Si facciano avanti i delatori

By vibrisse

di giuliomozzi

Leggo qua e là che le persone immigrate clandestinamente in Italia sarebbero, secondo le diverse stime, da 600 a 700 mila. La nuova legge stabilisce che esiste un reato di clandestinità, e che esso è punito con una pena pecuniaria: che sarà stabilita da un magistrato tra i 5.000 e i 10.000 euro. Quindi, se tutti i cittadini facessero il loro dovere di delatori, lo Stato potrebbe incassare tra i 3 e i 7 miliardi di euro. Ce n’è di che dare una bella botta al Pil.

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4 Risposte a “Si facciano avanti i delatori”

  1. Giovanni Cocco Dice:

    3 luglio ‘09

    Faccio fatica, da alcuni giorni, ad ascoltare l’espressione “reato di immigrazione clandestina”.
    Non esprimo un giudizio politico, non mi avventuro in un’analisi sociologica, non ho la competenza per inoltrarmi in una disquisizione giuridica.
    Mi limito ad osservare che nel linguaggio giornalistico e divulgativo le parole e le espressioni hanno perso di significato. Di pregnanza.
    Anni fa lessi un bell’articolo (credo di Raul Montanari) sulla perdita di significato delle parole: la mia riflessione prende le mosse da quell’intervento (chiunque riuscisse a rintracciarlo me lo segnali!).
    La parola “clandestino/a”, declinata in forma di aggettivo o sostantivo, oggi è sinonimo di “delinquente”.
    Ha perso il proprio significato neutro di “segreto, illegale, fatto di nascosto contravvenendo alle leggi” se usato come aggettivo e di “senza permesso di soggiorno in un paese straniero” se usato come sostantivo.
    Idem per mille altre parole o espressioni: Rom, zingaro, transessuale, nordafricano ecc.
    L’espressione “reato di immigrazione clandestina” è una cosa mostruosa: cosa ci aspetta dopodomani?
    Il reato di omosessualità?
    Il reato di disoccupazione?

    Il Signor A. Rifat è un mio vecchio cliente. Ha comprato casa con me alcuni anni addietro. Il Signor A. Rifat, di nazionalità turca, fa la migliore pizza della Provincia di Como. La sua pizza ha un impasto straordinario. Ovunque egli lavori il Signor Aytac ha sempre una coda di clienti che lo rincorre alla ricerca dela sua pizza.
    Suo figlio “Arturo” (Ertunc) è un mio caro amico. E’ nato in Italia 19 anni fa, quando suo padre e sua madre si erano da poco stabiliti in Italia. Vive con i genitori nella casa che io gli ho venduto. Da alcuni mesi Arturo, come migliaia di altri comaschi, ha perso il lavoro e non riesce a trovarne un altro.
    Se entro 45 giorni Arturo non avrà trovato una persona disposta ad assumerlo dovrà essere espulso dall’Italia. Diventerà un immigrato clandestino. Se deciderà di tornare in Italia senza avere trovato un posto di lavoro diventerà un essere umano di nazionalità turca che commette il reato penale di immigrazione clandestina in Italia.

  2. francesco sasso Dice:

    Quindi, dovremmo rivedere gli accordi con la Libia, giacché il respingimento è operazione palesemente antieconomica per il contribuente.

    [Potersi vendicare come Dante!]

    Francesco

  3. catalin Dice:

    in ogni caso il costo del permesso di soggiorno è stato spostato da 80 a 200 euro. Non basta?!

    http://www.letteredallaromania.splinder.com

  4. Ivano Porpora Dice:

    La mia domanda è questa.
    Se lo stato prende tutti quei soldi io che ci guadagno?
    Intendo. Il signor Cocco potrebbe denunciare Ertunc. La multa di questo clandestino potrebbe così essere divisa: cinquecento euro al signor Cocco, per il disturbo, e i restanti quattromila e cinquecento potrebbero andare per un asilo. Per i bambini de L’Aquila. Per migliorare le attrezzature sportive. Per le biblioteche. Per rilanciare l’Italia!
    Non è, in fin dei conti, una manovra di civiltà?

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