<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/"
		>
<channel>
	<title>Commenti a: &#8220;Italia de profundis&#8221;, di Giuseppe Genna</title>
	<atom:link href="http://vibrisse.wordpress.com/2008/12/16/italia-de-profundis-di-giuseppe-genna/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://vibrisse.wordpress.com/2008/12/16/italia-de-profundis-di-giuseppe-genna/</link>
	<description>di letture e scritture a cura di giulio mozzi</description>
	<lastBuildDate>Thu, 12 Nov 2009 11:39:30 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.com/</generator>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
		<item>
		<title>Di: demetrio</title>
		<link>http://vibrisse.wordpress.com/2008/12/16/italia-de-profundis-di-giuseppe-genna/#comment-72</link>
		<dc:creator>demetrio</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Dec 2008 07:44:34 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://vibrisse.wordpress.com/?p=63#comment-72</guid>
		<description>Macondo, la mia mail.

demetriopaolin@hotmail.com

e grazie fin da subito.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Macondo, la mia mail.</p>
<p><a href="mailto:demetriopaolin@hotmail.com">demetriopaolin@hotmail.com</a></p>
<p>e grazie fin da subito.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: macondo</title>
		<link>http://vibrisse.wordpress.com/2008/12/16/italia-de-profundis-di-giuseppe-genna/#comment-71</link>
		<dc:creator>macondo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Dec 2008 00:31:49 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://vibrisse.wordpress.com/?p=63#comment-71</guid>
		<description>Concordo. Con un&#039;unica avvertenza, che mi sento di rivolgere per aver vissuto una certa atmosfera (e stagione) di esaltazione per i &quot;pregi&quot; dell&#039;allegoria &quot;rivoluzionaria&quot;, cui accreditavamo la capacità innovativa, di rottura, del fare letterario moderno (fine-novecentesco): non carichiamo l&#039;allegoria di capacità liberatorie e innovative a tutto tondo che non può avere. Resta comunque il fatto che la supremazia allegorica è attestata, a mio avviso, dal fatto che il simbolo può essere contenuto (e anche un contenuto) nell&#039;allegoria costituendone una fase specifica di articolazione (e di senso), ma non viceversa.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Concordo. Con un&#8217;unica avvertenza, che mi sento di rivolgere per aver vissuto una certa atmosfera (e stagione) di esaltazione per i &#8220;pregi&#8221; dell&#8217;allegoria &#8220;rivoluzionaria&#8221;, cui accreditavamo la capacità innovativa, di rottura, del fare letterario moderno (fine-novecentesco): non carichiamo l&#8217;allegoria di capacità liberatorie e innovative a tutto tondo che non può avere. Resta comunque il fatto che la supremazia allegorica è attestata, a mio avviso, dal fatto che il simbolo può essere contenuto (e anche un contenuto) nell&#8217;allegoria costituendone una fase specifica di articolazione (e di senso), ma non viceversa.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: wuming1</title>
		<link>http://vibrisse.wordpress.com/2008/12/16/italia-de-profundis-di-giuseppe-genna/#comment-70</link>
		<dc:creator>wuming1</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Dec 2008 22:28:33 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://vibrisse.wordpress.com/?p=63#comment-70</guid>
		<description>Ma infatti secondo me il simbolo è perfetto per l&#039;autorità, è la figura retorica a cui ricorrono più spesso i poteri costituiti, poteri che tramite la condensazione simbolica si affermano e perpetuano. Fissando/congelando quella che vuole presentare come la propria &quot;anima&quot;, il potere sacrifica - come giustamente dici - tutti i dettagli, gli aspetti &quot;secondari&quot;. Cioè le eccedenze, di cui invece si pasce la dimensione allegorica. 
Per i poteri costituiti l&#039;allegoria - più complessa, composita, aperta e dagli esiti imprevedibili - è più rischiosa da maneggiare, in qualunque momento può sfuggire di mano e diventare strumento del nemico. Penso, ad esempio, a come l&#039;intera narrazione del cristianesimo, da secoli piegata a giustificare il dominio, all&#039;improvviso viene &quot;rivoltata&quot; e trasmutata in grande allegoria rivoluzionaria, durante la Guerra dei Contadini del 1524-25. Non semplicemente &quot;scoppio&quot; di malcontento o tumulto eretico locale, come accaduto sin lì in giro per l&#039;Europa, ma proprio una grande narrazione di rivoluzione sociale, estesa all&#039;intero scenario tedesco e dotata di abbozzi programmatici sul da farsi una volta preso il potere!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ma infatti secondo me il simbolo è perfetto per l&#8217;autorità, è la figura retorica a cui ricorrono più spesso i poteri costituiti, poteri che tramite la condensazione simbolica si affermano e perpetuano. Fissando/congelando quella che vuole presentare come la propria &#8220;anima&#8221;, il potere sacrifica &#8211; come giustamente dici &#8211; tutti i dettagli, gli aspetti &#8220;secondari&#8221;. Cioè le eccedenze, di cui invece si pasce la dimensione allegorica.<br />
Per i poteri costituiti l&#8217;allegoria &#8211; più complessa, composita, aperta e dagli esiti imprevedibili &#8211; è più rischiosa da maneggiare, in qualunque momento può sfuggire di mano e diventare strumento del nemico. Penso, ad esempio, a come l&#8217;intera narrazione del cristianesimo, da secoli piegata a giustificare il dominio, all&#8217;improvviso viene &#8220;rivoltata&#8221; e trasmutata in grande allegoria rivoluzionaria, durante la Guerra dei Contadini del 1524-25. Non semplicemente &#8220;scoppio&#8221; di malcontento o tumulto eretico locale, come accaduto sin lì in giro per l&#8217;Europa, ma proprio una grande narrazione di rivoluzione sociale, estesa all&#8217;intero scenario tedesco e dotata di abbozzi programmatici sul da farsi una volta preso il potere!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: macondo</title>
		<link>http://vibrisse.wordpress.com/2008/12/16/italia-de-profundis-di-giuseppe-genna/#comment-69</link>
		<dc:creator>macondo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Dec 2008 21:31:30 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://vibrisse.wordpress.com/?p=63#comment-69</guid>
		<description>@ Wu Ming 1
parlando di anima quale caratteristica principale o più evidente di una &quot;cosa&quot; (oggetto, ente, virtù ecc.) da fissare nel simbolo, il discorso mi pare complicarsi. Ciò mette in gioco non poche questioni, che vanno dal riconoscimento sociale del simbolo fatto dal pensiero dominante e conseguente ipostatizzazione nell&#039;ufficialità (la Marianna come simbolo ufficiale, oggi, di ciò che prima era rivoluzionario) alla psicoanalisi che ci ha insegnato che l&#039;unicità dell&#039;anima (qui anima=psiche) è la finzione che serve all&#039;io per volersi o immaginarsi unico, alla funzione demistificatrice dell&#039;arte rispetto ai simboli costituiti (ufficializzati). L&#039;ipostatizzazione della carattersitica principale o più evidente di una &quot;cosa&quot; (anima) nel simbolo avviene a prezzo di una perdita (i dettagli, gli aspetti &quot;secondari&quot;) che sono proprio ciò che sfugge, che non si consegna al discorso del potere. Certo, dico questo sapendo che l&#039;operazione o condensazione simbolica avviene proprio fissando, o congelando, l&#039;aspetto principale della cosa. Ma chi ne stabilisce l&#039;aspetto principale? L&#039;artista? E allora il discorso verte sulla particolare poetica dell&#039;artista. Però quando il simbolo è istituito e riconosciuto socialmente, tale aspetto lo stabilisce il potere. Insomma, anche l&#039;anima fa parte della &quot;chose&quot; freudiana.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Wu Ming 1<br />
parlando di anima quale caratteristica principale o più evidente di una &#8220;cosa&#8221; (oggetto, ente, virtù ecc.) da fissare nel simbolo, il discorso mi pare complicarsi. Ciò mette in gioco non poche questioni, che vanno dal riconoscimento sociale del simbolo fatto dal pensiero dominante e conseguente ipostatizzazione nell&#8217;ufficialità (la Marianna come simbolo ufficiale, oggi, di ciò che prima era rivoluzionario) alla psicoanalisi che ci ha insegnato che l&#8217;unicità dell&#8217;anima (qui anima=psiche) è la finzione che serve all&#8217;io per volersi o immaginarsi unico, alla funzione demistificatrice dell&#8217;arte rispetto ai simboli costituiti (ufficializzati). L&#8217;ipostatizzazione della carattersitica principale o più evidente di una &#8220;cosa&#8221; (anima) nel simbolo avviene a prezzo di una perdita (i dettagli, gli aspetti &#8220;secondari&#8221;) che sono proprio ciò che sfugge, che non si consegna al discorso del potere. Certo, dico questo sapendo che l&#8217;operazione o condensazione simbolica avviene proprio fissando, o congelando, l&#8217;aspetto principale della cosa. Ma chi ne stabilisce l&#8217;aspetto principale? L&#8217;artista? E allora il discorso verte sulla particolare poetica dell&#8217;artista. Però quando il simbolo è istituito e riconosciuto socialmente, tale aspetto lo stabilisce il potere. Insomma, anche l&#8217;anima fa parte della &#8220;chose&#8221; freudiana.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: wuming1</title>
		<link>http://vibrisse.wordpress.com/2008/12/16/italia-de-profundis-di-giuseppe-genna/#comment-68</link>
		<dc:creator>wuming1</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Dec 2008 21:20:01 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://vibrisse.wordpress.com/?p=63#comment-68</guid>
		<description>Macondo, se ti va, mandali anche a me. 
roberto.bui@wumingfoundation.com</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Macondo, se ti va, mandali anche a me.<br />
<a href="mailto:roberto.bui@wumingfoundation.com">roberto.bui@wumingfoundation.com</a></p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: macondo</title>
		<link>http://vibrisse.wordpress.com/2008/12/16/italia-de-profundis-di-giuseppe-genna/#comment-67</link>
		<dc:creator>macondo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Dec 2008 20:58:49 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://vibrisse.wordpress.com/?p=63#comment-67</guid>
		<description>Sì, attendiamo.
@ demetrio
se mi fai avere la tua mail ti posso inviare qualche riflessione sull&#039;allegoria (magari un résumé di miei articoli usciti su rivista qualche annetto fa)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sì, attendiamo.<br />
@ demetrio<br />
se mi fai avere la tua mail ti posso inviare qualche riflessione sull&#8217;allegoria (magari un résumé di miei articoli usciti su rivista qualche annetto fa)</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: wuming1</title>
		<link>http://vibrisse.wordpress.com/2008/12/16/italia-de-profundis-di-giuseppe-genna/#comment-63</link>
		<dc:creator>wuming1</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Dec 2008 15:42:11 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://vibrisse.wordpress.com/?p=63#comment-63</guid>
		<description>Ah, una cosa: è &quot;Wu Ming 1&quot;, tutto staccato :-)
Qui sopra c&#039;è &quot;wuming1&quot; perché wordpress costringe a username tuttiattaccati.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ah, una cosa: è &#8220;Wu Ming 1&#8243;, tutto staccato :-)<br />
Qui sopra c&#8217;è &#8220;wuming1&#8243; perché wordpress costringe a username tuttiattaccati.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: wuming1</title>
		<link>http://vibrisse.wordpress.com/2008/12/16/italia-de-profundis-di-giuseppe-genna/#comment-62</link>
		<dc:creator>wuming1</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Dec 2008 15:38:05 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://vibrisse.wordpress.com/?p=63#comment-62</guid>
		<description>Io so che Girolamo De Michele sta lavorando a un testo per Carmilla proprio sull&#039;allegoria nella letteratura italiana recente, a partire da Benjamin (sul quale ha scritto due libri) e dalla vasta discussione degli ultimi mesi. Credo che lo metterà on-line a gennaio. Di solito i pezzi di Girolamo sono molto utili a sf(i)a tare equivoci e re-settare i termini di un dibattito (penso al suo testo sul neorealismo di qualche mese fa). Attendiamo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io so che Girolamo De Michele sta lavorando a un testo per Carmilla proprio sull&#8217;allegoria nella letteratura italiana recente, a partire da Benjamin (sul quale ha scritto due libri) e dalla vasta discussione degli ultimi mesi. Credo che lo metterà on-line a gennaio. Di solito i pezzi di Girolamo sono molto utili a sf(i)a tare equivoci e re-settare i termini di un dibattito (penso al suo testo sul neorealismo di qualche mese fa). Attendiamo.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: demetrio</title>
		<link>http://vibrisse.wordpress.com/2008/12/16/italia-de-profundis-di-giuseppe-genna/#comment-59</link>
		<dc:creator>demetrio</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Dec 2008 14:49:10 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://vibrisse.wordpress.com/?p=63#comment-59</guid>
		<description>faccio una proposta a Wu Ming e Macondo. Io sto provando a scrivere proprio partendo da questo scambio vostro, che io leggo con attenzione, di cui condivido cose e altre no, un &quot;qualcosa&quot; sull&#039;allegoria, potrebbe essere interessante - sempre che vi vada - provare anche voi a fare una riflessione e pubblicarla. che ne dite, pensiamoci, pensateci... etc etc. Mi pare che questo discorso sull&#039;allegoria, se sbaglio Wu Ming1 mi &#039;corrigerà&#039;, sia stato il meno toccato nel dibattito sulla NIE... 

ciao e grazie ancora

d.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>faccio una proposta a Wu Ming e Macondo. Io sto provando a scrivere proprio partendo da questo scambio vostro, che io leggo con attenzione, di cui condivido cose e altre no, un &#8220;qualcosa&#8221; sull&#8217;allegoria, potrebbe essere interessante &#8211; sempre che vi vada &#8211; provare anche voi a fare una riflessione e pubblicarla. che ne dite, pensiamoci, pensateci&#8230; etc etc. Mi pare che questo discorso sull&#8217;allegoria, se sbaglio Wu Ming1 mi &#8216;corrigerà&#8217;, sia stato il meno toccato nel dibattito sulla NIE&#8230; </p>
<p>ciao e grazie ancora</p>
<p>d.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: wuming1</title>
		<link>http://vibrisse.wordpress.com/2008/12/16/italia-de-profundis-di-giuseppe-genna/#comment-58</link>
		<dc:creator>wuming1</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Dec 2008 14:38:27 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://vibrisse.wordpress.com/?p=63#comment-58</guid>
		<description>Uhm, non ci siamo capiti. Non sto parlando del mezzo fotografico, di tecnologia. Quella dello &quot;scatto&quot; era una metafora, avrei potuto usarne altre. Sto parlando di come l&#039;anima (ossia quella che viene percepita come caratteristica principale o comunque più evidente) di un oggetto, di un concetto, di un ente o una virtù viene &quot;fissata&quot; per essere contemplata in un&#039;immagine (verbale, scultorea, pittorica, fotografica, digitale, tessile, poco importa). Non dunque l&#039;anima o l&#039;animo &lt;i&gt;della Marianna&lt;/i&gt; è in questione, bensì l&#039;anima del concetto che la Marianna rappresenta, ipostatizzandolo, cioè la Francia - o meglio ancora, la République Française. La Marianna, presa da sola, è il simbolo della Francia repubblicana, con tutte le connotazioni che ciò comporta. E&#039; ipostatizzazione dell&#039;anima di quella Francia. Chiaro che, come dici tu, se la Marianna non viene presa da sola ma come parte di una narrazione o comunque di un insieme composito e &lt;i&gt;mosso&lt;/i&gt; (e anche qui, il mezzo espressivo è secondario), dal simbolo si passa all&#039;allegoria - o almeno al &quot;campo di metafore&quot; di cui sopra, che in presenza di un sovrappiù di senso, di uno &quot;sperpero&quot; espressivo, può diventare allegoria.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Uhm, non ci siamo capiti. Non sto parlando del mezzo fotografico, di tecnologia. Quella dello &#8220;scatto&#8221; era una metafora, avrei potuto usarne altre. Sto parlando di come l&#8217;anima (ossia quella che viene percepita come caratteristica principale o comunque più evidente) di un oggetto, di un concetto, di un ente o una virtù viene &#8220;fissata&#8221; per essere contemplata in un&#8217;immagine (verbale, scultorea, pittorica, fotografica, digitale, tessile, poco importa). Non dunque l&#8217;anima o l&#8217;animo <i>della Marianna</i> è in questione, bensì l&#8217;anima del concetto che la Marianna rappresenta, ipostatizzandolo, cioè la Francia &#8211; o meglio ancora, la République Française. La Marianna, presa da sola, è il simbolo della Francia repubblicana, con tutte le connotazioni che ciò comporta. E&#8217; ipostatizzazione dell&#8217;anima di quella Francia. Chiaro che, come dici tu, se la Marianna non viene presa da sola ma come parte di una narrazione o comunque di un insieme composito e <i>mosso</i> (e anche qui, il mezzo espressivo è secondario), dal simbolo si passa all&#8217;allegoria &#8211; o almeno al &#8220;campo di metafore&#8221; di cui sopra, che in presenza di un sovrappiù di senso, di uno &#8220;sperpero&#8221; espressivo, può diventare allegoria.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
</rss>
