di giuliomozzi
Ricevo un’email con questa intestazione:
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Apro e leggo. E’ una newsletter della Camera dei deputati integrata con un banner della Lega Nord (all’inizio) e un breve testo (alla fine) con i dati del deputato che me la spedisce. Il quale è, oltre che deputato dela Lega Nord, sindaco di una cittadina della mia provincia. Il tutto termina con queste righe:

Allora:
1. Questo signore mi spedisce una newsletter della Camera (cioè una cosa istituzionale) mettendoci sopra la pubblicità del suo partito.
2. Questo signore, evidentemente, ha spedita questa newsletter modificata a una grande quantità di indirizzi, tra i quali casualmente il mio.
3. Questo signore mi fa sapere che, se non voglio ricevere la newsletter modificata (che lui chiama “servizio”, ma che a me pare modificata per farne uno strumento di promozione), devo scrivere il mio indirizzo elettronico nel suo sito.
E mi domando:
- mettiamo che un certo numero di persone, pur di non ricevere la newsletter modificata da questo signore, seguano le istruzioni sopra riportate;
- in questo modo questo signore si ritrova in possesso di un elenco di indirizzi elettronici di persone che, presumibilmente, non gradiscono ricevere comunicazioni da lui;
- e quindi, che cosa se ne fa?
A parte che:
- troverei più educato un messaggio del tipo: Se vuoi continuare a ricevere questa newsletter, iscriviti qui.
Mah. Io non mi disiscrivo. Indico la newsletter modificata come spam, e morta là.
22 febbraio 2010 alle 17:41
Brava.
Hai un po’ scoperto l’acqua calda.
Ma brava!
Comunque quel signore (Massimo Bitonci) ha commesso un illecito prelevando il tuo indirizzo di email da un posto pubblico e utilizzandolo senza il tuo assenso.
Comunque anche io sempre non mi disiscrivo mai da newsletter in cui mi trovo iscritto senza la mia volontà.
22 febbraio 2010 alle 17:45
“Brava”?
Sono un maschietto (come credo si possa inferire anche dal mio nome).
Il mio indirizzo è pubblicato in molti luoghi, dalla mia pagina FaceBook a questo stesso sito vibrisse (qui). Ed è pubblicato perché chi vuole possa usarlo.
Trovo discutibile, invece, che una pubblicazione istituzionale sia trasformata in strumento promozionale. E mi faccio poi la domanda che c’è nell’articolo.
giulio mozzi
22 febbraio 2010 alle 18:29
Curiosità.
Ti è arrivata quella rivista di agricoltura – per dire – che non è mai arrivata in tutti i mesi in cui Zaia è stato ministro, e ora approda alla cassetta della posta come numero ics, in casuale concomitanza con le elezioni regionali nelle quali Zaia è il candidato della destra?
Hai visto che in ciascuna delle pagine c’è almeno una foto di Zaia?
Un incubo.
22 febbraio 2010 alle 18:54
No, Federica, finora non mi è capitata. g.
22 febbraio 2010 alle 20:43
io ho tentato di disiscrivermi da alcune newsletter (cui non ho mai aderito volontariamente, peraltro, nè mi è stato mai chiesto di aderire). In un paio l’indirizzo segnalato per disiscriversi non esiste, e così non so come cancellarmi… Niente di politico, comunque, ma notizie di cui non so che fare, che non m’interessano e insomma, alla lunga fastidiose. Come quelle telefonate in cui vogliono a tutti i costi venderti qualcosa. Un’invasione che non si sopporta più.