Lavori in corso (Le avventure del giovane Veneranda)

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20 Risposte a “Lavori in corso (Le avventure del giovane Veneranda)”

  1. monica Dice:

    il prologo, o introduzione, o quel che sono le righe iniziali sotto il nome, è fantastico (ora proseguo)

  2. monica Dice:

    in “Saluta uno sconosciuto” c’è una c al posto di una s:
    Poco mancò che ci baciassero

  3. monica Dice:

    qui “Con un gesto invitò l’extraterrestre a entrare; poi si inoltrò nel corridoio,
    raggiunse il mobiletto del telefono, ne aprì il cassetto, estrasse le Pagine
    bianche.
    «Qfwfq», disse l’extraterrestre. Con un lobo a” secondo me c’è una confusione di soggetto. penso che sia il signor Veneranda a inoltrarsi e raggiungere il mobiletto del telefono e aprirne il cassetto e estrarrne le Pagine bianche. Invece poco dopo leggo che lo “afferra con un lobo” e penso che dev’essere l’extraterrestre, invece, perché non so come un essere umano possa afferrare le Pagine bianche con un lobo.

  4. mauro mirci Dice:

    Rtytr!

  5. monica Dice:

    bello. un po’ strano, ma bello (Eccomi tigrotto, gridò Eva dal salotto è voluto?)

  6. Filippo Albertin Dice:

    Veneranda, dici? Non so. Cioè: qualcosa del classico Veneranda aleggia, questo è sicuro. Però Veneranda era molto più insistente, più esasperante verso la società e il suo contestualizzare: il suo prendere ogni espressione alla lettera si traduceva in un feroce e spesso collerico primato sugli altri; primato fatto di stravaganza, per non dire di follia, ma pur sempre primato.

    Questo Veneranda è molto più dolce, remissivo, sia pure involontariamente. Muove a tenerezza. Che siano caratteristiche che lo distinguono dal “vecchio” Veneranda? Che sia, cioè, un Veneranda in potenza? Forse. In ogni caso il suo comportamento non è conseguente al prender fischi per fiaschi. Il nonsense che produce lui in prima persona è lo stesso che producono i personaggi attorno a lui, personaggi che partecipano e reagiscono creando un dialogo molto più articolato, ambiguo, quieto ma carico di sospensione.

    A me sembra che questo Veneranda qui sia un personaggio molto più letterario e surreale, colto in un mondo altrettanto più letterario e surreale rispetto a quanto prendeva forma nell’invenzione manzoniana.

    Una cosa è certa: scorre via che è un piacere.

  7. demetrio Dice:

    hai deciso di scrivere le tue cosmicomiche. (il testo fino a ora ha qualcosa di quel calvino lì)

  8. Filippo Albertin Dice:

    Di striscio. Ma qui c’è qualcosa di più, che non è solo divertente nonsense; anzi, inquieta. Pensa un po’, le ultimissime battute — con queste incursioni improvvise del fantastico nel reale, sia pure a sfondo comico — mi hanno ricordato addirittura un vecchio e mezzo sconosciuto romanzo di Tiziano Sclavi: “Guerre Terrestri”. Cioè, ‘sto Young Veneranda potrebbe essere tranquillamente un micro-supereroe fumettistico-letterario che si muove in uno sfondo surreal-orrorifico-urbano.

  9. manu Dice:

    sono molto combattuta
    in effetti veneranda mi frega
    cosa scegliere tra il camice e il pigiama?

  10. Giulio Mozzi Dice:

    Grazie per le annotazioni, Monica. (La rima in :otto no, non era voluta).

    Ma, Demetrio: io ho in mente piuttosto La vita intensa di Massimo Bontempelli.

    Fisicamente mi immagino il personaggio più o meno come il Monsieur Hulot interpretato da Jacques Tati, vedi.

  11. Filippo Albertin Dice:

    Ho visto il video, e per poco non mi sono rovesciato la cocacola addosso. Il tipo è esattamente come me lo immaginavo!

  12. manu Dice:

    non riesco ad immaginarmi il personaggio fisicamente. ho immaginato solo la voce. una voce flebile, quasi dimessa, non da punti esclamativi, mono-tono, sempre al limite di uno stupore profondo che non sale in superficie, del tutto privato, con cui si sente a suo agio. un pensiero tradotto in parola solo per estrema necessità e all’ultimo momento. più in radio che sullo schermo.

  13. Bruno Clocchiatti Dice:

    Il racconto mi pare notevole, notevolissimo. Eppoi è una cosa bella, circolare, conclusa, finita e bastante a se stessa. Al di là degli evidenti riferimenti letterari, sembra che Buzzati si imbatta in Ionesco e decida di offrirgli un tè col latte (no caffè, no chinotto, no soda).
    E per fortuna che il protagonista, non descritto ma tratteggiato, si connota e si delinea tramite fatti ed azioni. Anche questo mi pare oltremodo giusto.
    Laconico e dritto al punto, o al non-punto, e va bene lo stesso.

  14. Giovanni Accardo Dice:

    A me ricorda anche Le galline pensierose o le Storiette di Malerba. Si legge molto volentieri. Giulio, vai avanti!

  15. Filippo Albertin Dice:

    A me invece il personaggio è apparso all’istante, marcatissimo, e aveva esattamente la faccia di Tati. Quella di Macario è simile, ma Tati è lui. Non solo. Me lo vedo pure francese, piuttosto che italiano in un’Italia francesizzata, un po’ alla “Il Favoloso Mondo di Amélie”.

    Domanda: L’allusione al work-in-progress (perdonate l’inglese, deformazione accademica) indica che c’è un romanzo/raccolta in arrivo?

  16. Stefano Dice:

    L’unica cosa certa è che questo NON è il signor Veneranda di esecranda memoria. Quel Veneranda approfittava del diritto concesso ai personaggi comici minori di irritare e insultare il prossimo senza riceverne un ben meritato pugno in faccia.
    Questo Veneranda è il protagonista di un esemplare bildungroman concentrato in una singola giornata decisiva. Uno potrebbe pensare che l’esperienza con Eva e lo sconosciuto lo possa trasformare nell’odioso Veneranda che tutti abbiamo imparato a conoscere e disprezzare. Ma in realtà l’esperienza vissuta, per quanto traumatica, sempre indicare una possibile crescita e maturazione.
    Però a me non veniva in mente né Macario né Tati: piuttosto il giovane Bramieri o al limite Renato Pozzetto.

  17. Giovanni Accardo Dice:

    Beh, Bramieri e Pozzetto no. Qui parliamo di letteratura, mica di varietà o di barzellette. Stefano, per favore!

  18. Filippo Albertin Dice:

    A me il signor Veneranda piaceva molto.

    Il giovane Bramieri? Non saprei. Forse potrebbe essere adatto, ma questo giovane Veneranda mi pare più tenero, più puro, con un candore di fondo abbastanza lontano dal noto showman barzellettiere. Il giovane Pozzetto lo trovo additabile per la carica surreale alla “Cochi & Renato & Jannacci & Ciurma” (che fu del resto emanazione di Gaber), ma ancora una volta non vedo la tenerezza che — almeno a me — ispira questo tizio e il mondo in cui si muove.

  19. demetrio Dice:

    giulio: sì. però rimane il fatto che il calvino di palomar e di cosmicomiche e di marcovaldo (che forse è una delle possibili incarnazioni letterarie dell’innocenza) deve qualcosa al Bontempelli della vita intensa, ricopio dalla stessa recensione che tu hai linkato: “la rappresentazione ironica della società borghese del primo dopoguerra, dipinta nella sua quotidianità, con la sua logica, i suoi ritmi, i nuovi idoli della modernità”. Parole che potrebbero essere messe in correlazione anche a Calvino. C’è forse una linea della “leggerezza” della letteratura novencentesca nostrana – Palazzeschi/Bontempelli/Calvino – che forse è rimasta un po’ in ombra.

  20. enrico Dice:

    A me sembra invece questo Veneranda il fratello di “Giulio Mozzi scrittore” di “Sono l’ultimo a scendere”… un lavoro sull’alter ego, di nuovo, sul comico, di nuovo, sulla comunicazione, straziantemente malinconicamente “difficile”… si intravede ancora quel “cul-de-sac” a mio avviso, di cui si ride, quella gabbia di incomprensioni, di cui si ride, in modo dolce, in modo amaro…

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