La donna ideale (secondo Luciano Berio)

4 Luglio 2009 by vibrisse

Da Folk Songs, di Luciano Berio.

La prossima, domani. gm

Si facciano avanti i delatori

3 Luglio 2009 by vibrisse

di giuliomozzi

Leggo qua e là che le persone immigrate clandestinamente in Italia sarebbero, secondo le diverse stime, da 600 a 700 mila. La nuova legge stabilisce che esiste un reato di clandestinità, e che esso è punito con una pena pecuniaria: che sarà stabilita da un magistrato tra i 5.000 e i 10.000 euro. Quindi, se tutti i cittadini facessero il loro dovere di delatori, lo Stato potrebbe incassare tra i 3 e i 7 miliardi di euro. Ce n’è di che dare una bella botta al Pil.

La donna ideale (a Colonia)

3 Luglio 2009 by vibrisse
Colonia, 2005.

Colonia, 2005.

La prossima, domani. gm

Gli stinchi di Gattuso e il profilo di Bianca

2 Luglio 2009 by vibrisse

di Ivano Porpora

Parlo a proposito di un argomento che mi sta a cuore.

Sono circa due anni che ci penso. Voglio dire: che penso quasi ininterrottamente a questo argomento fatti salvi altri pensieri, pur profondi, ma – diciamo – centrali. Per dire: se mangio, se parlo con mia moglie, se leggo un libro, se porto fuori il cane di mio cognato non posso dire che pensi a questo argomento (posso dire di pensare ad altri argomenti, ma non è questo il punto). Ma posso affermare con certezza che esiste una parte di me che lavora incessantemente a questo argomento, lo mastica e lo sputa, lo guarda a terra, lo riprende in mano, lo rimette in bocca, mastica e lo sputa.

Parlandone con il curatore di questo bollettino ho accennato, se non mi sbaglio, alla concezione etica della costruzione del personaggio. Penso però di potermi allacciare a quanto ho letto oggi qui, da lui, e di dire che si tratta del confronto tra invenzione e creazione.

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La donna ideale (nell’era televisiva)

2 Luglio 2009 by vibrisse

Il mio nome è Legione

1 Luglio 2009 by vibrisse

di Saverio Simonelli

[Questo articolo è apparso in La compagnia del libro].

Clicca per ingrandire.

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Il titolo viene dal Vangelo e fa riferimento all’episodio in cui Gesù affronta l’indemoniato di Gerasa. “Legione” è il modo in cui il Diavolo si fa chiamare in quel caso, alludendo alla sua natura: “perché siamo in molti” riporta Marco. Una molteplicità che è caratteristica dell’inafferrabilità e irriducibilità del male che non si presenta con un profilo riconoscibile ma come un agglomerato di pulsioni, stimoli, direi uno sciame di cose più reali quanto più camuffate in un’oscurità inestirpabile dal volto del mondo.
L’episodio c’entra anche se non molto con il romanzo di Demetrio Paolin, già noto al pubblico per l’eccellente “Una tragedia negata” riflessione acuminata e senza sconti sul rapporto tra letteratura e anni di piombo. C’entra proprio perché, come fosse una tattica del demonio, svia l’attenzione del lettore frettoloso o del recensore interessato da quello che è il vero nocciolo del libro che non è semplicemente il confronto col male.

Continua a leggere l’articolo in La compagnia del libro.

Antropologia

1 Luglio 2009 by vibrisse

di giuliomozzi

Debora Serracchiani, “la più votata [del Pd] nel Nord Est, la donna che ha battuto Berlusconi alle europee” (così Repubblica), alla domanda: “In questi mesi si è data una ragione della sua clamorosa e immediata popolarità?”, ha risposto:

E’ il fatto che sono una persona normale. L’elettorato si identifica nel linguaggio, nel modo di essere, direi quasi nella fisicità. E poi non vengo da tutta una vita di sezione (tutta l’intervista).

Esattamente ciò che potrebbero dire di sé, e in effetti ripetono in continuazione, Silvio Berlusconi e Umberto Bossi.

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Annunciazione / L’incorporamento difficile

1 Luglio 2009 by vibrisse

Qui. Da non confondersi con l’incarnazione. gm

L’esperienza, la narrazione, le nude cose, l’invenzione (e tutto il resto, compreso il dio)

1 Luglio 2009 by vibrisse

di giuliomozzi

[Questo testo fu scritto per essere letto in pubblico, nel 2004. Nel pubblicarlo qui ora l'ho modificato un poco. In fondo al testo, due immagini spiegano tutto. gm].

Buona sera.
Questa sera non vi leggerò un racconto o un brano di romanzo. Vi leggerò invece un testo nel quale cerco di dire qual è la relazione, secondo me, tra l’esperienza e la narrazione.
Di questo testo che sto iniziando a leggervi, non sono tanto sicuro. È venuto fuori un testo un po’ filosofico, e io non sono molto competente in filosofia. E poi ogni volta che provo a parlare di questa cosa, di esperienza e narrazione, finisco col dire delle cose un po’ diverse.
In somma: non sono in grado di offrirvi un pensiero perfettamente definito. Sono in grado, al massimo, di dirvi che tipo di pensieri si agitano nella mia mente.
Vado per punti, dicendo: «Uno, due, tre…», non perché il mio pensiero sia sistematico (ve ne accorgerete) ma perché inizio raccogliendo pensieri davvero molto sparsi.

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Gli ultimi occhi di mia madre

30 Giugno 2009 by vibrisse

di Barbara Garlaschelli

[Barbara Garlaschelli ha pubblicato questo articolo nel suo blog].

ultimi-occhi-di-mia-madre[...] Ecco, il libro di Patrizia Patelli, Gli ultimi occhi di mia madre (Sironi, 2009) non è una buona novella. Soprattutto non è una novella di buoni.
Parola dopo parola, riga dopo riga, pagina dopo pagina, in una scrittura convulsa, rovente, rabbiosa, struggente, Patelli ricuce uno strappo: quello tra lei e la madre morta dopo una lunga, dolorosamente assurda malattia. E’ il tentativo di riempire spazi che la morte lascia irrimediabilmente vuoti, ma che la scrittura riesce, invece, a riempire.
E’ la storia di due donne, madre e figlia, e di un rapporto mancato.
Questo libro è un atto d’amore postumo, ma anche un atto d’accusa, prima di tutti verso stessa per non essere riuscita a vivere in un tempo possibile l’amore per sua madre, e verso sua madre, donna dura, gran lavoratrice, incapace di dare spazio alla propria emotività e alla propria affettività, condannata a una sofferenza fisica prolungata nel tempo, indecente, ingiusta. Come solo il dolore fisico sa essere. Ma è un atto d’accusa anche contro i parenti che se ne sono rimasti lontani; i datori di lavoro che hanno sfruttato sino all’osso (nel senso reale del termine) questa donna ligia al dovere, ambiziosa, che ha sacrificato tutto per il lavoro; il padre che amando sua moglie non è stato capace però di “contenerla”, orientarla anche verso la figlia e gli affetti famgliari. [...]

Leggi tutto l’articolo nel blog di Barbara Garlaschelli.

Adorazione Cadorna

29 Giugno 2009 by vibrisse

di giuliomozzi

[Questo testo è la seconda parte di un pezzo che uscì, un paio d'anni fa, in Nuovi argomenti. Sto cercando il modo di farlo entrare nel famoso romanzo]

Avrei voluto assistere alla morte del generale Luigi Cadorna. Questo è un desiderio che ho sempre tenuto nascosto – anche perché è un desiderio impossibile, e io tendo ad astenermi dai desideri impossibili – e del quale parlo qui per la prima volta. Quando avevo quattordici anni, qualche mese dopo la morte del mio nonno materno – che era stato arruolato come Alpino, aveva combattuto sulla Bainsizza, si era preso una pallottola in un polmone il 25 ottobre del 1917, ed era stato trasportato in barella dai suoi compagni, senza alcuna possibilità di cura, dalla Bainsizza a Noventa Padovana, dove finalmente fu curato, in mezzo al caos della ritirata seguita allo sfondamento improvviso del fronte, da parte degli austroungarici, a Tolmino e Caporetto – sviluppai un intenso interesse per la storia della Grande Guerra. Per quasi sette anni, finché non cominciai il servizio civile – in un orfanatrofio -, la storia della Grande Guerra, e in particolare della «disfatta di Caporetto», come la chiamavano i libri che leggevo, fu l’unica cosa della quale mi interessassi veramente. In quei sette anni misi insieme una notevole collezione di libri e documenti; scrissi un saggio su un aspetto dimenticato della «disfatta di Caporetto» (il lavoro di spionaggio compiuto da numerosi soldati ed ufficiali italiani che, presi dentro la manovra di aggiramento degli austroungarici, anziché combattere o arrendersi preferirono darsi alla macchia e successivamente – con l’aiuto della popolazione e grazie allo stato di prostrazione nel quale, passata l’euforia della vittoria, e a causa della lunghezza della guerra e della durezza della fame, giacevano molti soldati e ufficiali austroungarici – ingegnarsi per far arrivare oltre le linee, ai comandi italiani, informazioni sullo stato delle retrovie imperiali, sui movimenti di truppe, sulla qualità dei rifornimenti) con il quale vinsi un premio internazionale; aiutai un giovane generale con la passione per la storia, marito di una collega di mia madre, a catalogare il materiale documentario di un importante archivio militare conservato nella mia città; e, cosa che mi divertii molto a fare, ma della quale mi vergognai un po’, scrissi anche un paio di tesi di laurea.

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L’ubicazione del bene

28 Giugno 2009 by vibrisse

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di Alessandro Beretta

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Musica per la vostra domenica

28 Giugno 2009 by vibrisse
La musica è dietro l'immagine.

La musica è dietro l'immagine.

“Avremo bisogno di tutta la vostra intelligenza”

27 Giugno 2009 by vibrisse

di Ivano Porpora

I fatti, come si dice, sono noti.

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Lei fa parte del problema

27 Giugno 2009 by vibrisse

di giuliomozzi

[Ieri a Trieste, nell'ambito di Residenze estive, ho letto qualche pagina dal romanzo in corso d'opera Discorso attorno a un sentimento nascente. Altre pagine - le prime - di questo romanzo sono pubblicate in vibrisse con il titolo Scrivo questo romanzo perché ho bisogno di soldi].

Mia figlia oggi ha diciassette anni. Mia figlia, io, l’ho vista per la prima e unica volta quando aveva sei anni. La madre di mia figlia mi disse, diciotto anni fa:
«Sono incinta».
E poi mi disse: «Non farti più vedere».

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Io ricordo la musica (2004)

26 Giugno 2009 by vibrisse
Cliccare sull'immagine per saperne di più.

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di giuliomozzi

[Scrissi questo pezzo nel 2004 per la rivista Medicine Show, inventata da Leonardo Colombati.]

Non so, voi, come vi ricordate la musica. Non ho idea se ci sia un modo preciso di ricordarsi la musica; o se ci sia un modo migliore di altri.

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Il romanzo perfetto (e quattro domande)

25 Giugno 2009 by vibrisse

di Snoopy

Prima parte

snoopy_typingmobmsg11526220357Era una notte buia e tempestosa. A un tratto echeggiò uno sparo. Una porta sbatté. La ragazza lanciò un grido.
Improvvisamente, apparve all’orizzonte una nave pirata. Mentre milioni di persone morivano di fame, il re viveva nel lusso.
Intanto, in una piccola fattoria del Kansas, cresceva un ragazzo.

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