzo che pare contenere  tutti in una volta  quelli che appena un anno fa consideravi difetti&#8230; <a href="http://www.coeconews.com/2011/09/14/show-don-t-tell-intervista-a-giulio-mozzi/" rel="nofollow">http://www.coeconews.com/2011/09/14/show-don-t-tell-intervista-a-giulio-mozzi/</a></p>
<p> Ad ogni modo buon ferragosto.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Giulio Mozzi</title>
		<link>http://vibrisse.wordpress.com/2012/06/25/pigra-giovinezza-di-valter-binaghi-3/#comment-17416</link>
		<dc:creator><![CDATA[Giulio Mozzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Jul 2012 15:16:10 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://vibrisse.wordpress.com/?p=14932#comment-17416</guid>
		<description><![CDATA[Larry, mi pare che anche discutendo in un blog sia possibile non contraddirsi. Basta conservare memoria di quel che si scrive, o almeno rileggerlo.

Ho sostenuto che del concetto di &quot;romanzo sperimentale&quot; di Zola oggi ce ne facciamo ben poco: e ho già detto perché. Mi sono contraddetto?

Tu scrivi:

&lt;blockquote&gt;ho cercato di far intendere che esso si è evoluto al punto di contenere qualunque lavoro letterario, in positivo o in negativo. Mi sbaglio?&lt;/blockquote&gt;

Secondo me sì, perché quel concetto di &quot;romanzo sperimentale&quot; a me non pare si sia &quot;evoluto&quot;: mi pare sia stato messo da parte - insieme a quasi tutto il positivismo -, come le care vecchie cose di pessimo gusto che non servono più. 

Molte altre cose di Zola sono vive: i suoi romanzi, innanzitutto; e il suo metodo di lavoro; e il suo &quot;J&#039;accuse&quot;. Non, invece, quella sua teorizzazione del &quot;romanzo sperimentale&quot;, non la sua teoria pseudobiologica e deterministica della degenerazione &lt;em&gt;à la&lt;/em&gt; Hyppolite Taine.

La distinzione (non direi la &quot;divisione&quot;) &quot;tra sperimentalismo per così dire contenutistico e sperimentalismo per così dire formale&quot; non può essere &quot;manichea&quot;: è semplicemente descrittiva. Non c&#039;è nessun giudizio implicito in questa distinzione.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Larry, mi pare che anche discutendo in un blog sia possibile non contraddirsi. Basta conservare memoria di quel che si scrive, o almeno rileggerlo.</p>
<p>Ho sostenuto che del concetto di &#8220;romanzo sperimentale&#8221; di Zola oggi ce ne facciamo ben poco: e ho già detto perché. Mi sono contraddetto?</p>
<p>Tu scrivi:</p>
<blockquote><p>ho cercato di far intendere che esso si è evoluto al punto di contenere qualunque lavoro letterario, in positivo o in negativo. Mi sbaglio?</p></blockquote>
<p>Secondo me sì, perché quel concetto di &#8220;romanzo sperimentale&#8221; a me non pare si sia &#8220;evoluto&#8221;: mi pare sia stato messo da parte &#8211; insieme a quasi tutto il positivismo -, come le care vecchie cose di pessimo gusto che non servono più. </p>
<p>Molte altre cose di Zola sono vive: i suoi romanzi, innanzitutto; e il suo metodo di lavoro; e il suo &#8220;J&#8217;accuse&#8221;. Non, invece, quella sua teorizzazione del &#8220;romanzo sperimentale&#8221;, non la sua teoria pseudobiologica e deterministica della degenerazione <em>à la</em> Hyppolite Taine.</p>
<p>La distinzione (non direi la &#8220;divisione&#8221;) &#8220;tra sperimentalismo per così dire contenutistico e sperimentalismo per così dire formale&#8221; non può essere &#8220;manichea&#8221;: è semplicemente descrittiva. Non c&#8217;è nessun giudizio implicito in questa distinzione.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: LM</title>
		<link>http://vibrisse.wordpress.com/2012/06/25/pigra-giovinezza-di-valter-binaghi-3/#comment-17093</link>
		<dc:creator><![CDATA[LM]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Jul 2012 11:24:13 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://vibrisse.wordpress.com/?p=14932#comment-17093</guid>
		<description><![CDATA[La contraddizione principale è che  vai alla ricerca di contraddizioni in uno spazio di discussione, i commenti di un blog,  dove è facilissimo trovarne, perché non tutti gli enunciati possono essere spiegati in maniera diciamo così scientifica e completa, a partire  dal concetto di romanzo sperimentale di Zola. Al quale concetto io non ho mai detto di aderire, ho solo detto che non si può non tenerne conto (se preferisci, ho cercato di far intendere che esso si è evoluto al punto di contenere qualunque lavoro  letterario, in positivo o in negativo. Mi sbaglio? Può darsi). D&#039;altra parte questa divisione tra sperimentalismo per così dire  contenutistico e  sperimentalismo per così dire formale è secondo me manicheo.

Ti lascio con una riflessione non mia, che condivido pienamente (penso l&#039;avrebbe condivisa anche Zola): “ lo specifico della narrazione è l&#039;organizzazione della materia, non la materia stessa. L&#039;errore più comune di chi si mette a raccontare la propria vita con intenti artistici (perché si può anche raccontarla con intenti non artistici: per testimoniare qualcosa, ad esempio, o per vantarsi, o per amore verso i propri nipoti) è proprio questo: cedere alla forza della materia, dimenticano che lo specifico della narrazione è l&#039;organizzazione della materia stessa “. 

Parliamone, di questa organizzazione della materia, davvero; possibilmente  non solo io  e te, che si sembra a una partita di scacchi tra vecchietti al parco (peraltro io sono giovanissimo).

Ps: nel frattempo mi sono accorto di non aver risposto alle severe oservazioni di  Enrico. Me ne scuso, non avevo nessuno intenzione di ignorarlo, né di sottrami al confronto, solo di non prevalere spazialmente nella discussione.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La contraddizione principale è che  vai alla ricerca di contraddizioni in uno spazio di discussione, i commenti di un blog,  dove è facilissimo trovarne, perché non tutti gli enunciati possono essere spiegati in maniera diciamo così scientifica e completa, a partire  dal concetto di romanzo sperimentale di Zola. Al quale concetto io non ho mai detto di aderire, ho solo detto che non si può non tenerne conto (se preferisci, ho cercato di far intendere che esso si è evoluto al punto di contenere qualunque lavoro  letterario, in positivo o in negativo. Mi sbaglio? Può darsi). D&#8217;altra parte questa divisione tra sperimentalismo per così dire  contenutistico e  sperimentalismo per così dire formale è secondo me manicheo.</p>
<p>Ti lascio con una riflessione non mia, che condivido pienamente (penso l&#8217;avrebbe condivisa anche Zola): “ lo specifico della narrazione è l&#8217;organizzazione della materia, non la materia stessa. L&#8217;errore più comune di chi si mette a raccontare la propria vita con intenti artistici (perché si può anche raccontarla con intenti non artistici: per testimoniare qualcosa, ad esempio, o per vantarsi, o per amore verso i propri nipoti) è proprio questo: cedere alla forza della materia, dimenticano che lo specifico della narrazione è l&#8217;organizzazione della materia stessa “. </p>
<p>Parliamone, di questa organizzazione della materia, davvero; possibilmente  non solo io  e te, che si sembra a una partita di scacchi tra vecchietti al parco (peraltro io sono giovanissimo).</p>
<p>Ps: nel frattempo mi sono accorto di non aver risposto alle severe oservazioni di  Enrico. Me ne scuso, non avevo nessuno intenzione di ignorarlo, né di sottrami al confronto, solo di non prevalere spazialmente nella discussione.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
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		<title>Di: Giulio Mozzi</title>
		<link>http://vibrisse.wordpress.com/2012/06/25/pigra-giovinezza-di-valter-binaghi-3/#comment-17083</link>
		<dc:creator><![CDATA[Giulio Mozzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Jul 2012 10:16:37 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://vibrisse.wordpress.com/?p=14932#comment-17083</guid>
		<description><![CDATA[Mi fai vedere le contraddizioni, Larry?]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi fai vedere le contraddizioni, Larry?</p>
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