Gentile signora Utet

24 maggio 2013 di

di giuliomozzi

Gentile signora Utet,
ho acquistato qualche giorno fa un libro da lei pubblicato: Il falò delle novità, di Stefano Bartezzaghi. Sulla copertina, in basso a destra, un bollino recita:

E-book compreso nel prezzo. Scopri come averlo su http://www.utetlibri.it.

Oggi faccio il tentativo di prelevare l’edizione digitale del libro. Vado nel sito dell’Utet e trovo subito la via:

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Tipi umani, 2 *

24 maggio 2013 di

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Tipi umani, 1 *

23 maggio 2013 di

di giuliomozzi

   Con l’ali che non ho se tento il volo
di botto il culo a terra mi ritrovo:
il genio per le scale non lo trovo
ed il coraggio non si prende a nolo.
   Come una chioccia che si cova l’ovo
sto quieto quieto a terra e non m’immolo:
se passa la buriana bado solo
a starmene al sicuro nel mio covo.
   Altri farà quel ch’io non tento punto
e farà meglio, stante lo suo ardire;
a chi sta a terra tocca l’applaudire:
   ché fare il passo se non ci hai la gamba
è cosa assai immorale, oltre che stramba:
a questa conclusione sono giunto,
   e per l’appunto
son qui che ve la dico
anche se a voi non ve ne importa un fico.

* Trattasi di testi poco seri e di poco impegno

Per quali ragioni oggi in Italia non è possibile scrivere un capolavoro

21 maggio 2013 di

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Tagebuch, 21 maggio, martedì

21 maggio 2013 di

di Claudio Salvi

consumando caffè, fuori.

un treno va sul ponte di mattoni.

«guarda».

punta il dito.

un uccello scappa.

«lala la lalala».

sale su un ramo germogliato.

La conoscenza simbolica/5

20 maggio 2013 di

di Valter Binaghi

Prima parte Seconda parte Terza parte Quarta parte

7) L’approccio storico-religioso

a) L’ordine del mondo: corpo, società, universo

arte aborigena7Per accedere a quel mondo in cui il simbolismo e l’analogia furono abituali se non esclusivi strumenti di conoscenza – vale a dire il mondo delle società tradizionali, che qualcuno si ostina ancora a definire “primitive” – occorre innanzitutto lasciarsi alle spalle i fenomeni morbosi che abbiamo appena considerato, dove l’immaginario è piegato alle idiosincrasie dettate da una lacerazione interiore, ma anche le seduzioni della fantasia artistica, almeno quella cui la modernità ci ha abituati, che obbedisce unicamente ai capricci o alle ispirazioni di un soggetto individuale in libertà. In effetti, anche la produzione artistica nelle civiltà tradizionali è governata da una cosmologia che permea di sè l’intero campo dello scibile e del praticabile, obbedisce ai canoni di un simbolismo universalmente condiviso e difficilmente è separabile da quella liturgia che la vita pubblica sembra incessantemente celebrare. Per questo l’arte delle società tradizionali è per lo più anonima; l’artista percepisce sè stesso come il veicolo per la manifestazione e la perpetuazione di un ordine che nessuno (lui meno che mai) ha creato e che dà forma, nel senso più autentico e spirituale, alla sua opera: come potrebbe ritenersene l’autore?
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Storia di una linea (aerea)

19 maggio 2013 di

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“L’inferno avrà i tuoi occhi” di Silvia Montemurro fa discutere

19 maggio 2013 di

ritaglio_montemurro

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Antologia personale / 6

19 maggio 2013 di
Parigi, Beaubourg, Centre Pompidou (Rogers-Piano)

Parigi, Beaubourg, Centre Pompidou (Rogers-Piano)

[Sotto la rubrica "Antologia personale" pubblicherò o segnalerò opere letterarie, musicali, visive, teatrali ecc. che, per una ragione o per l'altra, sono state importanti per la mia vita. La cosa andrà avanti per un certo tempo. gm]

Dagli antipodi alle rotonde

19 maggio 2013 di

Fotografia di Emiliano Zanichelli

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Mentre al Salone del libro si folleggia, il servizio Sbn rischia di essere interrotto

18 maggio 2013 di
Fotogramma dal film Centochiodi di E. Olmi

Fotogramma dal film Centochiodi di E. Olmi

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12 pensieri degli ultimi giorni

18 maggio 2013 di

di Valter Binaghi

Analfabeta arboricolo

binaghi sotto l'alberoDisimparare tutto quel che hai letto sugli alberi, la funzione clorofilliana e l’ecosistema, schiodarti dalla sedia e cercarne uno, possibilmente isolato, in una radura erbosa, come il vecchio gelso che un tempo per noi ragazzi spartiva il confine tra la boscaglia praticabile e i campi del vecchio pazzo che inseguiva a sassate chiunque osava calpestare le sue zolle. Trovati un albero, dicevo, uno vero, dimentica quel che credi di sapere e stenditi con le spalle appoggiate al tronco. Respira, e senti che lui respira, e vive, di una vita meno agitata e curiosa della tua. Una vita che somiglia a un lungo sogno che si avvolge giro a giro intorno ad un centro invisibile. Di questa vita, sorbisci ad occhi chiusi il vigore, apprendi la sua muta scuola, e ne tornerai sereno, ricongiunto a te stesso.
Quando nacqui mio nonno piantò un albero in giardino. Forse voleva che il bambino avesse un fratello umile e forte, reclutato tra il popolo dei semplici, come un angelo custode sul suo cammino. Qualche anno fa lo abbattemmo per far posto ad un garage. Nessuno mi toglie dalla testa che quel giorno dall’anima ferita è cominciato a fuggire un rivolo di linfa, e qualcosa in me ha cominciato a morire. Non è bello vivere di parole e d’intenzioni abortite, quando il merlo che veniva ogni anno a fare il nido e mi portava il primo trillo della primavera ora vaga altrove, e la storia che racconto a me stesso e chiamo la mia vita è solo un mosaico di ricordi spezzati.
Ora sono come un nomade forzato, un cavaliere senza causa e senza patria, cerco un albero a cui appendere le armi e il mantello, un’ombra che mi ospiti una volta per tutte, che somigli alle vaste ali del perdono di Dio.

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Ultime letture

18 maggio 2013 di

venditorealmanacchiof8

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Antologia personale / 5

18 maggio 2013 di

[Sotto la rubrica "Antologia personale" pubblicherò o segnalerò opere letterarie, musicali, visive, teatrali ecc. che, per una ragione o per l'altra, sono state importanti per la mia vita. La cosa andrà avanti per un certo tempo. gm]

Igor Stravinskij, Sinfonia di salmi.

Antologia personale / 4

17 maggio 2013 di

[Sotto la rubrica "Antologia personale" pubblicherò o segnalerò opere letterarie, musicali, visive, teatrali ecc. che, per una ragione o per l'altra, sono state importanti per la mia vita. La cosa andrà avanti per un certo tempo. gm]

Congedo del viaggiatore cerimonioso
di Giorgio Caproni

Amici, credo che sia
meglio per me cominciare
a tirar giù la valigia.
Anche se non so bene l’ora
d’arrivo, e neppure
conosca quali stazioni
precedano la mia,
sicuri segni mi dicono,
da quanto m’è giunto all’orecchio
di questi luoghi, ch’io
vi dovrò presto lasciare.
Vogliatemi perdonare
quel po’ di disturbo che reco.
Con voi sono stato lieto
dalla partenza, e molto
vi sono grato, credetemi,
per l’ottima compagnia.

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Cosa promette il giorno

16 maggio 2013 di

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Tagebuch, 15 maggio, mercoledì

15 maggio 2013 di

di Claudio Salvi

da una finestra guardando a ovest.

niente più pioggia.

il blu non bello, non trasparente.

«lo sai tu».

parla fumando sigarette.

«non significa niente solo che è un posto per tutti».

è un curioso suono ondeggiante.


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