di Antonio Carnevale
[Questo articolo è apparso nel settimanale Panorama datato al 30 settembre 2010].
L’amore di una ragazza per un uomo: ecco tutto. Questo dovrebbe essere Sangue di cane. Solo che le cose si complicano parecchio. Perché lei, italiana, di Siracusa, ex segretaria, abita quel mondo emerso che non tocca nemmeno di sfuggita quell’altro: sotterraneo, fatto di pidocchi e vodka e “pochi spicci”. La distanza sociale si misura nel tempo di un semaforo rosso. “Non dovevo provarci, convengo. E’ andata”. E’ andata che l’ex segretaria s’innamora di Slawek, polacco, ex barbone di Radom, “professione semaforista”, fino a diventare pure lei “polacca”, a condividere la rogna, la miseria, le minestre della Caritas, i morti, e il piccolo Grzegorz, che fu concepito in spiaggia e che ora non ricorda più il padre, “e forse è meglio così”.
Nessun affresco pietistico in questo potente romanzo, solo i pezzi di un amore senza lieto fine, ma infilato, come ogni amore,nel mistero della carne e del sangue. “La vicina del primo piano è di nuovo incinta. Non è pazzesco? Il mondo muore e lei è incinta. Ho bussato alla porta (…) piangendo le ho fatto gli auguri”.
Tutto su Veronica Tomassini. Un articolo de La Stampa su Laurana Editore.
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27 settembre 2010 alle 21:05
Radio 3 Fahrenheit oggi ha proposto la voce di Veronica Tomassini: che vitalità!
http://www.radio.rai.it/radio3/fahrenheit/mostra_libro.cfm?Q_EV_ID=319656