Le sette ragioni per le quali non si può sostenere che Giulio Mozzi sia uno scrittore

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di giuliomozzi

1. Si dice: “Chi è scrittore se lo sente dentro”. Lui, benché si sia ascoltato attentamente, non se lo sente dentro.

2. Si dice: “La scrittura è una passione divorante”. Lui, tutto sommato, non si sente molto divorato: al massimo, mordicchiato qua e là, e saltuariamente.

3. Si dice: “Per il vero scrittore, scrivere è una necessità”. Lui per i primi trent’anni della vita (vabbè, facciamo ventiquattro: prima dei sei non sapeva proprio scrivere) non ha quasi mai scritto se non per lavoro (lavoro giornalistico). E stava benissimo.

4. Si dice: “Per il vero scrittore, la scrittura è la vita”. Lui pensa che no, che nella sua propria vita ci sono faccende più importanti, e gioie più grandi.

5. Si dice: “Quella dello scrittore è una vocazione”. Lui ha la vocazione del percussionista, ma purtroppo come percussionista è scarso. Non sempre, ahimè, vocazione e talento sono compresenti.

6. Aldo Busi dice (qui): “Prenda me, come parlo, come mi muovo, come gestisco il mio corpo, prenda le mie opere e da lì capirà chi è scrittore e chi non lo è”. Prendete Giulio Mozzi, come parla, come si muove, come gestisce il suo corpo; prendete le sue opere, e da lì capirete che non è uno scrittore.

7. A Giulio Mozzi non interessa essere ciò che non è.

47 Risposte to “Le sette ragioni per le quali non si può sostenere che Giulio Mozzi sia uno scrittore”

  1. Luan Says:

    @Giulio. Ogni tanto sei simpaticissimo.*-°

  2. Barbara Big Says:

    Spassosissimo. E onesto.

  3. Federico Platania Says:

    E quel che è peggio: non essendo uno scrittore ti metti pure a insegnare scrittura.
    Che mondo, signora mia, che mondo.

  4. paola martini Says:

    Io penso che la vera opera d’arte di Giulio Mozzi sia “Vibrisse”. paola

  5. esercizidipensiero Says:

    allora si può dire che giulio mozzi fa lo scrittore, se scrittore non è? ma qui cominciamo a ragionar di filosofia e di identità e poi le cose si complicano.

  6. minimonecessario Says:

    Sì, ma quale Giulio Mozzi? … ce n’è tanti…

  7. Paolo Says:

    nelle domande ci sono molte risposte, le migliori le dai tu con la tua auto-ironia.

  8. anna albano (cose da libri blog) Says:

    giulio, anch’io ho una fortissima vocazione di chitarrista ma sino scarsetta. vuoi far parte della mia band virtuale di scalcagnati? suoniamo e cantiamo un po’ di folk, un po’ di irlanda, un po’ di dylan, con risultati disastrosi.

  9. valerio fiandra (@baotzebao) Says:

    Giulio Mozzi, o del realismo ben temperato: definire è morire, vivere è curare. ( titolo provvisorio per una non biografia irrealizzabile )

  10. Luigi Tuveri Says:

    Sostenere che Giulio Mozzi non è uno scrittore mi pare davvero arduo e io mi rifiuto di accettarlo. Resta il fatto che essendo lui stesso medesimo a dichiararlo in calce, e su vibrisse, diventa inevitabile constatare, con il dovuto rispetto, che la sua ironica e autoironica dichiarazione, fa di lui uno scrittore vero a tutti gli effetti.
    Per me, naturalmente. Mica sono uno scrittore che pretende di dettare il verbo. Mi limito a esprimere opinioni opinabili con cui spesso, a distanza di brevissimo tempo, neppure io mi trovo in accordo (a parte ricordare di averlo detto o scritto).

  11. gian marco griffi Says:

    Io ho la vocazione di fare niente tutto il giorno, tutti i giorni.
    La noia mi affascina, l’ozio mi entusiasma, la pigrizia mi infervora, l’ignavia mi culla.
    Per me auspicherei un eterno purgatorio di cazzèggio ininterrotto, svizzero, neutrale.
    Purtroppo pare che la nostra società punisca severamente, mi verrebbe da dire dantescamente, una simile vocazione, e io non posso far altro che strozzarla, lavorando e talvolta scrivendo; ma lavorare stanca, diceva un mio conterraneo, e scrivere sfinisce.
    L’esilio, questo mi ci vorrebbe, una sant’elena di nullafacenza, dove poter perfino ascoltare Ser Mozzi che fa un assolo alla batteria.

  12. Ivano Porpora Says:

    Io devo quotare minimonecessario.
    E poi lo sanno tutti che il ghost writer di Giulio Mozzi è l’oca Martina.

  13. Giulio Mozzi Says:

    Per l’oca Martina, vedi.

  14. Ivano Porpora Says:

    Ecco. Appunto.
    Quello è lo stato serale dell’oca Martina, dopo che il Mozzi l’ha tenuta per dodici ore nel suo rifugio antiatomico a scrivere libri, correggere bozze e stendere i post del blog.
    Ogni due mesi, si sussurra in certi ambienti, ha bisogno di un trapianto di peluche.

  15. Antonio Says:

    Per quanto riguarda i primi 5 punti, questo Lui chi sarebbe? Si deve ricondurre al Giulio Mozzi del titolo o a chi altri?

    A quando invece un post by Giulio Mozzi dal titolo ‘Le sette (o anche più, oppure anche di meno) ragioni per le quali si può affermare che Giulio Mozzi è uno scrittore”?

  16. GiusCo Says:

    Mozzi ha la suprema decenza di rendere interessante e a tratti godibile un mondo (quello letterario) in mano a perfetti trogloditi morali e, soprattutto, estetici. Standing ovation.

  17. vbinaghi Says:

    Poichè nessuno di noi è posto da sè nell’essere, ognuno di noi ignora ciò che è. Per lo più crede di essere ciò che immagina.
    Ecco che lo scrittore è un creatore d’identità patentato.
    Crea voci narranti che pongono nell’essere personaggi, i quali sono gli unici a credere veramente di essere ciò che sono.

  18. Michele Says:

    A volte anche i personaggi si tradiscono (non sono cioè ciò che credono di essere).

  19. gianlucatrotta Says:

    Mi sembra che ci sia un po’ di corazziniano in tutto ciò (o, a scelta, di palazzeschiano). O anche di nathanzuckermanniano, nel Ghost Writer. Come l’oca Martina.

  20. madameitalienne - ovvero Feliciana Fattori Says:

    Mi riconosco in pieno in ciò che Giulio dice di sé. Quindi sono doppiamente felice di aver riposto la penna (o la tastiera… o tempora o mores….).
    Quanto a Giulio Mozzi… forse non sarà uno scrittore ma è comunque qualcosa (qualcuno) di meraviglioso.
    Forse sono di parte… pazienza.

    Per Luigi Tuveri :Mi limito a esprimere opinioni opinabili con cui spesso, a distanza di brevissimo tempo, neppure io mi trovo in accordo (a parte ricordare di averlo detto o scritto).

    Mi riconosco moltissimo anche in questo… ah che sollievo, pensavo di essere una minus habens :)

  21. katinkawonka Says:

    essere ciò che si è, non proiettandosi addosso etichette, significa: amarsi veramente, saper valorizzare i propri reali talenti. Niente è più emancipativo, fecondo e creativo dell’avventura di essere se stessi, di farsi un’iniezione di consapevolezza e amore (sono due cose diverse?)

  22. stefano re Says:

    Io dico che in Giulio c’è una genialità che vedo in Ennio Flaiano. E non è poco!
    Stefano

  23. Feliciana Fattori Says:

    madameitalienne sono/è Feliciana…. è uscito questo vecchio nicknamen che avevo usato per un blog, non so come cavarmelo di torno, sono un po’ impedita con l’elettronica :(

  24. Roberto Gerace Says:

    Salve.
    Ho una curiosità: se Giulio Mozzi non è uno scrittore, perché Giulio Mozzi scrive libri?

  25. gianni biondillo Says:

    Giulio Mozzi scrive e pubblica i suoi scritti. E riceve pure dei diritti sulla pubblicazione. Indi Giulio Mozzi è uno scrittore.

  26. mimmo Says:

    scrittore: s.m. 1. Chi si dedica all’attività letteraria in quanto mosso da un intendimento d’arte. [.... ] 2. Scrivano, copista. (Devoto-Oli)

    Se è vero che il significato 2 ha interessato un parte della vita di Giulio (addetto stampa se ricordo bene) è da chiedersi se il suo dedicarsi adesso all’attività letteraria sia mosso o meno da ” un intendimento d’arte”.
    Resta da verificare cosa descrivono altri dizionari…….

  27. noubsedizioni Says:

    Grandissimo, Giulio. Anche noi stiamo per fare una sortita del genere. E poi come si fa a essere scrittori se la letteratura è morta (diverso tempo fa, ma hanno dimenticato di seppellirla). E come si fa a essere scrittori con tutti questi libri (ne escono 161 al giorno, pare, in Italia. E il contagio si sta allargando a macchia d’inchiostro). Cari saluti un tuo fan massimo pamio

  28. robertareginato Says:

    spunti per continuare la divertente check-list…
    http://www.letteratura.rai.it/articoli/scrivere/452/default.aspx

  29. Giulio Mozzi Says:

    Roberto, Gianni: se decidiamo che è scrittore chi scrive libri, allora io sono scrittore. Se c’è di mezzo, come fa notare Mimmo, l’intento d’arte, allora non lo sono.

    Noubs: non diciamo cazzate, per piacere. Una frase come: “La letteratura è morta” è semplicemente priva di senso.

    E’ vero che in Italia si pubblicano 161 libri al giorno, ma in questi 161 sono contati anche:
    - i manuali di cucina, di trekking, di sculture con la pasta di sale, di Photoshop, di Pilates, eccetera;
    - le guide alla compilazione alla denuncia dei redditi, le guide turistiche, i dizionari di ogni genere e dimensione, i libri con le frasi fatte per chi va all’estero, eccetera;
    - i libri di scuola: di italiano, matematica, geografia, storia, filosofia, fisica, biologia, pedagogia, eccetera;
    - i testi universitari di ogni genere e specie;
    - i libri di antroposofia, di filosofie orientali, di aromaterapia, di urinoterapia, di rebirthing, i manuali di sha-tzu, eccetera;
    - le biografie e autobiografie di calciatori, giornalisti convertiti a Medjugorie, cantanti, politici, divi televisivi, ciclisti, motociclisti, nuotatrici, eccetera;
    - i libri illustrati prodotti (e prepagati) dalle banche, dalle istituzioni, dai grandi gruppi industriali, dalle amministrazioni locali, eccetera;
    - il catalogo dell’Ikea, la Bibbia, i catechismi, i sussidi didattici religiosi, le biografie dei santi in quattro pagine, le storie del paese vendute solo all’edicola del paese, eccetera.
    - eccetera;
    - e, in un angolo, c’è anche la letteratura. Dove, tra l’altro, in quel fatidico numero di 161 libri pubblicati al giorno, la bizzarra usanza statistica italiana conta non solo le vere e proprie novità, ma anche le nuove edizioni (se Mondadori manda fuori una nuova edizione del “Fu Mattia Pascal” di Pirandello, con una nuova copertina, questo viene contato al pari di un libro nuovo).

  30. mimmo Says:

    “sono l’ultimo a scendere” , per quanto antologia, è stato generato da una raccolta di scritti che aveva e mantiene, un chiaro intento d’arte: l’ironia è un elemento importante, anche se non necessario, del fare arte.
    La saggistica e la manualistica sono anche categorie della scrittura. Un buon scrittore si fa notare anche nelle istruzioni per l’uso di un elettrodomestico. Se tutta la discussione vuole invece rivolgersi allo scrivere “narrativa fantastica” allora si può delimitare il discorso (e le statistiche).
    Giulio di sicuro “è stato” uno scrittore, se sia o no ancora “in attività”, questo deve dircelo lui.

  31. gianlucatrotta Says:

    Niente di più triste di un artista che dice: “Noi pittori”, oppure: “Noi scrittori”; e sente la sua mediocrità protetta e confortata da tutte le altre mediocrità, che fanno numero, società, sindacato.

    Ennio Flaiano, Diario notturno, Adelphi, p. 113

  32. Kobau Pietro Says:

    “se decidiamo che è scrittore chi scrive libri, allora io sono scrittore. Se c’è di mezzo… l’intento d’arte, allora non lo sono”
    dunque, ci è — ‘conforme’;
    in ogni caso, non ci fa (chapeau);
    soprattutto, non è affatto un letterato (chapeau)

  33. Antonio Says:

    spesso quando leggo i libri mi capita di scriverli anche, cependent, moi, je ne suis pas un écrivain

  34. Antonio Says:

    ops cependant

  35. Giulio Mozzi Says:

    No, non sono un “letterato”. Non ho quel tipo di preparazione lì. (Per “letterato” intendo: uno che abbia studiato le Lettere).

  36. Kobau Pietro Says:

    gli è che in Italia (e forse non solo) (da Petrarca in avanti?) poeta, scrittore, letterato tendono a collassare l’uno sull’altro
    http://www.granloggia.it/GLDI/default.aspx/1264-scrittori_poeti_e_letterati.htm
    perciò va apprezzato chi non è soggetto a simili collassi;
    “non sono uno scrittore” lo interpreto come “io non collasso così”

  37. Giulio Mozzi Says:

    Ma: per me una frase come “Giulio Mozzi non è uno scrittore” è una frase come “Il melo è una rosacea”. Non implica giudizi.

  38. librini Says:

    Giulio, tu dici: “se decidiamo che è scrittore chi scrive libri, allora io sono scrittore. Se c’è di mezzo, come fa notare Mimmo, l’intento d’arte, allora non lo sono.”
    Forse possiamo dire che lo scrittore è la categoria e l’artista è la sottocategoria. Ma per me che non sono una letterata (perché non ho studiato lettere…), cosa intendete VOI per arte? Sto cercando di farmene un’idea personale, ma il chiacchiericcio mediatico che circola attorno a certi eventi (letterari, pittorici, ecc…) mi confonde parecchio le idee.

  39. anna maer Says:

    Se Giulio non è uno scrittore è pur sempre un autore. Papiri ovunque.

  40. ramona Says:

    “Tu SEI una scrittrice”. Frase detta da Giulio Mozzi intorno a un tavolo di un mangia-bevi-scrivi indimenticabile.

  41. Marco Coccioli Says:

    Divertente conversazione. Siamo sempre alla ricerca di definizioni, ovvero di ancore che ci salvino dal fluire magmatico della materia, ma la nostra natura è quella dell’azione: pura azione nel momento presente. Ora, per esempio, mentre scrivo, sono uno scrittore ma tra dieci minuti, in cucina, sarò un bevitore di caffè. Anzi, a ben vedere, sarò un apritore del barattolo e poi un mescitore di acqua eccetera all’infinito: in definitiva non sarò, così come non sono.

    Sul piano invece della pur rispettabile realtà convenzionale, quella dei biglietti da visita e delle presentazioni salottiere, non possiamo dire che è scrittore chi vive della propria scrittura perché allora Kafka e Svevo (e molti altri) non lo erano. Forse scrittore è, semplicemente, chi scrive per essere letto, anzitutto da se stesso. E che scriva un manuale di istruzioni o un romanzo è indifferente, quello che conta è l’intenzione e la qualità. Ci sono pessimi romanzi (o inutili, che è lo stesso) e ottimi manuali.
    Allo stesso modo, si è musicisti se si suona per studio e per passione e non perché si guadagna con dei suoni o perché sta scritto sulla carta d’identità.
    Quello che possiamo fare tutti, scrittori e no, è prendere le distanze dalle nostre presunte identità, sia quelle illusorie che quelle convenzionali, e lavorare alla decrescita dei nostri ego.

  42. manu Says:

    7. a Giulio Mozzi non interessa essere ciò che non è.

    è da qui che nasce la ‘pratica’ dello pseudonimo? mi dò un altro nome, indicativo di altra personalità, per non essere giuliomozzi scrittore? o è l’esatto opposto? mi dò un altro nome, indicativo di altra personalità, per essere giuliomozzi scrittore? essere o non essere.. mica ci capisco molto degli aka…e magari non c’entra un’akka

  43. Marco Coccioli Says:

    uno pseudonimo aiuta sempre, come testimonia l’oca martina

  44. rogrigogenna1967 Says:

    oh ma quanto è auto-ironico mozzi
    ma quanto è modesto
    non sono scrittore, ma quanto non lo sono? ma lo penso? e quanto lo penso?
    mi si vede più se mi metto in un angolo o se non vengo? ma vengo?
    oddio oddio ragazzi ci vedo flaiano, e non è poco!

    …maledettamente scrittore, e nella fattispecie, tipico italiano falsomodesto

  45. Giulio Mozzi Says:

    Modesto io? Ma siamo matti?

  46. Franca Mercadante Says:

    modesto lui? Ma siete matti?
    Il miglior modo di farsi notare è quello di cercar di passare inosservati!!
    Così il miglior modo per essere lodati è auto-sminuirsi?
    Ma non è una forma di narcisismo?

  47. Maria Says:

    Per me, da ieri, Giulio Mozzi è un poeta. (Quando qualcuno lo dice a me, io quasi mi offendo)

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