Estremi confini. Manovre di potere nei territori del Limbo

10 Novembre 2009 di vibrisse

[---] Sarà banale ma essenziale ricordare che da sempre il potere necessita anzitutto di una cosa, ovvero di persone e corpi su cui esercitarsi. Sottrarci fisicamente alla sua stretta è il peggiore affronto che possiamo infliggergli. Per la prima volta siamo al punto in cui il potere ha i mezzi tecnici per impedirci di sottrarci a esso persino nell’ora estrema, costringendoci a rimanere a suo piacimento nel mondo, ovvero in quella sfera del reale in cui il potere può essere esercitato. L’intreccio di integralismo religioso, spregiudicato nichilismo politico e mezzi tecnici rischia di trasformare il mondo da luogo di passaggio, di esperienza a termine e per questo infinitamente preziosa, in una sorta di gigantesca prigione metafisica dove la porta d’uscita, ovvero la naturale possibilità di morire, si rivela sempre più sbarrata. [...]

Così scrive Marco Mancassola in un articolo apparso oggi nel quotidiano il manifesto, prendendo spunto da La vita senza limiti di Beppino Englaro (Rizzoli) e da Corpo morto e corpo vivo: Eluana Englaro e Silvio Berlusconi di Giulio Mozzi (Transeuropa). L’articolo è disponibile nel sito di Marco Mancassola.

Leggi tutto l’articolo.

Fisiologia

10 Novembre 2009 di vibrisse

Nicola Cosentino ha sempre svolto con passione ed onestà l’attività politica e le accuse mosse appaiono tanto piu’ incredibili ed inconsistenti solo ad osservare che da moltissimo tempo sono annunciati, a mezzo stampa, indagini e provvedimenti nei suoi confronti, al solo evidente fine di screditarlo ed impedire una fisiologica ed ottima candidatura alla guida della regione Campania.

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La donna ideale: rimodellata

10 Novembre 2009 di vibrisse

Immagine scovata da Ivano Porpora

L’attenzione

9 Novembre 2009 di vibrisse

“Un libro che induce all’introspezione. Quella che oggi manca”

9 Novembre 2009 di vibrisse

di Vincenzo Pardini

[Questo articolo di Vincenzo Pardini è apparso ieri, 8 novembre 2009, in Quotidiano nazionale, sezione nazionale dei quotidiani La Nazione, Il Resto del Carlino e Il Giorno].

La vicenda di Eluana Englaro e la sua morte hanno scosso l’opinione pubblica sollecitando, intellettuali e scrittori, a cimentarsi sull’argomento nel tentativo di trarne una risposta. Una risposta alla morte e al dolore, la più difficile, se non la più impossibile. E’ quanto cerca di fare, per i tipi di Transeuropa lo scrittore Giulio Mozzi, con il libro Corpo morto e corpo vivo. Eluana Englaro e Silvio Berlusconi con postfazione di Demetrio Paolin, Euro 10. Giulio Mozzi, tra ironia e disperazione (la stessa che ha trasmesso a tutti la storia di Eluana) propone alla Chiesa cattolica, lui, tentato dal protestantesimo, di fare santa la Englaro, rimasta per diciassette anni in coma e morta a seguito di una lunga battaglia legale, condotta dal padre Beppino, deciso a porre fine alla vita della figlia come lei aveva detto prima dell’incidente che l’avrebbe calata nel buio della perdita di coscienza vedendo un suo amico ridotto nella maniera in cui sarebbe finita lei. Quasi un segno, una premonizione, sottolinea Mozzi, che poi si chiede se, davvero, sia stata questa la vera volontà di Eluana che, alla vista dell’ amico, avrebbe potuto parlare per ragioni emotive. Diciassette anni di coma sono molti quanto lunghi. E Mozzi si chiede quali siano stati, sempre che ne abbia avuti, i suoi segreti pensieri, mentre il corpo le si disfaceva, si trasformava, mettendo in ombra la sua antica bellezza.

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Corpo morto e corpo vivo

6 Novembre 2009 di vibrisse

Di questo si sarebbe potuto e dovuto dibattere

6 Novembre 2009 di vibrisse

di Gilda Policastro

[Qualche giorno fa riprodussi in vibrisse, traendolo dal quotidiano il manifesto, un articolo di Gilda Policastro: Viaggio tra le gazzette dell'era di internet. In calce all'articolo si è sviluppata un'ampia discussione. Carla Benedetti ha criticato l'articolo di Gilda Policastro in Il primo amore, con l'articolo Il blog e i suoi maldestri "storiografi", linkato in vibrisse qui. Ricevo da Gilda Policastro una replica a Carla Benedetti. gm].

Gilda PolicastroCarla Benedetti legge con un’attenzione distratta, se mi si passa l’ossimoro, come tutti i lettori del web.

Rewind: il 25 ottobre scorso “il manifesto” pubblica, a mia firma, un articolo sui lit-blog, riedito poi on line in diversi siti. L’intento del pezzo, come si chiarisce sin dalle righe iniziali, è quello di indagare le possibilità di articolazione di un autentico discorso critico all’interno della rete, e, primariamente, di valutare se una critica svolta con gli strumenti tradizionali (il dialogo, anzitutto) possa svolgersi anche in un contesto non sottoposto a regole rigide come il blog. Contesto che, tanto per cominciare, richiede, per la libertà pressoché assoluta e incondizionata di chi lo gestisce e ne fruisce, un’assunzione di responsabilità iniziale nemmeno lontanamente paragonabile agli ambiti in cui solitamente si svolge la critica, dalle riviste cartacee alle pagine dei quotidiani.

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Gli ultimi occhi di mia madre

5 Novembre 2009 di vibrisse

ultimi-occhi-di-mia-madre

Patrizia Patelli, autrice di Con gli ultimi occhi di mia madre, intervistata nel programma Fahrenheit (Radio 3). Qui.

Attorno al corpo di Eluana Englaro / 3

5 Novembre 2009 di vibrisse
Un progetto (che non si avvale di immagini) di Barbara Gozzi, in AgoraVox. Terza parte.

Un progetto (che non si avvale di immagini) di Barbara Gozzi, in AgoraVox. Terza parte.

www.vibrissebollettino.net

4 Novembre 2009 di vibrisse

Come annunciato da tempo, la vecchia sede di vibrisse, www.vibrissebollettino.net, chiude. Rimarrà soltanto un rinvio automatico a questa sede.
Tutti i materiali pubblicati sono stati salvati, con due distinte procedure, in due distinti cd.
Non so se sarà possibile inserirli come archivio in questa nuova sede di vibrisse.
L’abbandono della vecchia sede è dovuto sostanzialmente al costo. La sede in WordPress è pressoché gratuita.
Anche la Bottega di lettura si trasferirà a breve, qui.
Ringrazio Elios.net che ha ospitato vibrisse per qualche anno; Mauro Mirci, che ha realizzata una delle due archiviazioni; e soprattutto Fabio Fracas, che ha provveduto a tutto il resto.

giulio mozzi

Caravaggio, Figure III

3 Novembre 2009 di vibrisse

di Demetrio Paolin

[Sul numero che sta uscendo in questi giorni di Nuova Prosa, diretto da Luigi Grazioli, c'è una mia serie di prose, tre, a proposito di Caravaggio].

Non c’è paradiso qui, niente. Caravaggio dipinge la fine di tutto. L’apocalisse di ogni cosa che si mostra a noi, la rivelazione ultima della nostra solitudine estrema in limine mortis.
Eppure mi chiedo cosa spinga Caravaggio a dipingere questa tela, cosa porti a me a scrivere – anni dopo – di questa donna bianca e bellissima, di cui ricordo l’immagine tesa nel riquadro del giornale – le ho fatto un primo piano da tessera, bianco e nero e 22 righe. Eppure anni dopo sono qui a scriverla.

Credo che alla fine scrivere sia un modo per prolungare l’esistenza in vita di quella ragazza e anche Caravaggio dipinge perché il nero non si chiuda del tutto sulla cortigiana annegata nel Tevere. La fa
diventare la madre di dio, le fa dormire un sonno di morte e di acqua.
Lei non sarà mai completamente morta, ma ferma nel quadro come la madre di tutti, immagine della nostra comune sorte.

Io scrivo perché se ne salvi un resto. Di quella ragazza sul greto del fiume non sapemmo mai il nome, l’età e la nazionalità, ma in queste poche righe lei arriva ad essere vivissima. Nel pomeriggio invernale con la luce calante, gli uomini intorno e quei vestiti dozzinali e volgari, lei sopravvive a me, sopravvive ad ognuno di noi, perché è scritta.

È la redenzione, che mi pare di vedere in ogni quadro di Caravaggio, una redenzione che non è salvezza, non c’è salute se non nell’oscuro in cui tutti sprofonderemo, ma un misero salvare delle parti, portandole via
dall’oblio delle cose che si guastano.

Quindi alla fine scrivo per togliere un po’ di male agli altri e a te, a cui sono dedicate queste note su Caravaggio. Lo faccio, perché dicendoti ti redimo.
E tu? Sembri chiedermi.
Io non mi salvo, ma mi mostro con lo sguardo spaventato di un Oloferne in prolungata agonia.

Leggi “Caravaggio, Figure III” (pdf)

Poesia e Blog (a proposito di una controversia)

3 Novembre 2009 di vibrisse

Corpo morto e corpo vivo / Rete

2 Novembre 2009 di vibrisse

In FaceBook c’è ora una pagina dedicata a Corpo morto e corpo vivo: Eluana Englaro e Silvio Berlusconi, di Giulio Mozzi, con una nota di Demetrio Paolin, Transeuropa edizioni.

E’ morta l’Alda

2 Novembre 2009 di vibrisse

di giuliomozzi

E’ morta l’Alda
la vecchia pazza
la pazza santa
che ci riscalda.

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La donna ideale / Di questa Madonna non si sa niente (ma poi si è scoperto qualcosa)

1 Novembre 2009 di vibrisse

Corpo morto e corpo vivo / Appuntamenti

1 Novembre 2009 di vibrisse

Il piccolo libro Corpo morto e corpo vivo: Eluana Englaro e Silvio Berlusconi comincerà il suo cammino mercoledì 4 novembre 2009, quando sarà nelle librerie.

Il 6 novembre 2009 Giulio Mozzi ne parlerà a Cagliari con lo scrittore Nicola Lagioia, nell’ambito del festival Leggendo metropolitano (preleva qui il programma) organizzato dall’associazione culturale Prohairesis. Sala Achab, ore 16.30.

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Il blog e i suoi maldestri “storiografi”

1 Novembre 2009 di vibrisse

di Carla Benedetti

[Questo articolo di Carla Bendetti è apparso in Il primo amore].

Carla BenedettiViene un po’ da sorridere a leggere l’articolo di Gilda Policastro sui blog e le riviste in rete uscito sul “manifesto” del 25.10.2009 (lo potete leggere qui). Vi sono molte nozioni rabberciate, conclusioni approssimative, informazioni inesatte. [...] Vedo che questo articolo ha suscitato reazioni simili alla mia (per esempio su Georgiamada) . E quindi non mi dilungo. Mi limito a correggere alcune informazioni inesatte contenute nella sua “tipologia” superficiale, alcune delle quali riguardano i due blog a cui ho collaborato. [...]

Leggi in Il primo amore tutto l’articolo di Carla Benedetti.