Solo per lettori adulti, un esempio di uso estremo del linguaggio. Attenzione: le persone più sensibili potrebbero restare sconvolte. gm
Solo per lettori adulti
31 luglio 2010 di vibrisseIl programma e il resto
31 luglio 2010 di vibrisseVibrisselibri story / 6
31 luglio 2010 di vibrisseGiuseppe Caliceti: Canti emiliani dei morti
disponibile in pdf
Nei Canti emiliani dei morti, Giuseppe Caliceti elabora un lutto. Per la morte dei suoi ricordi di infanzia, colmi dell’amore di suo padre Gisberto, idealista maestro di orfanotrofio. Per la morte dell’ispirazione,impersonificata dal poeta Corrado Costa e dai poeti visionari della neoavanguardia emiliana. Per una Reggio Emilia che oggi non esiste più e delle cui contraddizioni si avverte la nostalgia.
La somma di tante malinconiche assenze ci viene restituita in versi, in un poema in quattro atti, per certi versi epico-bucolico, per altri moderno e sperimentale. Musicale anche se pieno di interferenze sonore (frammenti di canzoni, di spot televisivi, di versi altrui), rassicurante perché rievocativo ma anche provocatorio ed ambizioso con i suoi giochi di interpunzione. Caliceti ascolta e trascrive il dettato della memoria senza sconti, seguendo fedelmente il suo percorso tortuoso, incoerente, libero da calcoli editoriali. Con spiazzante crudezza, Caliceti ripercorre la propria formazione letteraria e sentimentale.
Quanto ci costa la cultura accademica?
30 luglio 2010 di vibrisseSegnalavo qualche tempo fa l’articolo – secondo me importante – di Claudio Giunta intitolato Quanto ci costa la cultura accademica?. A sei mesi di distanza Giunta torna sull’argomento: e anche questo secondo articolo mi pare importante. gm
adieu
30 luglio 2010 di vibrisseIl santo il vergine il re
29 luglio 2010 di vibrisseUmberto Casadei conclude qui la cronaca-riflessione (più riflessione che cronaca) sulla conversazione tra Giorgio Bonaccorso e Giulio Mozzi a proposito del libro Corpo morto e corpo vivo: Eluana Englaro e Silvio Berlusconi. Puntate precedenti: Perché l’ironia, adesso?, Tornato dal bar, Né piccioni, né fave, Sigillato immaginato corpo + punipetto. gm
Apocalittici e formattati
29 luglio 2010 di vibrissedi Linnio Accorroni
[Questo articolo è apparso nel blog della rivista Stilos il 27 luglio 2010].
Un grido di dolore, più o meno, ma espresso con un tono piano e raziocinante, un j’accuse sostanzialmente disperato, ma lontano da quei toni enfatizzanti e da quella magniloquenza un po’ frusta che paiono una sorta di noblesse oblige quando si utilizzano dispositivi retorici di questo tipo.
L’intervento di Silvia Ballestra pubblicato sul primo numero di Alfabeta2 e intitolato un po’ anodinamente L’industria del libro di massa merita, vista la sincerità con la quale la scrittrice di I giorni della rotonda affronta problematiche di centrale rilievo, una qualche riflessione supplementare. Non è infatti l’ennesima riproposizione di un evergreen del dejà-vu, ovverosia il lamento di un autore che, riflettendo sulla propria condizione, constata l’eclisse di un modello culturale, soppiantato dall’avvento di nuove strategie editoriali-commerciali, tese essenzialmente all’abolizione tout court della Qualità e della Ricerca, felicemente prone ai diktat di un Dio Mercato sensibile esclusivamente alle leggi dell’audience e del consumo. L’intervento della Ballestra va meditato, oltre che per il fatto che la vox clamans è quella di una che, bene o male, da un trentennio circa bazzica il milieu editoriale, anche per la gran mole di spunti e di considerazioni che indicano nitidamente a che punto sia lo stato dell’arte (o, per meglio dire) del mercato in Italia.
Vibrisselibri story / 5
29 luglio 2010 di vibrisseCarlo Cannella: Tutto deve crollare
disponibile in pdf
Fin dalle prime righe Tutto deve crollare trascina il lettore in una storia dalle tinte profodamente cupe, in un’atmosfera noir spietata che non può lasciare indifferenti.
Vi si narra la vicenda di un anarchico fuggito in Brasile negli anni Cinquanta e divenuto un personaggio cinico, violento, senza scrupoli. All’inizio del romanzo, negli anni Settanta, costui si trova ancora in Amazzonia, dove fa rapire dal suo fido braccio destro Fernando una ragazzina india, Isabel, che sposa e porta in Italia. Qui le fa mettere al mondo una bimba, Marta. La vita di Marta è travagliata fin dai primi anni: il padre, geloso dell’esclusività del rapporto esistente tra la moglie e la figlia, dopo un breve periodo le separa per sempre facendo riportare Isabel in Sudamerica, mentre successivamente lei, all’età di dieci anni, viene stuprata da Fernando, col quale intesse una morbosissima relazione. Alla morte di lui Marta si trasferisce a Padova, dove si iscrive all’università e incontra Gianmario, un ex militante di Lotta Continua, di cui s’innamora e con cui vive una lunga storia idilliaca…
Qual è lo stato del’arte letteraria?
28 luglio 2010 di vibrisseL’oggetto del desiderio
28 luglio 2010 di vibrisseCambi registro, dal comico al tragico
28 luglio 2010 di vibrisse[Questo articolo - immagine compresa - è apparso ieri nel sito del quotidiano Il Foglio].
L’unica scelta che gli resta è tentare il salto dal registro comico (commedia umana) al registro tragico (solitudine e follia del tiranno): se desse anche soltanto un segno di ricredersi e scendere a patti, mediare, correggersi, inibirsi, allora la sua immagine crollerebbe. Il principe tornerebbe nei panni del rospo. Il populismo non è calcolo razionale, negoziazio- ne politica, senso del limite, ma potenza delle superstizioni, arbitrio e idolatria. Incanto. Dunque Berlusconi può ancora fare solo se stesso: se si salva di nuovo, durerà quel poco o tanto che potrà durare una democrazia avvilita.
Impegnare sul porno
28 luglio 2010 di vibrisse
di giuliomozzi
“La Cina apre al porno online”, titola La Repubblica (qui). E nell’articolo si legge tra l’altro:
Le autorità [cinesi] prendono atto di un Paese che sulle questioni morali viaggia più rapidamente dei suoi leader e l’ala progressita del partito comunista pensa che impegnare sul porno milioni di internauti, mostrando spiragli di democrazia, possa distogliere la loro attenzione da questioni più delicate.
Vibrisselibri story / 4
27 luglio 2010 di vibrisseDemetrio Paolin: Una tragedia negata
disponibile in pdf e in libreria
In Una tragedia negata Demetrio Paolin compie un’approfondita analisi sulla narrativa ispirata agli anni di piombo. Sono due, in particolare, i fili conduttori che legano i testi presi in esame in questo saggio. Due aspetti nodali che l’autore ha individuato, portato alla luce e sui quali ci invita a riflettere: l’assenza della figura del nemico e la conseguente negazione della cifra tragica nei sanguinosi eventi che caratterizzarono il periodo in questione. In tutti i libri che Paolin analizza la scelta della lotta armata viene declinata all’interno di un ambito familiare, quasi a voler annullare o «disinnescare» la violenza contenuta in quei fatti di sangue. Il suo saggio, infatti, prende le mosse da un’analisi approfondita del rapporto tra “padri” e “figli”. Padri, che in alcuni casi si rivelano ex partigiani, e figli che hanno optato per la vita clandestina dei brigatisti.
“Abitare” a Torino
25 luglio 2010 di vibrisse
Il libro Abitare. Un viaggio nelle case degli altri sarà a Torino mercoledì 28 luglio, alle 19.30, presso il Museo diffuso della Resistenza (corso Valdocco, 4/a). Lo accompagneranno, al solito, Clementina Sandra Ammendola e Giulio Mozzi.
L’appuntamento si svolge nell’ambito dell’Estate resistente.
Il libro. L’introduzione in pdf. Il blog. Gli Spazzi. La prefazione di Marianella Sclavi. La stanza di Topo Gigio.
Vibrisselibri story / 3
25 luglio 2010 di vibrisseEugenio De Medio: Nenio
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Nenio è uno dei libri più credibili mai scritti sul tema della violazione dei minori e sulle devastazioni psicologiche che possono derivare da esperienze del genere, soprattutto se subite in giovanissima età (sei anni, nel caso del piccolo Nenio, Nazareno Davalos, protagonista del libro). Con questo romanzo-verità l’autore, Eugenio De Medio, ha inteso soprattutto dare esemplarità alla storia narrata, per contribuire ad aumentare il grado di consapevolezza intorno a un problema diffuso e gravissimo. Con sobrietà e precisione egli ricostruisce il mondo, inizialmente tranquillo, del bambino Nenio fino all’irruzione del tragico nel suo quotidiano infantile, con l’angoscioso senso di colpa che gliene derivò, il terrore di essere rimasto “incinto”, i primi segni della disgregazione, i tic nervosi, le lenzuola bucate perché tenute strette tra i denti durante il sonno, la diffidenza verso tutto e tutti, la voglia di confidarsi con i genitori, frenata dalla convinzione di non essere creduto e dalla certezza delle crudeli rappresaglie di Glauco, l’autore delle ripetute violenze, che, come fin troppo spesso accade, si consumano proprio al riparo delle rassicuranti pareti domestiche.


















